Leonardo dopo il crack ha ammesso che sarà impossibile dimenticare il flop di Manchester, convinto però che una sconfitta così netta fa a cazzotti con una stagione assolutamente all'altezza. Milan-Chievo in notturna (domenica alle 20.45) diventa quindi il primo banco di prova dopo il tracollo. In campo scenderà una squadra incerottata che deve trovare subito il riscatto se vuole davvero tenere testa all'Inter. Leo è il primo a crederci. Adriano Galliani conferma: il 4-0 è il nuovo punto di partenza.
giovedì 11 marzo 2010
Nesta a rischio campionato
Leonardo dopo il crack ha ammesso che sarà impossibile dimenticare il flop di Manchester, convinto però che una sconfitta così netta fa a cazzotti con una stagione assolutamente all'altezza. Milan-Chievo in notturna (domenica alle 20.45) diventa quindi il primo banco di prova dopo il tracollo. In campo scenderà una squadra incerottata che deve trovare subito il riscatto se vuole davvero tenere testa all'Inter. Leo è il primo a crederci. Adriano Galliani conferma: il 4-0 è il nuovo punto di partenza.
mercoledì 10 marzo 2010
Manchester United-Milan 4-0
Chissà quali tormenti Leonardo nel veder cadere come birilli, dopo Pato, anche Nesta e Antonini. Forfait che hanno dell'incredibile, dopo una vigilia scoppiettante. Ma c'è poco da versare lacrime. Prendere o lasciare. Ecco così comporsi una difesa inedita e assolutamente improponibile: Abate, Thiago Silva, Bonera e Jankulovski. Una difesa più debole e quindi un centrocampo più muscolare con Flamini a destra, mentre Beckham deve accontentarsi della panchina. Il tridente è quello noto senza Pato. Inevitabile il ghigno di Ferguson che però rinuncia a Rafael e schiera un difensore puro come Neville. Di Berbatov nemmeno l'ombra: basta Rooney.
Bastano infatti tre minuti al fuoriclasse per esaltare l'Old Trafford con un rasoterra dal limite che sfiora il palo alla destra di Abbiati. Wayne è micidiale; al 6', pur pressato, si aggiusta la palla anche se mira alto. Sessanta secondi dopo tocca a Gary Neville: alto di pochissimo. Da paura. Ma all'8' Ronaldinho apre una crepa sulle convinzioni dello United con un colpo di testa che pare dentro. Huntelaar al 10' non infila da due passi sul cross perfetto di Thiago Silva; Abbiati para su Nani. Difesa allegra. Che spiana la strada a Rooney: colpo di testa tagliato che Abbiati vede infilarsi sulla sua destra: è il 13'. L'Old Trafford diventa l'Everest.
Eppure il Milan il cuore ce lo mette, anche se ci vorrebbe ben altro per spaventare gli inglesi. Pirlo, particolarmente ispirato, al 20' impegna Van der Sar. Dal regista rossonero partono tutte le iniziative. Ma ci vorrebbero ben altri solisti al suo fianco. La serata non promette nulla di buono. Ambrosini non incide, obbligando Flamini a coprire le ripartenze dello United che, come a Milano, controlla agevolmente per poi innescare il ritmo assatanato di Park, le intuizioni geniali di Rooney e gli affondi sulla fascia di Neville, che sembra un ventenne. Al 45' tocca a Fletcher, con un destro dalla distanza ad accarezzare il palo. Borriello? Non pervenuto. Huntelaar? Al suo seguito; impacciato per tre volte nei pressi di Van der Sar. Poi i disastri in difesa.
Ci vorrebbe qualcosa di epocale per gridare al miracolo. Leonardo intanto deve accusare anche l'infortunio al polpaccio di Bonera. Inserisce Seedorf e arretra in difesa Ambrosini. Mentre Beckham si scalda e raccoglie l'applauso dei tifosi. Propositi di vendetta e invece, 49 secondi dopo, Nani con un lancio illuminato spiana la strada a Rooney, e battere Abbiati è un giochetto: 4 gol tra andata e ritorno. Strepitoso. Il 2-0 fa a pezzi i sogni del Milan e amplifica i meriti di un Manchester che domina al piccolo passo. Al 9' Abate mette sulla fronte di Huntelaar la palla del 2-1, ma l'olandese che ha il solo compito di spingere in avanti la fronte, conclude incredibilmente alto a un passo da Van der Sar. Roba da chiudere i battenti e andare subito a casa. Anche perché al 14' Scholes fa filtrare in area tra Ambrosini e Jankulovski per Park (bestia nera dai tempi del Psv) che batte per la terza volta Abbiati. L'ingresso di Beckham al posto di Abate sembra quasi una beffa in una notte da tregenda. Ma gli applausi dell'Old Trafford sono da brividi. Gli stessi rivolti a Rooney che lascia al 21' per Berbatov. Così forti da oscurare l'ingresso in campo di Inzaghi. E nella festa Becks diventa un eroe, anche quando al 29', con un bolide brucia le mani a Van der Sar. Lo stadio in piedi gli tributa tutto il suo amore. Ma si dimentica subito del passato per festeggiare il gran gol di Fletcher su invito di Rafael. The end. Il Milan crolla e volta pagina.
Allarme difesa: Antonini e Nesta si fermano
Come ha detto Leonardo, questa sera servirà un Milan "globale": gruppo compatto votato alla leggenda. Galliani incrocia le dita e sogna un ritorno in Italia con le bollicine. Il campionato gli interessa; eccome. Ma vuoi mettere la Champions? Ecco perché scegliere con oculatezza gli uomini da schierare contro la corazzata di Ferguson sarà il primo atto. Sale così in cattedra tutta l'intelligenza tattica di Leonardo, tormentato però da due dubbi.
La notte di Manchester gli avrà dato buoni consigli? A centrocampo dove solo Pirlo e Ambrosini sono sicuri di scendere in campo. Galliani ha detto: "Sulla destra abbiamo tre opzioni: Beckham, Gattuso, Flamini". L'inglese dal primo minuto nello stadio che lo ha fatto grande? Nella rifinitura Beck ha sfoderato una forma eccellente, ma anche Flamini farebbe a botte pur di giocarsela con Rooney. Un vero dilemma, perché anche in questo caso Leonardo ha molte alternative.
Ben diversa la situazione in attacco. La risposta definitiva l'ha data proprio Pato che nell'ultimo allenamento ha solo corso e niente più. Dirottamento in tribuna per il "Papero", quindi, mentre Huntelaar, nel tridente con Borriello e Ronaldinho, sogna una notte da leoni. Identica a quella di Filippo Inzaghi che immagina titoli a sei colonne e aspetta solo un cenno da Leonardo, a caccia di quello che gli riesce meglio: il gol. Magari della qualificazione.
rischi ranking — Adriano Galliani deve avere incassato malvolentieri l'eliminazione della Fiorentina a opera del Bayern Monaco. Questione di ranking Uefa; un tema a cui l'a.d rossonero è molto sensibile. In ballo c'è il famoso quarto posto Champions che proprio la Germania ci potrebbe soffiare. Manchester United-Milan diventa quindi fondamentale in chiave rossonera, ma anche per il calcio italiano che rischia di ridimensionarsi.
lunedì 8 marzo 2010
Leonardo convoca Pato
Da definire, infine, gli esterni della difesa. Bonera è il più accreditato a destra, mentre a sinistra Leonardo ha solo l'imbarazzo della scelta: uno tra Antonini, Abate, Zambrotta e Jankulovski. Arbitrerà la partita il ticinese Massimo Busacca; fischietto tra i più accreditati. Considerato tra più affidabili al mondo. Ce ne sarà bisogno."Sarà una partita molto dura, ma niente è impossibile - spiega Ronaldinho a Uefa.com -. Sarà una gara molto bella. Abbiamo bisogno di un risultato positivo quindi giocheremo per la vittoria e anche loro, essendo in casa se la giocheranno, perché Ferguson li fa sempre giocare così". Ma il Gaucho assicura: "Il Milan ha una forte tradizione in Champions League, quando gioca in questa competizione tutti sanno che il Milan farà il Milan; so cosa vuol dire vedersi davanti le maglie del Milan e ora che indosso io questa maglia ne avverto la forza". "Sarebbe meraviglioso", quindi arrivare alla finale di Madrid e ripetere il successo coronato con il Barcellona nel 2006: "Resterà per sempre nella mia testa il momento in cui ho alzato la Champions accanto a Puyol".
sabato 6 marzo 2010
Roma-Milan 0-0
In mezzo al primo tempo però i rossoneri ritrovano equilibri. Grazie soprattutto ad Andrea Pirlo che con sagacia tattica, le qualità tecniche riconosciute dal mondo intero e un grande dinamismo, "accorcia" il Milan, chiama più centralmente Ronaldinho, fino a quel momento statico sulla fascia sinistra, e con palla che gira rapida a terra la difesa romanista - guidata da un attento Juan - fatica un po’. Proprio una iniziativa da trequartista del brasiliano Il primo quarto d’ora della ripresa è quasi un incubo per la Roma, costretta negli ultimi 20 metri, da una squadra davvero messa bene in campo, con gli attaccanti che pressano sui primi portatori di palla. È Borriello il più pericoloso. Il napoletano prima effettua un pericoloso tiro cross, sul quale Huntelaar è in ritardo, poi ha una grande occasione quando riesce a scavalcare pure Juan e sul sinistro secco trova la respinta di Julio Sergio, di piede. A questo punto Ranieri manda in campo Toni, assente dal 23 gennaio (Juventus-Roma) che si rivela un’ottima mossa. Perché il centravanti riesce a tener palla sui lanci lunghi dalla difesa e così consente ai suoi di salire e rifiatare, scavalcando il pressing milanista. Leonardo risponde rinforzando la fascia destra con i freschi innesti Beckham e Abate, spostando a sinistra Bonera. Riise se commette svarioni da brivido in fase difensiva, lì davanti confeziona un bel cross con Vucinic che piazza di testa sul palo più lontano, dove Abbiati non può arrivare: la palla sfila fuori. Ed è l’inglese a confezionare il cross teso sul quale Dinho salta con grande tempismo col pallone esce davvero di un soffio. Colpi da k.o. che non arrivano e Roma che ferma a 9 il suo filotto di vittorie consecutive in campionato all’Olimpico.
Riecco Tagliavento dopo il tanto discusso Inter-Sampdoria, tra l’altro diretto bene. Il direttore di gara umbro stavolta sbaglia soltanto una valutazione, proprio in avvio. Quando un intervento durissimo di Flamini, coi tacchetti sullo stinco di Perrotta, meriterebbe il giallo, che Tagliavento tirerà fuori correttamente per il francese alla mezz’ora per un’entrata scomposta su De Rossi. Avesse sventolato subito il cartellino Flamini sarebbe stato espulso e la partita tatticamente sarebbe parecchio cambiata. Perché Leonardo non avrebbe potuto permettersi il lusso di tenere tre attaccanti.
venerdì 5 marzo 2010
Leonardo: "Penso solo ai tre punti"
"Sono giorni interessanti" dice Leonardo in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Milan. Li chiama interessanti. Centottanta minuti che ti possono rivoltare una stagione e li chiama interessanti. Ma Leo è così. Mai squilli di tromba, mai frasi roboanti. Contenuto e garbato. Il tecnico rossonero sa bene di essere davanti al bivio, anche se dopo la Roma ci sarà ancora tanto da pedalare.
Obiettivo primario: vincere all'Olimpico; altro risultato non è contemplato. "Dobbiamo pensare solo alla vittoria - sottolinea -. È un confronto diretto che va al di là dei tre punti, che però possono creare un avvicinamento o un distacco importante tra le due squadre". Leonardo affila le unghie. Questa Roma non gli piace affatto. "Noi e i giallorossi abbiamo una storia simile - analizza -; due squadre che hanno iniziato con grandi difficoltà, poi hanno trovato gioco e risultati e ora sono lì, una seconda e l'altra terza. Sarà davvero una sfida spettacolare". Partitona davanti al tutto esaurito. Dodici contro undici. Leo avverte: "Con i rientri di Toni e Pizarro hanno di nuovo tutta la rosa a disposizione. A parte il risultato di Europa League, la Roma ha prodotto un ottimo gioco, dimostrandosi molto competitiva. Ha dimostraro tuitto il suo valore vincendo anche quando in situazioni difficili".
Pato? Assente. Ma la novità è la non convocazione di Mancini, ritenuto il sostituto ideale del giovane connazionale. "Mancini ha lavorato questa settimana dopo l'infortunio con l'Udinese, ma ha sentito ancora la fatica - spiega -; l'ho lasciato a casa per precauzione; per farlo recuperare al massimo. Deve guadagnare la condizione. Pato? Il suo infortunio è meno grave del previsto, ma è difficile ancora dare una valuitazione. Lunedì ne sapremo di più: una contusione muscolare anche se è piccola non deve essere trascurata".
Chi sarà allora il compagno di tridente con Borriello e Ronaldinho, ammesso che sarà tridente? Beckham o, addirittura, Abate? Sorride Leonardo: "Sinceramente abbiamo le alternative. Non ho ancora scelto, ma la notte porta buoni consigli". La Roma e il Manchester United. Su una cosa l'allenatore non ha dubbi: "Niente tatticismi. Dobbiamo vincere e quindi mantenere il nostro stile di gioco. Abbiamo perso e vinto senza mai cambiare il nostro atteggiamento tattico e sarà ancora così". Leo conosce bene i suoi ragazzi. Come loro vive questi giorni con grande attesa, "perché è bello giocare queste partite", anche se deve rinunciare a totem come Seedorf (solo ieri è tornato ad allenarsi con la palla) o Gattuso (squalificato). Un pensiero anche ad Alessandro Nesta, alle prese con il corteggiamento della Nazionale: "Credo che sia una cosa personale. E' difficile dire di no alla Nazionale. Va lasciato tranquillo; deve valutare lui. Sta giocando tanto; a volte lo ha fatto in condizioni difficili. Fantastico dopo quello che gli è successo; una fatica tremenda. Nesta è diventato un simbolo".
Obiettivo primario: vincere all'Olimpico; altro risultato non è contemplato. "Dobbiamo pensare solo alla vittoria - sottolinea -. È un confronto diretto che va al di là dei tre punti, che però possono creare un avvicinamento o un distacco importante tra le due squadre". Leonardo affila le unghie. Questa Roma non gli piace affatto. "Noi e i giallorossi abbiamo una storia simile - analizza -; due squadre che hanno iniziato con grandi difficoltà, poi hanno trovato gioco e risultati e ora sono lì, una seconda e l'altra terza. Sarà davvero una sfida spettacolare". Partitona davanti al tutto esaurito. Dodici contro undici. Leo avverte: "Con i rientri di Toni e Pizarro hanno di nuovo tutta la rosa a disposizione. A parte il risultato di Europa League, la Roma ha prodotto un ottimo gioco, dimostrandosi molto competitiva. Ha dimostraro tuitto il suo valore vincendo anche quando in situazioni difficili".
Pato? Assente. Ma la novità è la non convocazione di Mancini, ritenuto il sostituto ideale del giovane connazionale. "Mancini ha lavorato questa settimana dopo l'infortunio con l'Udinese, ma ha sentito ancora la fatica - spiega -; l'ho lasciato a casa per precauzione; per farlo recuperare al massimo. Deve guadagnare la condizione. Pato? Il suo infortunio è meno grave del previsto, ma è difficile ancora dare una valuitazione. Lunedì ne sapremo di più: una contusione muscolare anche se è piccola non deve essere trascurata".
Chi sarà allora il compagno di tridente con Borriello e Ronaldinho, ammesso che sarà tridente? Beckham o, addirittura, Abate? Sorride Leonardo: "Sinceramente abbiamo le alternative. Non ho ancora scelto, ma la notte porta buoni consigli". La Roma e il Manchester United. Su una cosa l'allenatore non ha dubbi: "Niente tatticismi. Dobbiamo vincere e quindi mantenere il nostro stile di gioco. Abbiamo perso e vinto senza mai cambiare il nostro atteggiamento tattico e sarà ancora così". Leo conosce bene i suoi ragazzi. Come loro vive questi giorni con grande attesa, "perché è bello giocare queste partite", anche se deve rinunciare a totem come Seedorf (solo ieri è tornato ad allenarsi con la palla) o Gattuso (squalificato). Un pensiero anche ad Alessandro Nesta, alle prese con il corteggiamento della Nazionale: "Credo che sia una cosa personale. E' difficile dire di no alla Nazionale. Va lasciato tranquillo; deve valutare lui. Sta giocando tanto; a volte lo ha fatto in condizioni difficili. Fantastico dopo quello che gli è successo; una fatica tremenda. Nesta è diventato un simbolo".
mercoledì 3 marzo 2010
Dunga chiude a Pato e Dinho
"Ronaldinho e Pato hanno avuto le loro chance di affermarsi nella Selecao durante le Olimpiadi, ma non è bastato". Lo ha dichiarato il c.t. brasiliano Dunga alla stampa brasiliana ieri notte dopo la vittoria del Brasile sull'Irlanda per 2-0 a Londra. Chiaro e deciso l'ex giocatore della Fiorentina: "Ognuno ha avuto la possibilità di mostrare cosa aveva da dare, ho dato a tutti i giocatori cinque o sei opportunità per giocare. Adesso spetta a me decidere chi andrà in Sudafrica. Quello che importa è l'impegno e ciò che si mostra in campo. Il primo criterio per andare ai Mondiali è questo, poi vengono l'entusiasmo, la passione per la Selecao, l'emozione di vestire la questa maglia".
Anche Pelè ha dato ieri il suo appoggio alle scelte di Dunga, con l'unica eccezione del giovanissimo astro del Santos, Neymar, che l'ex fuoriclasse vorrebbe tra i convocati per il Sudafrica. Pelè ha invece avuto parole dure per Ronaldo ("la sua epoca è passata"), mentre per Ronaldinho ha detto che c'è ancora tempo, anche se ha subito aggiunto: "È stato lo stesso Ronaldinho a sconvocarsi...Non serve a niente che giochi bene adesso se giocava male prima".
Anche Pelè ha dato ieri il suo appoggio alle scelte di Dunga, con l'unica eccezione del giovanissimo astro del Santos, Neymar, che l'ex fuoriclasse vorrebbe tra i convocati per il Sudafrica. Pelè ha invece avuto parole dure per Ronaldo ("la sua epoca è passata"), mentre per Ronaldinho ha detto che c'è ancora tempo, anche se ha subito aggiunto: "È stato lo stesso Ronaldinho a sconvocarsi...Non serve a niente che giochi bene adesso se giocava male prima".
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