Non solo politica ed economia nel vertice di ieri sera tra Silvio Berlusconi e il leader della Lega Umberto Bossi. Nel corso dell'incontro, presenti anche i ministri Calderoli e Tremonti, il premier - impegnato nella elaborazione di una finanziaria che comporterà parecchi sacrifici - si è soffermato sulle ultime vicende calcistiche del Milan: "È la squadra che amo e perciò sono il primo tifoso. Però io quest'anno, nonostante i tanti infortuni, se avessi fatto l'allenatore avrei vinto lo scudetto con 5-6 punti di distacco...". Alla cena, tenutasi a Palazzo Grazioli, c'era anche un esponente del Carroccio di Busto Arsizio. "Da giovane ho giocato nella squadra della tua città", ha confidato il Cavaliere secondo quanto viene riferito.
Berlusconi non lascia e non raddoppia, ma fa chiaramente capire di non avere intenzione di privarsi del suo giocattolo preferito, il Milan. "Vendere il Milan? Non riesco a capire queste domande proprio a me che ho fatto la storia del Milan e sono il presidente che ha vinto di più", ha detto Silvio Berlusconi in un collegamento telefonico con la trasmissione di Belpietro su Canale 5, negando così qualsiasi ipotesi di cessione della squadra rossonera, circondata negli ultimi giorni da voci di interessamento del colosso russo Gazprom. Il premier, poi cita un presidente storico del Real Madrid, Bernabeu. "Io ho portato il Milan a vincere più trofei di quelli che ha vinto il Real Madrid, il secondo dopo di me è Bernabeu, che ha uno stadio a lui dedicato a Madrid". Il premier inoltre, prosegue, ribadendo l'entità dell'impegno della sua famiglia per la gestione del cub rossonero: "Al Milan ho sempre dato molta attenzione, ho fatto molti sacrifici per il Milan e se qualcuno pensa che la mia famiglia non abbia dato al Milan sufficienti finanziamenti dico che negli ultimi anni abbiamo sempre speso più di 50 milioni all'anno, anche troppo mi sembra".
Debutto amaro, nella tournee nordamericana, per il Milan. Davanti ai 30.000 spettatori dell'Rfk Stadium di Washington, i rossoneri hanno perso 3-2 (2-0) con i padroni di casa del Dc Washington. In gol per gli statunitensi Emilio e Pontius, nel primo tempo e Allsopp nel secondo. Sempre nella ripresa le reti milaniste segnate entrambe dal difensore Oddo, una su rigore, quando i padroni di casa erano ormai in 10 per l'infortunio di Barklage a sostituzioni già effettuate. "Non abbiamo giocato male - ha osservato il tecnico Mauro Tassotti - la partita l'abbiamo fatta noi, soprattutto nei primi minuti, quando siamo anche riusciti a costruire un discreto numero di palle gol, che però non abbiamo sfruttato. Gli avversari - ha proseguito - hanno trovato la rete per tre volte su nostri errori, anche un pò banali e ingenui. Una volta sotto di tre gol non è semplice rimontare, ma nonostante tutto ce l'abbiamo quasi fatta". Quanto al suo futuro, Tassotti - a lungo considerato tra i favoriti nella corsa alla successione di Leonardo - ha precisato che "non c'è nulla di particolare. Sono al Milan da 30 anni e conosco bene questo ambiente, so come gestire certe cose. Quando torneremo dalla tournee - ha chiosato - avrò un incontro e lì si deciderà cosa fare, ma tutto con la massima tranquillità".
Dopo settimane di silenzio attorno al nome di Leonardo, arriva una clamorosa indiscrezione attorno al nome dell'ex tecnico rossonero. La famiglia Moratti starebbe pensando proprio a lui per sostituire Josè Mourinho. Sarebbe stato il tecnico lusitano a suggerire la candidatura di Leo a Moratti, durante la cena di ieri nella casa di via Serbelloni e il patron nerazzurro parrebbe entusiasta dell'ipotesi. L'ammirazione del Presidente dell'Inter per l'ex fantasista rossonero c'è sempre stata, a gennaio lo elogiò prima del derby per il lavoro che stava svolgendo e non ha mai nascosto il desiderio di poterlo avere all'Inter. Secondo "Sportmediaset", oggi ci sarebbe stato il primo contatto telefonico e pare essere risultato positivo: Leonardo non ha alcuna chiusura nei confronti dell'Inter, il suo passato da milanista è recente ma passato e Leo è anzi più che contento di portare avanti la trattativa. Nel caso questa incredibile ipotesi accada, bisognerà capire come la potrebbe prendere l'ambiente rossonero e la tifoseria, inoltre rappresenterebbe una scelta che potrebbe sconfessare anche le parole dello stesso Leo, che aveva rivelato l'intenzione di non continuare l'avventura da allenatore, almeno a breve.
Massimiliano Allegri e il Milan. Matrimonio quasi fatto; questione di dettagli. A Silvio Berlusconi è piaciuto molto. Ora non resta che attendere le mosse di Massimo Cellino, presidente del Cagliari, per la rescissione del contratto che lega ancora il tecnico livornese al club rossoblù. Le physique du rôle(Galliani dixit) ce l'ha. Secondo i vertici rossoneri è l'ideale punto di partenza, o meglio, ripartenza. A Berlusconi sarebbe piaciuto non solo lo stile, ma anche le idee calcistiche. Il 4-3-1-2 con il trequartista a ridosso degli attaccanti. Per dirla breve, con il tanto amato Ronaldinho alle spalle di Pato e Borriello. Si dice anche, a dispetto delle ristrettezze economiche che hanno di fatto condizionato la stagione rossonera, che il premier potrebbe regalargli un grosse nome a sorpresa, consapevole del fatto che il popolo milanista non può continuare ad assistere impotente ai trionfi dei cugini nerazzurri. Così per Allegri sarebbe pronto un contratto biennale con la possibilità di portare a Milanello il suo vice Landucci, tra l'altro preparatore anche dei portieri. Si preparebbero così anche alcuni addii. Come quello di Villiam Vecchi, arrivato a Milano con Ancelotti, mentre resta un mistero il destino di Mauro Tassotti. Intanto Allegri potrà contare su Filippo Inzaghi che, a dispetto dei suoi quasi 37 anni (li compirà il 9 agosto), ha prolungato per un altro anno. In partenza per la tournée negli Stati Uniti, con il suono dei clacson interisti ancora nelle orecchie, a tre anni dal suo trionfo personale di Atene, il bomber non ha nessuna intenzione di mollare il colpo. "Il mio obiettivo principale è stare bene; battere il record di reti in Europa (69 gol contro i 68 di Inzaghi, ndr) è importante dopo tutto quello che ho fatto e sono contento per il rinnovo" ha detto Superpippo riferendosi al suo duello con il leggendario Gerd Muller. Che Leonardo non fosse proprio la sua passione si sapeva; resta da capire come accoglierà l'erede del brasiliano: "Allegri? Aspettiamo, ho sempre detto che giocare contro le sue squadre è difficile perché sono organizzate e i giocatori sanno quello che fare in campo. Vediamo cosa succederà. Speriamo di tornare a vincere, facciamo i complimenti all'Inter che ha meritato la Champions, ma speriamo di tornare a farlo anche noi".
I sette giocatori in prestito per la tournèe rossonera di fine stagione inizieranno ad allenarsi tutti in gruppo, domani a Milanello. Ecco i giocatori in prestito aggregati solo ed esclusivamente per le tre partite in programma in Usa e Canada: Cristian Brocchi, Davide Di Gennaro, Marcus Diniz Paixao, Roberto Colombo, Gennaro Delvecchio, Claudio Terzi e Manuele Blasi. I primi quattro sono di estrazione rossonera. Oltre a Brocchi, vincitore di otto trofei con il Milan, Di Gennaro e Diniz hanno militato nell'ultima stagione nel Livorno, mentre il portiere Colombo ha giocato nel Bologna.
Ronaldinho come Mourinho: "Il mio futuro? Neanche io lo so, questa è una domanda a cui non c'è risposta". Il giocatore del Milan tentenna, anche se Adriano Galliani ha garantito sulla permanenza in rossonero del brasiliano. Ospite di Radio Montecarlo, per svelare i candidati al Golden Foot 2010, Ronaldinho tiene tutti col fiato sospeso infilando frasi a metà del tipo "sono molto felice in Italia", "ho vissuto due anni bellissimi in cui tanta gente, non solo a Milano, mi ha sempre dato tanto", "non so cosa succederà tra qualche anno ma sono felice qui". Afferma di voler guardare avanti e ammette di aver avuto "la felicità di realizzare tutti i miei sogni e adesso voglio realizzarli ancora una volta", con un pensiero rivolto a Leonardo, tra gli artefici del suo rilancio in questa stagione: "È un amico e lo rispetto molto come allenatore. C'è qualcosa di speciale in lui perché ha giocato tanti anni e sa come si tratta un calciatore". Il Milan non farà follie, provando a ripartire dai giovani, ma se i tifosi non sembrano avere la pazienza di aspettare, lo stesso vale per i giocatori. "Neanche noi abbiamo questa pazienza, vogliamo tutti una bella squadra e vincere - dice Ronaldinho -. Il divario dall'Inter? La vita è così, il calcio è così, sono felice per i miei amici nerazzurri ma triste per il Milan". Intanto si è scatenato il toto-allenatore, dove spicca anche il nome di Mauro Tassotti. "Ha lavorato tanti anni con Ancelotti, conosce bene il Milan, è qui da tanto e se arriva per lui questa opportunità ha tutto per fare bene". Infine il Mondiale in cui non ci sarà: "Non li guarderò; tiferò Brasile, ma a me piace giocare, non guardare".