giovedì 26 maggio 2011

Galliani: "Serve una mezz'ala"

La Gazzetta dello Sport di oggi illustra come si svilupperà il colpo del mercato: il passaggio di Marek Hamsik dal Napoli al Milan. Silvio Berlusconi ha dato il via libera. Pronti 20 milioni di euro, al massimo 25, per far indossare la maglia rossonera allo slovacco. Ma Adriano Galliani ama tenere tutti sulle spine con suoi chissà, magari, forse. "Abbiamo finalmente finito di discutere i contratti con i giocatori in rosa; a questo punto rimangono 11 calciatori ai quali scadrà il contratto nel 2012. Fino alla fine del prossimo campionato quindi non parlatemi più di rinnovi" sottolinea l'a.d. rossonero al suo arrivo in Lega per la riunione della commissione incaricata di trovare una soluzione per la ripartizione dei diritti tv. Rinnovi ok. Ma adesso ci vuole la famosa mezz'ala sinistra. Conferma: "Si, ci manca solo una mezz'ala sinistra", una sorta di "mister X" su cui non si sbilancia. Dice solo che "difficilmente sarà un giocatore proveniente da un grande team europeo" e che "piuttosto sarà un emergente". "Un po' come lo fu Kakà quando lo acquistammo per 7 milioni di euro" spiega Galliani. "Ganso? Non mi risulta che sia una mezz'ala sinistra come del resto Pastore" precisa. Per poi aggiungere: "Asamoah lo è, come del resto anche Hamsik, Fabregas, Bale e Van Der Vaart, sbizzarritevi per tutta l'estate per scoprire chi sarà". Il solito Galliani, insomma, che si congeda con una battuta su Cassano: "Con Antonio non ci sono problemi, resta con noi perché ha un contratto fino al 2014, lui non ha problemi con il Milan e noi non abbiamo problemi con lui".

Da Napoli nel pomeriggio è arrivata la risposta di De Laurentiis, che ha invitato Berlusconi a farsi avanti se è davvero interessato al 23enne slovacco: "Non siamo un supermercato, eventualmente una gioielleria. Berlusconi mi conosce, e eventualmente mi chiama". Galliani allora corregge il tiro: "Noi non vogliamo Hamsik" dice uscendo dalla riunione di Lega. Ma il dubbio rimane.

mercoledì 25 maggio 2011

Nesta: "Per la Champions bisogna comprare"

Fresco di rinnovo, Alessandro Nesta fa un bilancio sulla stagione del Milan e delle sue prospettive in un'intervista rilasciata a Sky. "Il Milan - commenta il difensore rossonero -. ha vinto lo scudetto perché la società ha speso tanto. Avevamo un gap importante nei confronti dell’Inter. Quest’anno il Milan ha investito molto, loro sono un po’ calati e alla fine credo sia stato uno scudetto meritato perché siamo stati sempre in testa e abbiamo vinto gli scontri diretti con Inter e Napoli. Allegri la chiave? Il mister è arrivato con molta umiltà, mettendo delle regole e facendosi rispettare. Poi credo abbia fatto anche un grande lavoro tattico, inserendo i nuovi nel modo giusto. La sua importanza in questo scudetto è notevole. Il derby di ritorno e la partita a Torino con la Juventus sono state quelle decisive". Nesta parla poi della scelta di rinnovare il contratto. "Ci sono degli obiettivi importanti. Mi auguro di giocare e di stare bene fisicamente, visto che ne ho passate tante. E poi, di vincere ancora perché chi è abituato a vincere non s’accontenta mai. Pirlo alla Juve? Andrea è uno degli ultimi geni del calcio perché quello che ho visto fare a lui in questi anni l’ho visto fare a pochi. Anche alla Juve farà la differenza. Mi mancherà perché sono stato in camera con lui per nove anni, è un amico importante". Il difensore affronta il tema Champions, competizone che ha respinto abbastanza seccamente il Milan quest'anno. "Bisogna comprare qualche campione perché dobbiamo confrontarci con Barcellona e Real Madrid. Penso che la società abbia le idee chiare. Leonardo? Con lui ho avuto un bel rapporto. Non lo vedo come un traditore. E’ un professionista che ha fatto le sue scelte, è stato coraggioso e da me avrà sempre rispetto". Nesta elogia poi il suo compagno di reparto Thiago Silva. "Nel suo ruolo credo sia il più forte in questo momento. Non so se io dopo questa stagione continuerò, vedremo come sto mese dopo mese. Certo, chiudere con un'altra Champions non guasterebbe..."

martedì 24 maggio 2011

Udinese-Milan 0-0

"I preliminari sono importanti" recitava lo striscione di un gruppo di tifosi friulani. Accontentati. E' sufficiente il punto conquistato grazie allo 0-0 con il Milan per permettere all'Udinese di tornare a respirare aria di Champions. Bella la prestazione contro i campioni d'Italia che giocano un vivace primo tempo, sfiorando un paio di gol, e oppongono una resistenza nella ripresa in cui sale in cattedra Amelia che para un rigore a Di Natale e compie parate decisive che evitano la sconfitta ai rossoneri. Amelia schierato all'ultimo momento fra i pali, con l'esordiente Didac Vilà alla sinistra della difesa dal primo minuto, potrebbe far pensare a un Milan sazio e dimesso, poco propenso alla battaglia; per nulla intenzionato a sostenere il probabile gran ritmo dell'Udinese a caccia del preliminare Champions. Francesco Guidolin infatti schiera il meglio, con quei due lì davanti che farebbero paura a chiunque. Di Natale e Sanchez, infatti, sono i terminali offensivi sempre sul pezzo, supportati da un centrocampo pesante, dove Asamaoh e Inler fanno la differenza. I bianconeri partono bene, macinano chilometri a gran ritmo; i rossoneri non perdono però la testa e rispondono con la solita difesa ben organizzata. Parrebbe un monologo friulano e il palo di Di Natale, al 19' su punizione, ha il suono del segnale decisivo. Invece a quel punto l'Udinese si sgonfia, subendo il possesso palla avvolgente del Milan che ipnotizza e riparte, creando occasioni con Boateng, Pato e Cassano. Le fiammate del Diavolo fanno paura all'Udinese che proprio non ha voglia di rischiare e rovinare tutto all'ultimo minuto. Le notizie che arrivano da Lecce tengono in tensione la squadra di Guidolin, perché la Lazio domina a suon di gol. Allora a salire in cattedra sono di Natale e Sanchez che però devono fare i conti con un Amelia pronto a rispondere con grandi interventi; soprattutto sul cileno, che irrompe in area e sfodera un diagonale degno del suo nome. Ma il Milan non ci sta a perdere, anche se si limita a moderare il ritmo. Perde però Pato, per un infortunio alla spalla sinistra: tocca a Robinho. Al 28' Sanchez inaugura i cinque minuti più spettacolari della partita. L'attaccante che piace a mezzo mondo fa scintille portandosi dietro tutto il Milan e in area subisce il fallo di Seedorf. Il rigore è netto. Tira Di Natale, ma Amelia devia la palla sul palo. E' senza dubbio la serata del portiere che devia incredibilmente al 31' la palla a giro calciata da Di Natale dalla bandierina. E se non è Amelia a fare i miracoli, ci pensano addirittura traversa e palo insieme a dire di no a Inler al 32'. Sono gli ultimi fuochi, perché Guidolin ordina ai suoi di fare possesso e accontentarsi del pari. L'Europa che conta è conquistata. Si festeggia al Friuli, mentre i rossoneri sollevano in trionfo Andrea Pirlo che saluta dopo dieci anni di successi.

mercoledì 18 maggio 2011

Pirlo dice addio mentre Pippo e Nesta rinnovano

Andrea Pirlo e il Milan si separano. Il centrocampista col contratto in scadenza il 30 giugno 2011, è stato intercettato da Sky Sport 24 all'ingresso della sede rossonera in via Turati 3 a Milano. "Sono qui per i saluti. Sono stati 10 anni indimenticabili quelli vissuti al Milan. E' stata una decisione consensuale. Non ho parlato con la Juve" ha detto il centrocampista, che proprio domani compie 32 anni. La Juventus avrebbe offerto a Pirlo un triennale. Alessandro Nesta e Flippo Inzaghi saranno nella rosa del Milan anche nel 2011-12. Il difensore 35enne e l'attaccante 37enne hanno firmato i rinnovi di contratto anche per la prossima stagione. Nesta, 35 anni compiuti lo scorso 19 marzo, è arrivato al Milan nel 2002 e in rossonero ha disputato in totale 296 partite, segnando 9 gol. Inzaghi, che il prossimo 9 agosto taglierà il traguardo dei 38 anni, è arrivato al Milan nell'estate 2011: in rossonero ha giocato in tutto 290 partite segnando 125 gol. I rinnovi del difensore e dell'attaccante campioni del Mondo nel 2006 seguono quelli di Mark Van Bommel e Flavio Roma, sempre fino al 30 giugno 2012, siglati ieri, e al prolungamento fino al 2016 del contratto di Thiago Silva, che proprio in coppia con Nesta ha reso la difesa del Milan la meno battuta della Serie A quest'anno. Il Milan ha ancora 4 giocatori in scadenza di contratto al 30 giugno 2011: Massimo Ambrosini, Clarence Seedorf, Marek Jankulovski e Nicola Legrottaglie. Intanto è iniziata l'avventura col Milan di Taye Taiwo, esterno sinistro difensivo che i rossoneri hanno prelevato dal Marsiglia. Il 26enne nigeriano, in Francia dal 2005, ha sostenuto le visite mediche: "Sono molto contento, per me è un onore giocare con la maglia del Milan - ha spiegato a Sky Sport -. Il mio giocatore preferito? Zlatan Ibrahimovic".

martedì 17 maggio 2011

Thiago Silva rinnova fino al 2016!

Thiago Silva prolunga, Van Bommel e Roma resteranno anche l'anno prossimo, per Seedorf fumata grigia. E' l'esito della prima giornata di incontri in via Turati tra il Milan e i 9 giocatori in scadenza di contratto. Con un comunicato apparso sul sito ufficiale, il Milan ha fatto sapere di aver prolungato fino al 30 giugno 2016 il contratto di Thiago Silva, e rinnovato fino al 30 giugno 2012 quelli di Mark Van Bommel e del terzo portiere Flavio Roma. Restano da valutare le posizioni di Massimo Ambrosini, Alessandro Nesta, Andrea Pirlo (su cui è forte l'interesse della Juventus), Filippo Inzaghi, Nicola Legrottaglie e Marek Jankulovski. Resta incerto anche il futuro di Clarence Seedorf, nella lista dei giocatori col contratto in scadenza il 30 giugno. L'olandese è stato a colloquio con la società in via Turati, e all'uscita ha raccontato come era andata: "E' tutto rimandato alla prossima settimana - ha detto il 35enne sbarcato per la prima volta in Italia nel 1995 -. Prima vogliamo vincere domenica a Udine, poi ne riparleremo. Comunque sono soddisfatto: io vorrei restare perché con questa società c'è un bel rapporto".

Silvio Berlusconi lo aveva invitato a tornare dopo la festa scudetto rossonera ("E' un uomo straordinario, siamo pronti ad accoglierlo a braccia aperte se volesse tornare al Milan" le parole del patron). Ma Ricardo Kakà di Milan per ora non ne vuole sapere. Il 29enne brasiliano, a Londra per un evento organizzato dal suo sponsor, ha chiuso la porta in faccia alla squadra che lo ha lanciato nell'Olimpo del calcio mondiale. "Sono a Madrid e voglio restare qui - ha detto il brasiliano, ospite del suo sponsor assieme a Montolivo, Llorente, Van Persie e Nani -. Non è vero che penso all'Inghilterra o all'Italia. Voglio vincere con il Real e nella mia testa, oltre alle merengues, c'è solo il Brasile". Kakà, arrivato al Milan nel 2003, con i rossoneri si è consacrato campione, arrivando anche al Pallone d'oro 2007, prima di lasciare Milano per Madrid nell'estate 2009.

sabato 14 maggio 2011

Milan-Cagliari 4-1

Tutta la classe del Milan e per il Cagliari non c'è scampo. Nella serata che più rossonera non si può, i neo campioni d'Italia, nonostante le bollicine e un po' di pancia piena, festeggiano nel migliore dei modi il diciottesimo scudetto con un 4-1 ineccepibile. Ancora più godereccio perché pennellato da una spettacolare doppietta di Robinho e da un gol di Gattuso, il beniamino per eccellenza. Fissata poi da Cossu, che regala un gioiellino d'alta scuola, e da Seedorf che firma il poker suggellando una stagione strepitosa. Ma come coniugare l'euforia con la concentrazione? Difficile davanti a ottantamila spettatori, venuti da ogni dove per festeggiare il titolo, la maggioranza a piedi, dopo un pomeriggio di assoluta gloria e una settimana galleggiante tra lampi tricolori e fulmini rosanero. Massimiliano Allegri, contro il suo passato un po' gli rode per l'uscita dalla Coppa Italia, e per l'ultima a San Siro e per la consacrazione fa sul serio, anche se non schiera tra i titolari Pirlo e Ibrahimovic, quest'ultimo spedito in tribuna per il noto problema alla caviglia destra. E' la serata di Emanuelson e Yepes, ma anche del Cagliari di Roberto Donadoni, che torna sul "suo" campo in una serata anche per cuori teneri, inaugurata dalla sfilata dei rossoneri con prole a carico fra il delirio del popolo rossonero. Clima festaiolo che Nainggolan scuote al 3' con un bel tiro dalla distanza che sorvola di poco la traversa, quasi a voler sottolineare che è il caso di giocare anche a pallone. Lazzari lo ribadisce cinque minuti più tardi, Acquafresca al 14' quando manca in scivolata il più facile dei gol nell'area piccola. Forse un po' troppo per lo stadio che ribolle e chiede gol. Così al 16' Robinho pesca Pato ben piazzato in area, il cui colpo di testa è troppo debole per impensierire Agazzi che poco dopo deve usare il grande istinto per alzare in angolo un fendente di Robinho. E' il colpo di frusta che spacca la partita. Il Milan vestito di nuovo (con le righe sottili come tantissimi anni fa) alza il ritmo e comincia a divertirsi regalando spettacolo puro: al 22' quando Robinho intravede sullo sfondo la spiaggia di Ipanema e sfonda centralmente scaricando un destro a giro che buca Agazzi sul secondo palo; al 24', allorché Gattuso (la seconda volta quest'anno) capitalizza di testa da fuori area una corta respinta del portiere rossoblù. Al 34' Seedorf consegna a Pato una palla pazzesca che il brasiliano conclude male, ma ritardando di poco il 3-0. Bello e magistrale il contropiede con assist di Pato all'amico Robinho, troppo in palla per sbagliare e bissare nello stesso angolo. Quanta roba! Ma il primo tempo si congeda con un po' di gloria per il Cagliari che accorcia con Cossu, dopo avere gabbato Yepes e infilato con eleganza Abbiati. La seconda parte della gara, che inizia con Pirlo al posto di Ambrosini, è inevitabilmente inebriata dai fumi della festa, ma non per il Cagliari che ci mette un po' di pepe e manca la rete all'11' quando Perico da distanza siderale impegna seriamente Abbiai. Intanto tra i sardi Ragatzu rileva Missiroli, mentre Flamini sostituisce Gattuso. Al 24' Robinho si mangia il quarto gol, proprio mentre Inzaghi si scalda e fa impazzire la Curva, ormai carica e in delirio perché prima del suo ingresso, Pato consegna l'assist anche a Seedorf per poi cedere il passo a Pippo. Ora la festa è completa...

venerdì 13 maggio 2011

Allegri: "Dopo le vittorie al Milan si guarda avanti"

E' un Massimiliano Allegri sorridente e rilassato quello che si presenta davanti ai cronisti, anche con un certo ritardo vista la quantità di impegni a Milanello alla vigilia della festa-scudetto: "Contro il Cagliari dovrebbero giocare tutti, dobbiamo fare il nostro dovere fino alla fine. I ragazzi tengono a chiudere la stagione, in casa davanti al proprio pubblico, nel migliore dei modi. La concentrazione non sará quella delle partite migliori però domani non vogliamo fare brutta figura. Inzaghi? Mi fa piacere che si sia allenato con la squadra, lo impiegherò quando starà bene". Sul Cagliari"Mi fa piacere rivedere il presidente e i ragazzi che mi hanno dato la possibilitá di arrivare al Milan. Sia per me che per loro sará bello rivedersi in questo momento, noi festeggiamo lo scudetto e anche loro, anche se è da tanto che si sono assicurati la salvezza, possono festeggiare". "Mi girano ancora un po' le scatole per martedì, ci tenevo ad andare in finale di Coppa Italia. Ma domani è giusto festeggiare, sono due-tre anni che una squadra non vinceva lo scudetto con questo anticipo, abbiamo condotto il campionato dalla decima, è una soddisfazione per noi e per i tifosi. Comunque al Milan ho imparato che quello che hai fatto conta per la bacheca, ma l'indomani bisogna pensare subito ai nuovi traguardi". Sui giobani: "I ragazzi che hanno giocato non sono stati solo utili, ma decisivi come Strasser. Ne utilizzeremo ancora, visto che l'anno prossimo tre dei nostri andranno in Coppa America". Gli chiedono del caso Gattuso: "E' chiuso guardiamo avanti, aspettiamo il prossimo caso...". Poi il mercato: "Parleremo con la società la prossima settimana, io farò le mie valutazioni, raggiungeremo un accordo, ma sono convinto che la società mi metterà a disposizione una rosa adeguata. Scambio Ibra-Kakà? Non ne so nulla"."Credo di aver sbagliato e anche abbastanza, ma è stato un anno importante perchè abbiamo vinto e perchè ho avuto la possibilità di conoscere tutto l'ambiente e lo spogliatoio - spiega Allegri -, l'anno prossimo sicuramente partirò avvantaggiato perchè già conosco quasi tutti". "Ringrazio quelli della vecchia guardia perché hanno aiutato me e anche i ragazzi nuovi, facendogli capire come si deve stare al Milan".