martedì 26 aprile 2011

Seedorf verso il Brasile: "Ma prima lo scudetto"

Vedere Clarence Seedorf nella prossima stagione in Brasile è più di un'ipotesi. Almeno secondo Ronaldo, ex attaccante di Inter e Milan che ora si occupa della sua "9ine", agenzia di marketing sportivo. Il Fenomeno si è mosso per conto del Corinthians per provare a convincere il 35enne olandese, in scadenza di contratto col Milan, a prendere in considerazione la possibilità di accasarsi al Timao. "Non ho fatto altro che avvicinare il Corinthians a Seedorf - racconta a SporTv -. Lui è sposato con una brasiliana, parla bene la lingua ed è molto tentato da questa avventura. Ma nel caso di Seedorf o di qualsiasi altro giocatore della sua età, quello che conta è la volontà del giocatore stesso. Al termine della stagione si libererà dal Milan, credo che gli siano state fatte delle offerte e lui le sta analizzando. Sembra che anche il Flamengo stia trattando con Seedorf". Se però la dovesse spuntare per il Corinthians, per Ronaldo sarebbe il secondo colpo in pochi mesi visto che dietro l'arrivo di Adriano al Timao c'è la sua mano. "Non gli ho chiesto di firmare un contratto con la mia "9ine" ma gli ho detto che l'avrei aiutato, perché è un grande amico - racconta ancora il Fenomeno -. Quando ci siamo visti era triste e gli ho chiesto se voleva una mano, se voleva tornare al top. E Adriano mi ha detto di sì". "Prima voglio conquistare lo scudetto, solo dopo arriverà il momento per pensare al mio futuro". Non aggiunge altro Seedorf in una dichiarazione al sito olandese Voetbal International, ma il suo contratto con il Milan scade a giugno e non è un mistero che stia valutando diverse proposte, compresa quella del Corinthians. A fare da mediatore si è impegnato in prima persona Ronaldo, che nelle scorse settimane in un suo blitz milanese ha incontrato l'ex compagno di squadra.

lunedì 25 aprile 2011

Galliani: "Abbiati è stato decisivo"

Adriano Galliani è un lombardo napoletano. Anche chi non lo sopporta non può non riconoscergli una notevole conoscenza del calcio. Che spesso si accompagna a riti scaramantici. La cravatta gialla, i rituali pre-partita. E l'a.d. del Milan dopo la vittoria di Brescia si è per la prima volta sbilanciato su uno scudetto che la sarta del pallone sta già cucendo sulle maglie rossonere. Classifica alla mano, ma non solo. CI sono anche altri segnali: "La parata di Abbiati su Diamanti nel finale - ha ammesso Galliani dopo Brescia - mi ha ricordato quella che Christian fece nel '99 su Bucchi col Perugia. L'ho presa come un segno del destino".

I tifosi di Milan e Lazio ce l'hanno stampata in testa. E' l'ultima giornata di un campionato che ha visto l'entusiasmante duello tra la Lazio di Sven Goran Eriksson e il Milan di Alberto Zaccheroni. Non proprio il migliore di sempre. Quello degli Helveg, dei Sala e dei Guglielminpietro per capirci. Del trequartista inserito per volere di Silvio Berlusconi alla faccia del 3-4-3 zaccheroniano. Con Leonardo e Zorro Boban a fare staffetta. La Lazio, in testa dalla ventiduesima giornata, cede il primato pareggiando 1-1 a Firenze alla penultima di campionato, mentre i rossoneri spazzano via 4-0 un Empoli già in B. E' il 23 maggio 1999, siamo all'ultima giornata: i biancocelesti ricevono un Parma che a quei tempi valeva le prime 4, il Milan va a Perugia. Su un campo di una squadra ancora in lotta per salvarsi. Si mette bene per il Milan: Guly di destro e Bierhoff di testa fanno 2-0 nel primo tempo. Poi il giapponese Hide Nakata accorcia su rigore. Nella ripresa il Milan sembra gestire la partita, ma Christian Bucchi, entrato per l'ecuadoriano Kaviedes, a 10' dalla fine dal limite fa partire un destro dall’area di rigore, calciando la palla verso l’incrocio opposto dei pali. Una gran conclusione. Ma Abbiati si distende e con il braccio destro la toglie dal sette con un intervento prodigioso. Decisivo all'esordio. Sì, perchè tra le molte scelte azzeccate da Zaccheroni in quella stagione, ci fu quella di accantonare Sebastiano Rossi, un'istituzione a Milanello, a favore di questo ragazzo di poche parole ma che non tremava mai. Christian, tu guarda il calcio, aveva debuttato in serie A proprio nel match di andata di quel campionato con la squadra del presidente Luciano Gaucci al 92', a causa dell'espulsione di Rossi. Da lì in poi non uscirà più, e sarà uno dei grandi protagonisti della rimonta ai danni della Lazio. Non c'è dubbio che la vittoria con il Brescia significhi molto nella stagione rossonera. E anche qui Abbiati ci ha messo parecchio del suo. Stavolta il malcapitato è stato Alessandro Diamanti, toscano dalla lingua lunga e dal sinistro divino. Robinho ha appena segnato. Il fantasista del Brescia si presenta in area, rientra sul destro e indirizza sul secondo palo. Sembra gol. Sembra. Perchè Abbiati si allunga sulla sinistra e para. Un intervento forse meno spettacolare di quello di 12 anni fa, ma comunque molto pesante. Galliani rende giustamente merito al suo portiere. Che nella sua carriera, dopo l'esplosione di Nelson Dida, ha dovuto cercare gloria anche in Spagna (una stagione all'Atletico Madrid), oltre che alla Juve e al Toro. Da vero professionista ha saputo aspettare il suo turno, dopo essere tornato all'ovile nel 2008. E ha riscritto altre pagine importanti una volta contribuito al pensionamento anticipato del brasilano triste. La sua stagione è stata eccellente. Lo dicono i voti Gazzetta: con 6.29 nel ruolo è dietro solo a Julio Cesar e Storari. E anche tra i compagni solo Ibra e Thiago Silva hanno fatto meglio. Sempre sicuro nell'ordinaria amministrazione, a quasi 34 anni ha tirato fuori alcune prodezze da fuoriclasse. Come quella sul colpo di testa di Thiago Motta nel derby di ritorno, la vera svolta di questo campionato, nel momento in cui un Inter ancora in undici stava premendo per arrivare all'1-1. Fino al sigillo del sabato di Pasqua a Brescia. Il tutto senza mai una parola fuori posto. Sì, sarà lo scudetto di Ibra. Di Pato. Di Binho e Thiago Silva. Ma i punti portati dal portiere di Abbiategrasso hanno pesato. E tanto.

Robinho: "Gol dedicato a mio figlio"

Benvenuti nella nursery rossonera dei papà goleador. Ormai il nesso è automatico: chi diventa (o ridiventa) padre, la butta dentro. Il primo a festeggiare, con dedica filiale, era stato Cassano contro la Sampdoria. Poi l’ha seguito a ruota Emanuelson, in Coppa Italia col Palermo. Ieri è arrivato il turno di Robinho, che mercoledì scorso aveva salutato l’arrivo di Gianluca — classico nome brasiliano —, il suo secondogenito. Binho si era preparato tutto con cura, visto che dopo la festa di Cassano aveva profetizzato: "In settimana nascerà anche mio figlio, a Brescia sarò io a far gol con una dedica speciale". I tre punti che accompagnano il Milan a braccetto verso il tricolore hanno gli occhi pieni di gioia di Robi ma anche lo sguardo un po’ affranto di Cassano, uscito dal campo mormorando un "ho sbagliato tutto questa sera". Tutto tranne l’imbeccata che ha lanciato Robinho in gol: e per come è finita la partita, è tanta roba. La strana coppia di punte si è cercata spesso, e spesso si è pure trovata, salvo smarrirsi al momento di concludere. È stata una sagra dell’errore a lieto fine, che ha certificato l’importanza di Robinho, al 12° gol in campionato —molti dei quali molto pesanti —, e la "Ibra-indipendenza", come piace sottolineare spesso ad Allegri: nell’ultimo mese Zlatan ha saltato quattro partite per squalifica, e il Milan ha vinto tre volte. A fine gara Robinho pronuncia la parola tabù: "Un gol importantissimo che vale lo scudetto. Sono davvero felice, lo dedico a mio figlio. Giocare con Cassano non è difficile, lui ha una tecnica impressionante, avevamo giocato insieme già al Real Madrid e adesso stiamo facendo molto bene. Ma dobbiamo sbagliare di meno sotto porta. Ganso? Spero che possa giocare con noi presto. Lui preferisce il Milan". Intanto, in vista del Bologna c’è qualche problema a centrocampo: Van Bommel sarà squalificato e Gattuso ieri sera ha dovuto arrendersi durante il riscaldamento per un dolore ai flessori, e sarà quindi da valutare. La buona notizia è il rientro di Ambrosini, riapparso in campo dopo quasi tre mesi di assenza. Da segnalare un divertente siparietto andato in scena all’ultimo minuto del primo tempo: in area bresciana Boateng ha cercato di divincolarsi dalla marcatura di Berardi, che lo teneva per la maglia, e nell’abbassare testa e busto la maglia gli si è sfilata completamente. Tanto che il nazionale ghanese è andato al tiro in canottiera, fra le risate del Rigamonti. Pochi istanti dopo Mazzoleni ha fischiato la fine del tempo e Prince ha concluso il momento comico regalando la sua maglia numero 27 all’avversario. Omaggio accettato.

sabato 23 aprile 2011

Brescia-Milan 0-1

Il Milan vince "La partita", quella che secondo le teorie di Massimiliano Allegri dovrebbe spianare la strada verso lo scudetto. Con l'esperienza e una grande prova difensiva nella ripresa, i rossoneri vincono a Brescia 1-0, con il più classico dei contropiede, innescato da Cassano e rifinito da Robinho. Vittoria sofferta, anzi soffertissima, perché il Brescia con l'acqua alla gola gioca un secondo tempo con la bava alla bocca sfiorando anche l'impresa. E adesso, se l'Inter non vince a Cesena, il Milan battendo domenica prossima il Bologna può cucirsi sul petto lo scudetto, anche se ci saranno da giocare altri tre turni. Thiago Silva fa spaventare Allegri durante il riscaldamento. Attimi di tensione, ma il brasiliano stringe i denti e va a fare reparto in difesa con Yepes risultando alla fine il migliore dei suoi. Cede il passo, invece, Gattuso, vittima del riacutizzarsi di un problema a flessori della coscia destra. Il francese, Van Bommel e Seedorf garantiscono ripartenza a centrocampo; ma anche copertura, perché Beppe Iachini stravolge le previsioni schierando un modulo speculare al Milan; un 4-3-1-2 con Diamanti alle spalle di Eder e Caracciolo, esattamente come temeva Allegri: gli uomini con più talento e fiuto del gol. Il tema offensivo rossonero è invece certificato da Boateng, schierato alle spalle di Cassano e Robinho. Il primo tempo è il prevedibile copione di un regista con poca fantasia: Milan padrone del gioco che riesce a domare il pressing alto del Brescia, collezionando nitide palle-gol. Già al 7' Robinho si fa ribattere il tiro da due passi; al 10', invece, Cassano con un gesto tecnico superbo serve il brasiliano che spreca al volo di piatto destro. Quella di Robinho che fallisce gol a grappoli è una costante; spesso in controtempo, permette agli avversari di riorganizzarsi e chiudere i varchi. Iachini dal canto suo invita i suoi alla cautela, perché Cassano è in serata di grazia e infila numeri eccezionali. Il Milan gestisce il gioco con esterma calma, ribattendo al Brescia che pare sì offensivo, ma che in realtà difende con tutti i suoi giocatori dietro la linea del pallone. Ma è sempre il barese a dettare i tempi; suo, al 38'. il tocco per il solito Robinho il cui destro in area viene respinto con bravura da Arcari. Nel Brescia il solo Eder fa valere le sue doti; sue le migliori manovre del Brescia, mentre Caracciolo è defilato e Diamanti è costretto a un efficace lavoro di sacrficio e copertura su Boateng. Il primo tempo si congeda con l'ennesima occasione per il Milan, ma questa volta, al 42', è Cassano di testa solo davanti a Arcari a sfiorare la traversa. A tratti leziosi, i rossoneri vengono presi letteralmente in contropiede all'inizio della ripresa. Al 3', infatti, Eder ha la palla gol, ma dal dischetto la spreca oltre la traversa. Il Brescia applica un feroce pressing che mette in difficoltà i rossoneri. Il Milan risponde con la qualità e all'8' Cassano spreca clamorosamente la rete, ancora di testa sul cross di Seedorf. Il tempo vola e Iachini per limitare il gap tecnico in campo toglie Vass per Baiocco. L'idea è buona, perché l'ex cavallo di battaglia di Cosmi conferisce ordine in campo. Il Brescia ci prova e al 17' Caracciolo di testa impegna Abbiati ben piazzato sul secondo palo. Ma c'è subito la replica e questa volta Robinho fa tutto bene, ma il suo sinistro dal limite viene deviato da Arcari a pugni uniti in angolo. Constatata che la serata di Boateng non è tra le migliori, Allegri lo sostituisce con Emanuelson confidando nella capacità di penetrare dell'olandese. Dentro anche Jonathas e Filippini nel Brescia, il primo per Caracciolo, il secondo per l'infortunato Zanetti. Nomi che ragalano energie impensabili al Brescia, abile a cogliere l'attimo sfuggente del Milan. La squadra di Iachini prende in mano la partita e negli ultimi venti minuti mettono sotto i primi della classe. Al 36' Diamanti su punizione colpisce la traversa con il contributo di Abbiati. Ma al 37' Zebina commette l'errore più grossolano e scatena il contropiede di Cassano che pesca Robinho libero a sinistra. Il brasiliano questa volta non può sbagliare e battere Arcari è facile. Allegri non vuole correre rischi e toglie Cassano per Ambrosini: la grinta del capitano per placare la voglia di un Brescia commovente che non molla. E al 44' è Abbiati a metterci una pezza con una deviazione in angolo pazzesca sul gran diagonale di Diamanti. Un gesto che rischia di diventare un'icona, un po' come la grande parata del portiere a Perugia nello scudetto di Zaccheroni. In evidente riserva il Milan riesce a reggere al gran finale dei padroni di casa: "La partita" è vinta.

venerdì 22 aprile 2011

Allegri: "Brescia sarà decisiva"

Brescia uguale scudetto. O poco ci manca. Ne è convinto Massimiliano Allegri alla vigilia della sfida del Rigamonti. Il proclama è chiaro: "Quella di domani è la partita del campionato, perché è la più importante e può decidere il campionato". Sguardo fiero e certezze: "Ago e filo pronti? No, ma vincere significherebbe fare un bel balzo in avanti". Insomma, chiamiamola la madre di tutte le partite: per il Milan che cerca lo slancio decisivo, per il Brescia all'ultimo appello. Sfida dura, Anzi, durissima. Dice il tecnico: "Non abbiamo avuto molto tempo per preparare la gara, ma la squadra sa già cosa fare. Dovremo avere attenzione e non sottovalutare la partita, perché il Brescia nonostante gli ultimi due risultati negativi sta bene fisicamente. Dovremo giocare alla grande perché mi aspetto un avversario che metterà in campo qualità fisiche e tecniche. Hanno davanti giocatori importanti come Eder, Caracciolo Diamanti e in mezzo corsa e tecnica, con l'esperienza di Zanetti. Ci aggrediranno: si giocano gran parte della stagione". Allegri pesa le diverse motivazioni. Ripete: "Sarà difficilissima; dobbiamo interpretarla nel migliore dei modi giocando facendo valere la nostra qualità: dovremo avere la presunzione di chiuderla subito". Poi qualche accenno sulla formazione: "Van Bommel è a disposizione. Nesta è rientrato ieri; non ce la fa: spero di averlo per il Bologna. Abbiati invece dovrebbe farcela". Scontata comunque, con Yepes dietro, con Gattuso, Van Bommel e Seedorf e Boateng alle spalle di Cassano e Robinho. L'assenza di Pato e Ibra? "Allegri non è minimamente preoccupato: "Abbiamo il migliore attacco per affrontare il Brescia; è il più indicato e sono sereno: Antonio, Robinho e Boateng si completano". Per poi stendere tappeti davanti a Cassano: "Sta attraversando un buon momento, è normale che da lui ci si aspetti sempre il meglio. Come tutti i grandi spesso viene messo in discussione, ci si aspetta che faccia tutte partite importanti, ma questo non è possibile. E a chi dice che non può giocare dal primo minuto rispondo che sono solo eresie". Per poi rivelare: "Pato lavorerà a Pasqua e Pasquetta per tentare un recupero in vista del Bologna". Una pianificazione che darebbe ulteriore smalto alla volata finale. E non chiedetegli di Ganso: "E' un grande giocatore, ma in questo momento è l'ultimo dei miei pensieri".

giovedì 21 aprile 2011

A Brescia tocca a Cassano e Robinho

Robinho e Cassano. Cassano e Robinho. Gira e rigira saranno il brasiliano e il barese a comporre l'attacco del Milan sabato pomeriggio a Brescia. Anche perchè Allegri non ha altre scelte: con Pato infortunato (stiramento al flessore della coscia destra) e Ibrahimovic che deve ancora scontare due turni di squalifica, senza contare l'assenza del lungodegente Inzaghi, il tecnico rossonero punterà sul tandem tutto fantasia, supportato alle spalle da Boateng, e manderà in panchina il primavera Beretta, aggregato alla prima squadra. on è la prima volta Cassano e Robinho partono titolari. Nella seconda giornata del girone di ritorno, alla quarta partita del barese in maglia rossonera dopo il tormentato divorzio dalla Sampdoria, giocarono entrambi dal primo minuto contro il Cesena, con Cassano che mise lo zampino nell'autogol di Pellegrino. Titolari anche nella trasferta di Verona (settima di ritorno), i due furono determinanti nel vantaggio rossonero: cross di Cassano, torre di Ibrahimovic e gol di Robinho. Fra campioni dai piedi buoni ci si intende e i due hanno dimostrato di trovarsi alla grande. Come in Milan-Parma, quando Cassano segnò il gol del 2-0 e regalò a Robinho, entrato nella ripresa, due assist per il terzo e il quarto gol rossonero. Oppure domenica scorsa: nel 3-0 alla Samp il barese, dopo aver realizzato su rigore, ha servito a Robinho l'assist del 3-0. Anche le statistiche sembrano promuovere la coppia: nelle dieci partite nelle quali i due hanno giocato insieme anche per pochi minuti, il Milan ha messo insieme 7 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta. In vista della trasferta di Brescia, il Milan è tornato al lavoro già questa mattina dopo il pareggio in Coppa Italia con il Palermo. Sabato torneranno a disposizione Gattuso e Van Bommel, tenuti a riposo ieri: a completare il reparto ci sarà Seedorf. In difesa niente da fare per Nesta, ancora out per un problema al ginocchio destro: sarà ancora Yepes ad affiancare Thiago Silva al centro. Ci suono buone possibilità che Abbiati possa recuperare dal problema al ginocchio destro avvertito contro la Sampdoria: in caso di forfait, spazio ad Amelia. Domani seduta rifinitura e partenza in treno per Brescia dalla stazione di Gallarate.

mercoledì 20 aprile 2011

Milan-Palermo 2-2

Ibra, che rientra e va subito in gol, non basta: il Palermo nell'andata della semifinale di Coppa Italia esce da San Siro con un pesante 2-2, mentre il Milan, con la testa altrove, fatica a dismisura. Lo svedese, già al 4', sembra inaugurare una serata da prima della classe. Invece vengono fuori i rosanero che pareggiano con Pastore e raddoppiano con Hernandez. Solo al 76' Emanuelson riesce a raccogliere il 2-2 finale. Massimiliano Allegri ritrova Ibrahimovic contro il quale la Corte di giustizia federale ha confernato le tre giornate di squalifica. Il tecnico lo affianca a Cassano con Boateng a supporto. La novità è a centrocampo dove Pirlo e Seedorf partono insieme con i muscoli di Flamini. Tanto turnover in difesa: con Thiago Silva ci sono Oddo, Sokratis e Antonini. Delio Rossi schiera la migliore formazione: sulla linea mediana si affida a Migliaccio, Acquah e Nocerino, mentre in attacco propone Pastore alle spalle di Pinilla ed Hernandez. L'allenatore del Palermo punta soprattutto alla copertura, ma la partenza veemente del Milan è così imprevedibile da scombinarne i piani. Al 4', infatti, sfruttando un calibrato assist di Oddo, Ibra con esperienza beffa Cassani e di piatto destro infila Sirigu. Frizzanti e veloci, pare che i rossoneri non abbiano intenzione di concedere qualcosa ai rosanero. Invece i ragazzi di Rossi si ritrovano e mettono pressione ai padroni di casa. Il segnale lo lancia Pinilla al 10' con un tiro troppo centrale per preoccupare Amelia. Ma nell'occasione è evidente lo smarrimento di Sokratis che al 14' conferma il suo stato confusionale concedendo lo spazio per il pareggio a Pastore. Il greco non chiude un triangolo sulla sinistra e permette all'argentino di battere Amelia sul suo palo. Funziona bene il centrocampo del Palermo che fa pressing sui portatori di palla rossoneri. Pirlo fatica più di tutti, ma è proprio nelle intenzioni di Rossi bloccare la fonte del gioco milanista. Con Boateng e Ibra, soltanto Seedorf fa la differenza dispensando il consueto gioco brillante, mentre Cassano è defilato e poco partecipe al gioco. Al 28' Ibra in un eccesso d'altruismo invece di mettere in rete la più facile di occasioni decide di toccare a destra per Boateng che viene anticipato. Non è il Milan del campionato; assenze a parte, l'atteggiamento a tratti svogliato della squadra di Allegri non fa decollare il gioco, anche per merito del Palermo che pressa sull'uomo e riparte contando sulla velocità del suo reparto offensivo. La parte finale del primo tempo regala alla cronaca un diagonale di Pastore deviato in angolo e un tiro al volo di Ibra deviato in angolo da Sirigu sul passaggio di Oddo. La ripresa inizia con Ilicic al posto di Pinilla; evidente mossa che regala più protezione al Palermo. La squadra di Rossi infatti abbassa il ritmo, con il contropiede sempre in canna. E il Milan in questo la aiuta, perché i rossoneri in evidente serata no concedono metri e tanta disattenzione. Come all'8' quando Hernandez inventa il 2-1, ancora con lo zampino del disastroso Sokratis. L'uruguaiano riceve a sinistra, irrompe in area e da posizione defilata insacca nel sette opposto. Allegri perde le staffe e prova a scuotere la squadra inserendo Emanuelson per Seedorf. Ma non c'è la convinzione giusta per tentare un ribaltone. Tra l'altro la difesa del Palermo, protetta dal centrocampo, non perde un colpo sbarrando la strada a Ibra e Robinho, subentrato a Cassano. Troppi gli indizi a sfavore del Milan. Basta e avanza il contropiede al 28' dei rosanero con il bolide al volo da fuori area di Bovo alto di poco per realizzare quanto ci sia poco in campo della prima del campionato. I rossoneri giocano più con il cuore che con la testa e il pareggio di Emanuelson al 31', dopo un doppio tentativo di Ibra, disegna con precisione (botta sotto la traversa) la confusione in campo. Entra anche Gattuso per Boateng e il Milan rischia di nuovo, ma ci pensa Amelia con un miracolo a dire di no a Pastore. Al 40' è il Milan a mancare il vantaggio, prima con Pirlo - palla respinta da Sirigu - poi con Robinho che tira in tribuna. Poi nulla più. Palermo e Milan si rivedranno al Barbera il 10 maggio.