giovedì 31 marzo 2011
Seedorf: "Il derby è decisivo"
mercoledì 30 marzo 2011
Robinho: "Non possiamo sbagliare"
Mister 10 gol non vede l'ora di affrontare l'Inter per novanta interi minuti. Nella gara di andata Allegri lo sacrificò al 16' della ripresa per sopperire all'espulsione di Abate, sostituendolo con Antonini. Senza lo squalificato Ibrahimovic, la sua presenza è scontata; lui al fianco di Pato e una promessa: "Se segno il gol decisivo ballo il samba". Robinho al suo secondo derby ha un solo obiettivo in mente: vincerlo. Per un semplice motivo: "E' un momento fondamentale in cui non possiamo più permetterci di sbagliare - sottolinea a Milan Channel il brasiliano -; dobbiamo solo vincere, solo così possiamo pensare di conquistare lo scudetto". La stella brasiliana sente il derby: "Sappiamo che è una partita importantissima; noi dobbiamo giocare come sappiamo. Stiamo lavorando bene e concentrati per fare una grande partita, anche se secondo me non sarà decisiva: il campionato è lungo. Tutto dipende da noi. Abbiamo una grande opportunità e dipendiamo solo da noi". Robinho non ha dubbi sulla forza del Milan e assegna gran parte del merito ad Allegri. "Con lui si gioca a calcio come piace a me. Il mister ama la manovra verticale e veloce; giochiamo con la palla al piede e sempre vicini alla porta. Tra i tanti allenatori che ho avuto, come concetto di calcio, è il migliore; per la mia crescita, invece, è stato molto importante Fabio Capello (al Real Madrid ndr): un vero comandante che non fa preferenze, che parla a tutti allo steso modo". Su Leonardo, probabilmente uno dei protagonisti più attesi della serata per via dei suoi trascorsi rossoneri, Robinho afferma di non conoscerlo tanto bene. "Ma è stata una sua scelta quella di andare ad allenare l'Inter, posso capire però la delusione dei tifosi rossoneri. È giusto che accetti le conseguenze delle sue azioni" sostiene il brasiliano che esalta l'amico Pato. "Con lui mi trovo benissimo. Ha qualità eccezionali, è molto tecnico e velocissimo. Con lui gioco anche in Nazionale e c'è molta affinità". E si congeda, oltre a promettere la samba in caso di gol, con un desiderio: "Sarà bello giocare contro Julio Cesar, spero di riuscire a segnargli un gol. Sarebbe il primo nella mia carriera. Farò di tutto per metterli in difficoltà".
martedì 29 marzo 2011
Galliani: "Derby importante, ma ci sono 7 partite"
lunedì 28 marzo 2011
Intervista con Ibra: "Se perdiamo lo scudetto è colpa nostra"
"Il Milan è la miglior squadra d'Italia. Ma ha sbagliato tanto". Queste le parole di Zlatan Ibrahimovic. "Se non vinciamo lo scudetto è tutta colpa nostra". Il campione del Milan si trova in ritiro con la nazionale svedese e domani sera scende in campo come capitano nella partita contro la Moldavia. Ieri un Ibrahimovic tranquillo e sereno ha parlato per venti minuti, di tutto tranne che della squalifica di tre giornate (poi ridotte a due) che ha avuto dopo il cartellino rosso preso contro il Bari. Il Milan gli ha detto prima di lasciare Milano di non rilasciare assolutamente dichiarazioni riguardo alle decisioni della giustizia sportiva. "Mi hanno dato l'ordine di non parlarne, quindi non posso dire nulla", ha spiegato ieri Ibrahimovic. Dopo l'allenamento e il pranzo con la squadra, in una Stoccolma fredda e ancora poco primaverile, Ibra ha parlato a lungo e molto apertamente.
Che cosa significa per lei la squalifica dal punto di vista fisico, visto che era stanco. Si potrà riposare un po' di più, no?
"Non cambia nulla, mi alleno come sempre, l'unica differenza è che non gioco il fine settimana ma allora mi alleno. Poi, come ho detto, non posso parlare di questo".
Alcuni giornali hanno scritto che lei è "bruciato" anche mentalmente per colpa della stanchezza fisica. É vero o no?
"No, no, mi sento benissimo, la forma è molto buona, tutto bene".
Come vede il derby che non potrà giocare. E la situazione nella Serie A? Sarà una gara dura fino alla fine?
"Penso di sì. Rimangono otto partite. Visto che l'Inter ha vinto l'ultima partita e noi abbiamo perso, ora è veramente dura. Se non vinciamo lo scudetto è tutta colpa nostra. Perché noi siamo la migliore squadra d'Italia".
E il derby, quanto sarà importante vincere?
"È importante perché il derby è più di una partita normale. Ho giocato tanti derby e questo lo so. Per cui sarebbe bello ed importante vincere".
Ora ci sono di nuovo delle voci che dicono che potrebbe andare al Manchester City e che la cercano tante altre squadre. Che ne dice di tutte queste ipotesi di mercato?
"Mah, non dico niente. Ho ancora tre anni da giocare nel Milan, poi vedo la fine della carriera. Non ho la forza di cambiare e muovermi ancora una volta". Fa una pausa e sorride. "Ma... nel calcio le cose possono cambiare velocemente".
Ha detto che il calcio svedese non si è sviluppato negli ultimi dieci anni.
"È vero, basta dare un'occhiata ai risultati che le nostre squadre ottengono in Europa. Per svilupparsi ci vuole l'ambiente giusto, anche per i giocatori, per i talenti. Ma poi non basta sempre. Guardate Balotelli, aveva tanto talento, l'ambiente giusto, ma non è salito all'ultimo livello".
Ha detto che vede la fine della sua carriera. Quando smetterà di giocare allora?
"Smetterò quando sarò ancora al top, non starò a giocare quando sarò al cinquanta per cento".
E quando sarà al top?
"Ora. Ci sono stato gli ultimi dieci anni". Ride.
Quindi quando avrà 35 anni non giocherà più?
"No, no. A quel punto staremo in un bel posto rilassati a fumare". Ibrahimovic sorride ed aggiunge: "Forse non il miglior esempio per i giovani... Ma sarà bello".
Da Gazzetta.it
domenica 27 marzo 2011
Allegri: "Campionato più importante del derby"
venerdì 25 marzo 2011
Squalifica per Ibra ridotta da 3 a 2 giornate, ma salta il derby...
La Corte di giustizia federale ha deciso uno sconto da tre a due della squalifica di Zlatan Ibrahimovic dopo l'espulsione per gioco violento in Milan-Bari. Il centravanti dunque non potrà comunque giocare il derby del 2 aprile contro l'Inter. "Il reclamo del Milan è parzialmente accolto - scrive la Corte di giustizia federale - e, per l’effetto, riduce la sanzione della squalifica inflitta al calciatore Ibrahimovic Zlatan a 2 giornate effettive di gara". Così l’arbitro Brighi aveva spiegato il rosso diretto, l’espulsione: "Al 28' del secondo tempo il n° 11 (Milan) Ibrahimovic Zlatan, poiché a gioco in svolgimento colpiva con una manata un avversario fra il fianco e l'addome, facendo cadere l'avversario che lo stava marcando il quale, comunque, non aveva bisogno dei sanitari". E soprattutto, a richiesta del Giudice sportivo, ha poi aggiunto: "In occasione della espulsione del calciatore Ibrahimovic Zlatan della società Milan, sono a precisare che in seguito a un contrasto di gioco fra il calciatore in oggetto e il calciatore della società Bari Rossi Marco, durante la contesa del pallone il pallone stesso schizzava a circa 3 metri dai calciatori stessi e in quel momento il calciatore Ibrahimovic, da dietro e senza la possibilità di giocare il pallone che era in gioco, ma non più a distanza di gioco, colpiva il calciatore del Bari, Rossi Marco, con una manata fra il fianco e l'addome, in maniera volontaria". L’avvocato del Milan Leandro Cantamessa ha insistito sul fatto che la lontananza della palla sia stata una "valutazione soggettiva" dell’arbitro e che il calciatore rossonero avrebbe potuto avere la volontà di allontanare Rossi dalla traiettoria del pallone nella speranza di riconquistarlo. Ma la sua tesi, per quanto efficace, non ha comportato uno sconto superiore che avrebbe consentito all'attaccante di giocare il derby, decisivo per lo scudetto.