L'avvio di partita è pimpante. La prima, vera palla gol è per i rossoneri, al 10', con un bel destro dalla distanza di Pato deviato in maniera decisiva da Brandao. Al 19' è Jankulovski, ben innescato da Ronaldinho, ad impegnare Curci in tuffo. Al 22' esatta la segnalazione del signor Tagliavento, che vede una posizione irregolare di Pato che sfiora il pallone sulla punizione battuta da Ronaldinho. Al 29' ancora protagonisti i due brasiliani per il gol che apre le marcature: passaggio filtrante di Ronaldinho per Pato che, inseritosi per vie centrali, davanti a Curci non sbaglia. Pochi minuti dopo, al 34', un'amnesia difensiva del Milan consente a Ghezzal, lasciato solo davanti a Storari, di segnare il momentaneo gol dell'1-1.
Dopo aver chiuso il primo tempo un po' in sofferenza, è invece buono l'avvio di ripresa del Milan, subito in gol con Pato: è il 3' di gioco, splendida azione corale del Milan, che nasce da un recupero di Borriello, da un ottimo controllo di Pato, una perfetta apertura di Ronaldinho sulla sinistra per Flamini che offre un assist più che invitante all'accorente Papero, che a due passi da Curci non può sbagliare. Al 23' gran numero di Ronaldinho: rovesciata in mezzo all'area, Curci alza sopra la traversa. Al 33', al terzo angolo di fila per i bianconeri, Ficagna di testa, Storari salva il risultato. Al 42' ultima palla-gol per il Milan, con l'ennesimo passaggio in verticale di Ronaldinho per Pato: l'attaccante cerca il primo palo ma manda fuori di poco.
Si conclude con una bella vittoria per i rossoneri la prima di Leonardo. Molti i segnali confortanti per il futuro: la conferma di Nesta, Pato e Flamini, la crescita di Ronaldinho e Thiago Silva. Avanti così!
sabato 22 agosto 2009
Siena-Milan 1-2
venerdì 21 agosto 2009
Leonardo: "Fondamentale partire bene"
mercoledì 19 agosto 2009
Benvenuti alla nuova stagione!
E' con grande piacere che tutto lo staff del sito milanista annuncia ai suoi lettori che inizieranno nuovamente gli aggiornamenti in tempo reale di tutto il mondo rossonero. Confidiamo nei vostri accessi per battere il record di accessi in un giorno. La prima partita dei rossoneri in questo campionato sarà il 22 agosto 2009 all'Artemio Franchi di Siena, dove scopriremo la vera identità di questo Milan targato Leonardo.
Continuate a seguirci. Forza Milan
Lo Staff
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lunedì 1 giugno 2009
Presentato Leonardo
Mentre sul web impazza Londra secondo Carlo Ancelotti, Adriano Galliani dà il benvenuto a Leonardo. "Leo ha firmato un contratto biennale con scadenza 30 giugno 2011" dice nella gremita conferenza stampa di San Siro. Giacca e cravatta, il nuovo allenatore del Milan sa di ereditare i pesanti "otto anni straordinari di Carlo Ancelotti", come sottolinea l'amministratore delegato la platea. Compito arduo, che vuole affrontare con serenità. Galliani, dopo il suo elogio a "Carlo", si affida al più eclatante dei precedenti: "Con Leo vogliamo ripercorrere la strada di Capello". E rivolgendosi al brasiliano gli ricorda: "Quando decidemmo di fargli fare il salto dalla scrivania alla panchina, la cosa più carina che scrissero è che Fabio era il maggiordomo di Berlusconi: beh, vinse 4 scudetti, fece tre finali di Champions e ne vinse una". Senza dimenticare tutto il resto. Lui sorride senza perdere l'aplomb più britannico che brasiliano: "Abbiamo raggiunto la Champions grazie ad Ancelotti. Sono felice, oggi è un giorno importante: alla base del mio lavoro saranno l'umiltà e la voglia di fare".E proprio Capello è il suo punto di partenza: "È un caso unico: si mette sempre in gioco, è un riferimento". Ma non dimentica la capacità di Ancelotti nel rapportarsi con i giocatori, o la mentalità offensiva di Guus Hiddink o, ancora, "la leadership forte" di Mourinho. Leonardo è già entrato nel ruolo. E parla chiaro: "Voglio che lo stile e i valori del Milan siano sempre presenti. Come sarò con la tuta? Chiederò molte cose a Mauro Tassotti, mi affiderò alla sua esperienza. Io mi considero un gestore di una struttura ad altissimo livello. Abbiamo margini di crescita a livello tecnico e tattico". Spiega: "Nel mio staff avrò Mauro Tassotti come vice, poi Daniele Tognaccini responsabile dei preparatori atletici. Cercherò di avere a disposizione altri due vice-allenatori legati molto alla parte dei dati tattici. Probabilmente saranno Castellazzi e Maldera, mentre Vecchi e Fiori continueranno ad allenare i portieri".
Insomma: continuità, ma senza perdere di vista scienza e tecnologia. Già ipotizza tattica e allenamenti, soprattutto quelli personalizzati. Poi passa al modulo. "Abbiamo una base chiara, ma tutto sarà legato alle partenze e agli arrivi. Siamo stati i fautori del 4-3-1-2 con Carlo che inventò le posizioni di Pirlo e Kakà, ma può variare; io penso a un gioco offensivo e divertente che valorizzi il talento dei giocatori; quelli in grado di fare la differenza". Leonardo sogna quindi un gruppo veloce e d'attacco, con grandi propulsori sulle fasce. Pensa al Barcellona, ma anche al Brasile del 1982, che lui considera la squadra più grande di sempre. Ne elenca la leggendaria forza: "Che leggerezza del gioco, un'opera d'arte con giocatori che non avevano ruoli precisi. Forse è improponibile giocare oggi in quel modo". Ma la domanda più ricorrente riguarda il futuro di Kakà. "Ricardo? Come tanti alti campioni è un uomo mercato - sostiene Leonardo -. Non ci trovo nulla di strano; mi auguro che vada avanti con noi". Considerazione allarmante che Galliani spiega così: "Kakà è un giocatore del Milan; non ha firmato per nessuno ma è l'oggetto del desiderio di due club, almeno così come lo è Pato. Cercheremo di resistere all'assalto di club. Per Kakà mi auguro che il finale del film sia come negli anni passati. Per ora non ci sono offerte concrete, ma il solito tam tam mediatico".
Leonardo sottolinea 12 anni di vita rossonera: quelli che gli hanno permesso di entrare nel tessuto della società; di leggere tutto il suo Dna. Quando parla di Ronaldinho è esemplare: "È arrivato con entusiasmo. Ha giocato sei mesi buoni a suon di gol. Poi si è infortunato ed è stato più difficile ritrovare la forma. Lui è consapevole e ha tanta voglia di rifarsi e io voglio metterlo nella condizione di farlo". Poi si tuffa sul mercato. Un giocatore? Messi, Cristiano Ronaldo... Scherzi a parte dobbiamo decidere come giocare e poi ragionare. Sicuramente chiederò elementi in grado di garantire spinta sulle fasce laterali: ci tengo molto". Galliani permettendo, che ha promesso di mettercei il cuore, ma con un occhio al portafogli. Leonardo si lascia andare: "Quello che mi lega al Milan è l'affetto, ci vuole una base solida, altrimenti non avrei accettato questa avventura. È una situazione speciale, che non avrei mai immaginato. Forse ho segnato di ridiventare calciatore, ma non allenatore. Mi trovo qui da 12 anni: ripartire dopo Carlo è una cosa profonda, perché fra di noi c'era complicità. Ieri negli spogliatoi a Firenze piangevano tutti: c'era un grande legame; è stato lui che mi ha stimolato e convinto ad accettare la proposta di Galliani.
Leonardo sottolinea 12 anni di vita rossonera: quelli che gli hanno permesso di entrare nel tessuto della società; di leggere tutto il suo Dna. Quando parla di Ronaldinho è esemplare: "È arrivato con entusiasmo. Ha giocato sei mesi buoni a suon di gol. Poi si è infortunato ed è stato più difficile ritrovare la forma. Lui è consapevole e ha tanta voglia di rifarsi e io voglio metterlo nella condizione di farlo". Poi si tuffa sul mercato. Un giocatore? Messi, Cristiano Ronaldo... Scherzi a parte dobbiamo decidere come giocare e poi ragionare. Sicuramente chiederò elementi in grado di garantire spinta sulle fasce laterali: ci tengo molto". Galliani permettendo, che ha promesso di mettercei il cuore, ma con un occhio al portafogli. Leonardo si lascia andare: "Quello che mi lega al Milan è l'affetto, ci vuole una base solida, altrimenti non avrei accettato questa avventura. È una situazione speciale, che non avrei mai immaginato. Forse ho segnato di ridiventare calciatore, ma non allenatore. Mi trovo qui da 12 anni: ripartire dopo Carlo è una cosa profonda, perché fra di noi c'era complicità. Ieri negli spogliatoi a Firenze piangevano tutti: c'era un grande legame; è stato lui che mi ha stimolato e convinto ad accettare la proposta di Galliani.
domenica 31 maggio 2009
Ciao Ancelotti!
Queste le dichiarazioni dell'Amministratore Delegato rossonero, Adriano Galliani, al termine di Fiorentina-Milan:'E' stata una grandissima partita, ma del resto con Carlo in panchina difficilmente abbiamo sbagliato le gare importanti, ci siamo sempre allenati al meglio per affrontarle. Ora pensiamo già all'urna dei sorteggi della prossima Champions League, saremo sicuramente in quella delle prime otto d'Europa, e questa è una cosa che dovrebbe riempire di orgoglio tutti i nostri tifosi, prima ancora che noi dirigenti'.
'In questo momento sono molto emozionato per l'addio di Paolo Maldini e per l'arrivederci a Carlo Ancelotti: già, quest'ultimo sarà un arrivederci, perchè gli allenatori possono sempre tornare, mentre i giocatori dell'età di Paolo no, anche se io continuo a cercare di convincerlo a non smettere'.
'Con Carlo Ancelotti sono stati anni fantastici, meravigliosi: 8 anni, 8 trofei. Di comune accordo, abbiamo deciso di anticipare di un anno la scadenza naturale del suo contratto ma la nostra amicizia e la sua vicinanza al club continueranno ancora. Speriamo, tra qualche anno, di rivederlo ancora in panchina con noi e magari di vincere altre Champions League con Carletto allenatore. Una cosa è certa: quando tornerà dovrà fare meglio di Sacchi e Capello!'.
'Noi non abbiamo mai contattato nessun altro allenatore, ci siamo detti che le alternative sarebbero state solo due: o continuare con Ancelotti o con Leonardo. Quanto al brasiliano, noi amiamo gli allenatori di casa nostra, e Leonardo ha svolto lo stesso percorso professionale di Capello. Gli auguro altrettanta fortuna, capacità e successi di Capello! La presentazione del nuovo tecnico domani a San Siro alle 12'.
Fiorentina-Milan 0-2
Una partita di ritorno, decisiva, dopo aver vinto l'andata: con questo spirito il Milan scende in campo al Franchi per l'ultima di campionato contro la Fiorentina.La formazione scelta da Carlo Ancelotti per provare a consolidare il terzo posto, e dunque garantirsi l'accesso diretto alla prossima Champions League, è composta da Dida; Zambrotta, Maldini, Favalli, Jankulovski; Beckham, Pirlo Flamini, Seedorf; Kakà, Inzaghi. Gattuso e Nesta in panchina, e quest'ultima è una piacevolissima notizia in vista della prossima stagione. I viola rispondono con Frey; Comotto, Gamberini, Zauri, Pasqual; Donadel, Montolivo; Semioli, Jovetic, Vargas; Gilardino.
E' l'ultima partita di Paolo Maldini, che dopo 25 anni dà l'addio alla maglia del Milan e al calcio giocato. Dopo la contestazione di una piccolissima parte del pubblico di San Siro, domenica scorsa contro la Roma, questa volta a Firenze è una standing ovation per il nostro Capitano, che riceve anche una targa da parte della società viola per mano di Frey. In curva Fiesole, intanto, campeggia uno striscione che recita "Maldini, onore alla tua carriera".
Motivatissimo nelle battute iniziali l'ex della partita, Gilardino, che insieme a Jovetic è l'avversario più temuto oggi dai difensori rossoneri. Ma è tutta la Fiorentina ad essere particolarmente brillante. Il Milan non sta certo a guardare, e all'8' si affaccia alla porta difesa da Frey con Jankulovski: il suo tiro è potente, ma viene deviato sul fondo. Da chi? Per la terna arbitrale da un difensore viola, ma con grande fair play Kakà ammette di essere stato lui a toccare per ultimo il pallone e ottiene il ringraziamento dell'arbitro Rizzoli. Al 16' occasione per la Fiorentina: Gamberini colpisce di testa da centro area sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Dida blocca sicuro. Al 19' bella idea di Pirlo per la corsa di Jankulovski, ma il lancio in profondità è leggermente troppo lungo. Al 22' splendida la girata di testa di Gilardino servito da Jovetic, che però si spegne sul fondo. Al 24' occasionissima per il Milan: appoggio all'indietro di Kakà per Flamini, il tiro del francese è potente ma si stampa sull'incrocio dei pali. Al 28' Frey risponde in tuffo ad una insidiosa conclusione di sinistro dal limite di Zambrotta. Al 42' la Fiorentina protesta per un presunto calcio di rigore per fallo di Favalli su Gilardino: per Rizzoli, invece, a commettere una scorrettezza è l'ex rossonero. Si riparte con una punizione per il Milan.
A inizio secondo tempo, al 3' di gioco, viola pericolosi con Gilardino, che con la punta del piede mette fuori di pochissimo alla destra di Dida. Un minuto più tardi, sugli sviluppi di un corner per il Milan, Inzaghi alza di testa poco sopra la traversa. Al 10' arriva il gol del Milan: Kakà arriva a rimorchio sull'azione portata avanti da Zambrotta, che crossa in mezzo per Inzaghi, la difesa respinge, Ricky insacca di piatto destro. Al 17' altra occasione per i rossoneri: Kakà serve Inzaghi, che vince un paio di rimpalli e poi conclude alto di poco. Ora è il Milan a fare il gioco, la Fiorentina ha abbassato notevolmente il ritmo. I primi due cambi viola, entrambi al 20': Gobbi per Vargas e Jorgensen per Jovetic. L'ultimo a disposizione per Cesare Prandelli arriva al 25': entra Kuzmanovic, esce Pasqual. La prima sostituzione per il Milan al 24': esce Inzaghi, entra Pato. Al 31' raddoppio del Milan su contropiede Kakà-Pato: palla in profondità di Ricky, colpo sotto del Papero a scavalcare Frey. Al 32' secondo cambio rossonero: entra Nesta, alla sua prima apparizione in campionato, esce Favalli. E dal 36' c'è spazio anche per Gattuso, al ritorno in campo in partite ufficiali dopo l'intervento chirurgico dello scorso dicembre: prende il posto di Beckham. La partita non offre più spunti di gioco. Resta il tempo solo per la passerella di Paolo Maldini, che scrive la parola fine sulla sua fantastica carriera con l'abbraccio di tutti i compagni, degli avversari e di tutto il pubblico del Franchi. Il Milan è in Champions, il Capitano nella leggenda.
giovedì 28 maggio 2009
Il Bordeaux riscatta Gourcuff
Era nell’aria da giorni. Almeno da domenica, quando tutto il calcio francese gli ha reso omaggio premiandolo come il miglior giocatore del campionato e anche come autore del gol più bello. Un corteggiamento su scala nazionale che ha finito per convincerlo a rimanere a Bordeaux. Yoann Gourcuff rinuncia al Milan definitivamente con un contratto di quattro anni in Gironda. Sulla decisione sono pesati vari elementi. In primis, la fiducia di Laurent Blanc che lo ha messo al centro del gioco del Bordeaux, contrariamente alle scelte di Ancelotti al Milan. Fiducia ripagata finora con 12 reti, 10 assist, una supercoppa nazionale e in una di lega in bacheca, che, salvo imprevisti, saranno affiancate dallo scudetto sabato. Ma, il fantasista arrivato in prestito da Milano la scorsa estate, ha puntato anche sul fattore sicurezza in vista della coppa del Mondo del 2010. Giocare da titolare in patria è la vetrina migliore per blindare il posto in nazionale, conquistato quest’inverno con una serie di prestazioni decisive. Secondo l’Equipe, Galliani aveva tentato un’ultima volta di convincere il giocatore a tornare al Milan, presentandosi a Bordeaux di persona e portando il giocatore a cena. Non è bastato. Il club della Gironda ha messo mano al portafogli non solo pagando i 15 milioni di euro richiesti dal club rossonero, ma accogliendo anche le richieste economiche del francese che dovrebbe guadagnare ormai 300mila euro netti al mese, secondo le ultime indiscrezioni. “C’erano offerte economiche più importanti delle nostre – hanno precisato i dirigenti –, ma Gourcuff ha privilegiato il nostro progetto sportivo”. “A Milano – ha aggiunto il giocatore – ho imparato molto e ringrazio dirigenti e giocatori del Milan per la formazione ai massimi livelli”. Il Milan però appartiene al passato. Il presente è sabato, a Caen, per l'ultima giornata di campionato. Basta un punto per festeggiare lo scudetto. E meglio di così, Gourcuff non poteva cominciare.
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