domenica 14 febbraio 2010

In dubbio Thiago e Borriello

Meno due. E i timori aumentano. Il rischio è alto: contro il Manchester, martedì sera, il Milan potrebbe presentarsi senza Thiago Silva e Borriello. Leonardo però non fa una piega. Bonera, che è in forma, è in grado di sostituire il brasiliano e giocare al fianco di Nesta, sostiene il tecnico, senza dimenticare poi un uomo d'esperienza come Favalli. Ma i Red Devils sono i Red Devils. Secondi in Premier League a un punto dal Chelsea, non sono di certo quelli di tre mesi fa, quando il sorteggio di Nyon li abbinò al Milan. Così come i rossoneri sembrano aver perso lo smalto della prima parte della stagione. Pericolo numero 1: la velocità dei britannici. Considerando i problemi vistosi evidenziati contro l'Udinese, che accadrà in Champions? Troppi gli errori contro i friulani. Imbarazzo totale quando Di Natale partiva sulla fascia affondando in area. Il problema, evidentemente, è a monte, anzi a metà. Il centrocampo spesso fatica a filtrare nonostante il super lavoro di Ambrosini e le sgroppate di Gattuso. Pericolo numero 2 (basta e avanza): Wayne Rooney, sempre più leader della squadra. La sua furia, si è visto in Inghilterra, è spesso letale.
Bastasse. Leonardo deve fare i conti anche con i problemi in attacco, dove l'assenza di Borriello non è da escludersi. Huntelaar, con la sua seconda doppietta in campionato, ha dimostrato di non avere mai perso la concentrazione nonostante l'impiego con il contagocce. Ma saprebbe replicare in Coppa? Ronaldinho non si discute, mentre Pato, rientrato con tanto di gol, deve ritrovare i tempi giusti, perché martedì sera segnare servirà come il pane.
Sir Alex Ferguson, dopo aver taciuto nel dopogara di venerdì sera a San Siro, ha finalmente detto la sua sul Milan. "Senza Kakà - ha detto - il vuoto è enorme". Non avevamo bisogno di questa dichiarazione per capirlo, ma è evidente che lo scozzese ha ancora ben impresse nella mente i numeri del brasiliano nel dopio confronto di tre anni fa. Fergsuon ha inoltre aggiunto: "Il Milan ha un bisogno disperato di Pato". Ottimo suggerimento, perché proprio il "Papero" potrebbe diventare il nuovo incubo per il Manchester United che, secondo tradizione, viene eliminato dal Milan. Ai rossoneri conviene, ancora una volta, inseguire il basso profilo. Alla vigilia di Real-Milan bookmaker, esperti del settore e critici ipotizzavano una mattanza, invece sappiamo come andò a finire.

venerdì 12 febbraio 2010

Milan-Udinese 3-2

Sorriso e vittoria ritrovati. Il Milan batte l'Udinese 3-2, scavalca momentaneamente al secondo posto la Roma e attende con buoni propositi il Manchester United di Sir Alex Ferguson, ospite in tribuna a San Siro, piombato nella tana del lupo per capirne di più. Che cosa? Che i rossoneri hanno valide alternative in attacco, che un Ronaldinho così fa davvero paura, che il recupero di Pato non ci voleva, ma che in difesa non sono più infallibili come tre anni fa. Di certo avrà apprezzato gli infortuni di Mancini e Thiago Silva. Per la cronaca, alla doppietta di Huntelaar e al gol di Pato alla Pato, l'Udinese replica con carattere e con le reti di Floro Flores e Di Natale. Trio d'attacco inedito per il Milan: tra Mancini (confermato) e Ronadinho c'è Huntelaar. Chissà Inzaghi, ma nella gerarchia c'è prima l'olandese. Si rivede Nesta, mentre Favalli copre la fascia sinistra. C'è anche Pato che parte dalla panchina. Spettatore per 13' soltanto, perché Mancini abbandona per problemi muscolari lasciando il posto al giovane connazionale. Con l'Udinese, che schiera il tridente Sanchez-Floro Flores-Di Natale, i rossoneri hanno un conto aperto dopo la sconfitta nella gara di andata e l'eliminazione in Coppa Italia, tra l'altro a San Siro. I presupposti ci sono tutti, perché dopo soli sette minuti sono già in vantaggio. Si capisce che è una serata da Ronaldinho. Il Gaucho dispensa palle pazzesche. Quella del vantaggio è miracolosa; uno pallonetto dopo una finta dal limite corto dell'area friulana. Bella anche l'inzuccata di Huntelaar che trafigge Handanovic.
Il Milan è bello, ma dura una ventina di minuti. L'Udinese infatti pressa e lo costringe ad arretrare. Fa bene Leonardo a perdere la pazienza. Troppo accessibile l'area di rigore rossonera, soprattutto quando è Di Natale a caricarsi addosso le sorti della squadra. Il capocannoniere del campionato gioca dappertutto e quando inventa dalla destra fa paura. Il Milan però sfrutta l'Udinese sbilanciata e al 39', dove accade di tutto, raddoppia. Ronaldinho da metà campo inventa un lancio chirurgico per Pato che irrompe in area, sfrutta un rimpallo, evita a sinistra Handonivic e infila il 2-0. Pochi secondi dopo Thiago Silva è costretto ad abbandonare per un nuovo problema muscolare. Non bene a cinque giorni dal Manchester. Entra Bonera. Sembra tutto deciso, almeno per i primi 45'. Invece, in pieno recupero, Di Natale scodella magicamente per Floro Flores; colpo violento di testa e palla sul corpo di Dida, con la sfera che schizza in rete. Un gol che aggiunge benzina e personalità all'Udinese, subito in pressing all'inizio della ripresa. I friulani attaccano, ma sempre accompagnati dall'estro di Di Natale che da solo non può salvare il mondo. L'assenza di D'Agostino pesa e la mancanza di profondità è un po' il limite della squadra di De Biasi. Il cinismo è invece quello che non manca al Milan che sfrutta al 13' una punizione. Il cross è di Ronaldinho; la palla va ad Ambrosini che di schiena fa da sponda a Huntelaar. Il "cacciatore" si gira e di destra fionda Handanovic. Ma non si spegne l'Udinese che sostituisce Inler con Lodi. Nel tentativo di riaprire la partita, i bianconeri pressano e fanno girare la palla, mentre il Milan agisce in contropiede. Schema prediletto la ripartenza di Ambrosini, straordinario, e l'assist di Ronaldinho. De Biasi che non ci sta carica l'attacco: fuori Floro Flores e Sammarco, dentro Geijo e Pepe. Ma sono i rossoneri a sfiorare tre volte il poker: prima con Huntelaar che sbaglia piede e conclude alto, poi con Gattuso che scarica su Huntelaar e infine con Dinho di testa: salva Pepe.
Proprio il brasiliano lascia il posto a Beckham. Mossa forse avventata, perché l'inglese non entra in partita. Prima sbaglia lanciando Di Natale che manca il gol per un'inezia. Ma Totò non fallisce al 41', quando sfrutta un errore di Favalli e batte Dida con un diagonale geometrico. Il finale è il consueto thriller con l'Udinese che assedia il Milan. Ma la resistenza funziona, anche se contro lo United servirà ben altro. In tre parole, velocità, cattiveria, pressing.

Galliani: "Nesta e Pato ci saranno"

"Pato sta abbastanza bene. Ve lo dirà Leonardo, ma dovrebbero giocare lui e Nesta domani". Adriano Galliani ufficializza il ritorno del brasiliano in attacco e del romano in difesa nel Milan che nelle ultime settimane sembra aver perso la brillantezza che l'aveva contraddistinta in precedenza. L'avversario di turno, l'Udinese, che il Milan affronterà in un insolito venerdì a causa dell'impegno in Champions contro il Manchester United, è una specie di bestia nera per i rossoneri. "L'ho detto al nostro allenatore. Abbiamo perso due volte su due, vediamo di evitare la terza" ha detto al riguardo Galliani prima dell'ingresso in Lega per una riunione informale.
"Inter scappata? Ma non lo so" ha detto Galliani che ha anche commentato la mancanta convocazione di Ronaldinho nella Seleçao. "No, non è una cosa negativa per il Milan, tutt'al più per il giocatore. Ma ogni c.t. fa le proprie scelte. Dunga ha fatto queste e Dinho è abbastanza maturo per andare avanti e far bene come ha fatto fino adesso. C'è sempre una giustificazione per ogni momento negativo di Dinho. Mi pare che si parli troppo, non ho più interesse a rispondere. Troppa confusione, troppe trasmissioni, troppa comunicazione". La conferenza stampa pre-Udinese di Leonardo parte invece dai rinnovi dei due esterni rossoneri fino al 2014, una notizia accolta bene da tutta l'ambiente: "Nell'anno del loro salto di qualità Antonini e Abate hanno meritato il prolungamento del contratto, è bello poter pensare al futuro con giocatori della cantera rossonera". Ha fatto piacere anche il pari di ieri dell'Inter, fermata a Parma: "Un pareggio che sorprende, abbiamo l'opportunità di accorciare la classifica, ma anche noi dobbiamo accumulare punti - spiega il tecnico rossonero -. Siamo in un periodo della stagione molto importante, credo che sia il mese decisivo, il più importante. È il momento di stare 'schisci' (tranquilli in dialetto milanese, ndr), non perdere mai la voglia di far bene e far male agli avversari, ritrovare il sorriso ma anche l'orgoglio e la rabbia, non possiamo buttare via tutto quello che abbiamo fatto fino oggi". E cita la canzone Father and son di Cat Stevens che ha ascoltato arrivando di primo mattino a Milanello. "Non è tempo di cambiamento - dice Leonardo - . Non si può dimenticare da dove siamo partiti e dove siamo ora, abbiamo lavorato bene e spesso in condizioni molto difficili e quindi - sorride - just relax, take it easy". Leonardo ammette di "essere preoccupato dalla Roma" e poi parla anche dell'Udinese, l'avversaria di domani dei rossoneri: "Affrontiamo una squadra che ha tanti giocatori in forma nello stesso momento, la loro posizione in classifica non rispecchia la realtà". Inevitabile l'argomento Ronaldinho: "Spero che la mancata convocazione in nazionale non abbia ripercussioni psicologiche, lui è felice qui al Milan e deve andare avanti così. C'è ancora tempo per tornare nella Seleçao". Leonardo si augura al contrario che l'esclusione da parte del ct verdeoro Carlos Dunga carichi il suo fantasista in vista delle prossime partite a cominciare da quella di domani con l'Udinese e di martedì con il Manchester United in Champions League.
A proposito dei match con friulani e red devils, Leonardo parla del possibile 11 di ggi: "Devo valutare oggi nella rifinitura le condizioni di molti giocatori, lo scenario è cambiato, Pato e Nesta si sono allenati con noi, anche Borriello è da valutare per un risentimento muscolare. Abbiamo quasi tutti a disposizione, ma non stanno tutti benissimo". Importante il recupero di Pato: "Sì perchè è un giocatore diverso rispetto agli altri, ha altre caratteristiche".

domenica 7 febbraio 2010

Bologna-Milan 0-0

Ha ragione Francesca Menarini, presidente del Bologna, a esultare alla fine della partita come se avesse vinto la finale di Champions League. Gli emiliani impongono infatti lo 0-0 al Milan che domina per novanta minuti al Dall'Ara dove i rossoblù erigono barricate. La squadra di Leonardo deve fare sì i conti con due traverse nella ripresa, ma anche con i problemi sotto porta che almeno fino al 4-0 al Siena sembravano sconosciuti. I rossoneri indossano pantaloncini rossi come il 24 gennaio 1999, anno dello scudetto di Zac. Di scaramantico non c'è nulla. Dicono. Comunque in porta non c'è Abbiati che quel giorno partiva per la prima volta titolare nel Milan. Il posto se lo riprende Dida dopo i problemi alla schiena. Ma la grande novità in casa rossonera è Mancini che Leonardo schiera dal primo minuto al posto di Beckham. Una risposta chiara a Berlusconi che aveva definito l'ex interista un acquisto inutile; come dire, alla formazione ci penso io. Ancora assente Nesta, in mezzo alla difesa con Thiago Silva c'è Bonera, che alla fine risulterà il migliore in campo. In attacco Ronaldinho promette dvendetta opo gli attacchi sulle notti pre-derby. Indizi poco rassicuranti per Franco Colomba che cerca punti e gloria con il consolidato 4-4-1-1 e Gimenez alle spalle di Di Vaio, mentre Moras vince il ballottaggio con Britos.
I presupposti per fare di Bologna-Milan una partita interessante ci sono tutti, ma l'attaggiamento dei rossoblù che erigono muraglie davanti a Colombo, concedono poco allo spettacolo e spengono i rossoneri che le provano tutte per abbattere mattoni. Occorre però sottolineare che la squadra di Colomba si difende bene, utilizzando raddoppi sistematici su Borriello e Ronaldinho. Il pressing del Milan è costante, ma si esaurisce negli ultimi venti metri. Eppure le risorse non mancano. Mancini taglia spesso verso l'interno, favorendo le scorribande di Abate, per poi fare i conti con l'aggressività del Bologna che non concede davvero nulla. La difficoltà è evidente, così Leonardo ordina ai suoi di attaccare centralmente. Ma il risultato non cambia, perché quando va a sbattere sulla muraglia il Milan va in confusione. Insomma, dominio totale, ma nessun tiro in porta.. Alla fine un brividino lo regala solo Di Vaio in uno dei rari contropiede, quando obbliga Dida alla parata in due tempi. Non ci sono invece notizie di Ronaldinho; il primo sussulto arriva al 16', ma è un passaggio sbagliato. Leonardo conferma tutto all'inizio della ripresa; Colomba invece cambia Gimenez con Adailton. Il brasiliano regala più movimento ai rossoblù, mentre al Milan manca la sapiente regia dei suoi uomini migliori. Ronaldinho è una luce intermittente. Ma quando si accende sono dolori. Come al 12': girata di destro che va a scheggiare sulla traversa. Ma della squadra 4-2 e fantasia sinceramente non c'è traccia. Seedorf arranca e sbaglia, Pirlo alterna a belle giocate, errori elementari, mentre Mancini mostra ancora limiti di preparazione fisica. Leonardo al 16' toglie proprio l'olandese per il connazionale Huntelaar, sbilanciando la squadra che diventa super offensiva. L'ingresso della punta aumenta il peso in attacco dei rossoneri che spingono soprattutto sulla fascia di Abate. Il difensore dispensa cross a volontà, ma il Bologna, tutto chiuso in difesa, regge.
Huntelaar potrebbe segnare, ma Colombo con un'uscita gli sbarra la strada. Il portiere rossoblù con l'assedio rossonero sono le costanti finale della gara. Il dominio del Milan è così eclatante da convincere Colomba a rinforzare la difesa con Britos (fuori Modesto). Leonardo innesta invece Beckham per Ronaldinho. L'inglese il suo dovere lo fa e mette a referto un cross per Borriello, girato al volo di sinistro e parato da Colombo, e un tiro dal limite fuori misura. Ma è la classica giornata in cui non entrerebbe in porta nulla. La traversa che respinge il colpo di testa di Ambrosini al 92' è il segno fatale più evidente. L'Inter ormai è una stella lontana 10 punti.

sabato 6 febbraio 2010

Leo: "Notizie false su Dinho"

Un Leonardo furioso. Soprattutto secondo quelli che lo conoscono, che sono abituati a vedere un uomo pacato, sorridente, sempre disponibile a dialogare in conferenze stampa che sembravano quasi sedute sociologiche. il brasiliano oggi ha detto basta: ha letto cose sui giornali che non gli sono affatto piaciute. "Questa settimana è mancato rispetto da parte della stampa, e quando si vivono queste situazioni il gruppo si rinforza. Credo al mio giocatore. Una notizia senza fondamento significa zero". Il tecnico brasiliano entra poi nello specifico, parlando di tutti i casi che hanno animato questa settimana: "Le notizie vanno documentate, non si può scrivere per sentito dire. Conosco Ronaldinho meglio di chiunque. Conosco quello che fa durante la settimana, ha fatto miliardi di errori in passato, e ha pagato. Noi facciamo gli esami, sappiamo se ha bevuto o no, e anche dove va. Ronaldinho ha fatto benissimo nella settimana prima del derby, poi ha sbagliato un rigore, ma cosa significa? La società ha parlato con Ronaldinho per sapere cosa è successo, e lo sappiamo. Punto e basta. Non mi arrabbio, ma se saltano le regole bisogna essere chiari: senza sorridere ma dicendo le cose come stanno".
Capitolo Mancini, anche sul brasiliano l'allenatore del Milan alza la voce, anche se rimane laconico quando deve commentare le parole di Berlusconi. "Arriva dall'Inter, una nostra rivale, e per questo se ne è parlato molto, ma è stata un'ottima opportunità di mercato. Mia mamma mi ha insegnato che devo combattere per le cose che posso cambiare. E avere pazienza: non posso sprecare energia su cose che non posso cambiare". E sulla possibilità di dare qualche giorno libero a Seedorf per un impegno umanitario in programma settimana prossima a Londra, Leonardo risponde seccato: "Sono cose importanti, la società deciderà, ma non ci sono problemi". Dopo lo sfogo, il brasiliano ha voluto parlare solo ed esclusivamente di calcio giocato e di Bologna. Domani, con i portieri entrambi disponibili per il match del Dall'Ara, verrà finalmente fatta una scelta: "Sia Dida che Abbiati hanno avuto piccoli fastidi nel corso della settimana, ma sono entrambi disponibili per la gara di domani. Nel corso della stagione le gerarchie sono saltate in tutti i ruoli. Valuto chi tra i miei ragazzi sta meglio, chi è più adatto alla partita specifica e poi faccio le mie scelte".
Il momento è delicato, anche perchè ora il Milan non può più permettersi di perdere ulteriore terreno dall'Inter, con la Roma al secondo posto assieme ai rossoneri: "Nella gara contro il Livorno ci è mancata la rabbia finale. Non siamo riusciti a segnare. Nonostante questo, però, c'è stato possesso palla da parte nostra per tutto il tempo, abbiamo dimostrato il nostro gioco, ma non siamo riusciti a concretizzare. Questa settimana è stata importante dal punto di vista del lavoro, nonostante ci siano state determinanti fattori che sono arrivati dall'ambiente esterno che avrebbero potuto infastidire".
Leonardo è preoccupato per la situazione infortunati, soprattutto in vista di Manchester: "Nesta non è ancora in condizione, ha trascorso un lungo periodo di inattività. Pato non è stato convocato perchè anche lui non è ancora in condizione, e in settimana si è aggiunto un problema al dente del giudizio. Anche Zambrotta non è tra i convocati: ha avuto un piccolo problema alla coscia dopo essere guarito al polpaccio. Per la partita contro l'Udinese speriamo di recuperarli tutti. Bonera, invece, è completamente disponibile, ha terminato il suo percorso di recupero, è già sceso in campo in Coppa Italia, sta bene".

giovedì 4 febbraio 2010

Ronaldinho nega: "Solo invenzioni"

Tre giorni di follia, conclusi sabato mattina alla vigilia del derby della Madonnina. La notizia, riportata l'altro ieri dal Corriere delle Sera, ha colpito sportivi e amanti del gossip in egual maniera: perché poi il Milan contro l'Inter ha perso 2-0, con anche un errore dal dischetto proprio di Dinho, e perché l'affitto della suite di uno degli alberghi più prestigiosi di Milano, location scelta dal brasiliano per la festa, sarebbe costato 75.000 euro. Insomma, la notizia non poteva passare inosservata.
E ora è arrivata la risposta del brasiliano, che smentisce tutto o quasi dalle pagine del suo sito web: nei giorni prima del derby "sono stato ospite di un hotel di Milano, ma non è vero che ho organizzato la festa e ancor meno veritieri sono i dettagli riportati". Letti i messaggi dei lettori del suo blog, Ronaldinho ha deciso "di sfogarmi e chiarire a tutti voi che mi seguite. Circola sui mezzi di comunicazione che io avrei organizzato una "mega festa" durante i giorni precedenti il derby Inter-Milan e, nonostante sia vero che sono stato ospite in un hotel di Milano, non è invece vero che ho organizzato la festa e ancor meno veritieri sono i dettagli riportati. Ho lavorato molto negli ultimi mesi - continua il fantasista brasiliano -, per raggiungere i miei obiettivi personali e quelli del Milan. Mi sembra ingiusto che vengano usate delle immagini molto vecchie e il fatto che ho ammesso pubblicamente che mi piace la musica, per spiegare un risultato negativo e inventare una storia su di me". "Mi sto dedicando col massimo impegno al progetto del Milan e lavoro molto per dare il meglio di me stesso, anche se non sempre i risultati sono positivi", sottolinea ancora il brasiliano, assicurando che "queste notizie non distoglieranno la mia concentrazione e continuerò a lavorare per offrire sempre un eccellente calcio!".

lunedì 1 febbraio 2010

Amantino Mancini al Milan fino a giugno

Il Milan dal suo sito ha ufficializzato l'ingaggio in prestito di Amantino Mancini. Pochi minuti prima anche dal sito dell'Inter l'ufficialità. Emergono altri particolari: il diritto di riscatto sulla comproprietà il Milan deve esercitarlo obbligatoriamente e si tratta di una cifra intorno ai 4 milioni. Un rinforzo importante, un giocatore importante. Amantino Mancini approda al Milan per dare imprevedibilità alla manovra rossonera in alternativa a Ronaldinho e Pato, nelle partite in cui uno dei due campioni brasiliani non può essere schierato. Il colpo dell'ultima ora del mercato rossonero si aggregherà alla squadra nel pomeriggio di domani, dopo la presentazione ufficiale in programma alle 13.00.Alessandro Faiolhe Amantino Mancini, nato l'1 Agosto 1980 a Belo Horizonte (Brasile), ha iniziato la sua carriera nel proprio Paese con l'Atlético Mineiro, la squadra della sua città natale. Nel 2002 lo scopre la Roma. La prima mossa della società giallorossa è quella di girarlo in prestito al Venezia per una stagione. Il bilancio: 13 presenze e da un gran gol con pallonetto contro il Vicenza.
La Roma riscatta il suo cartellino con la speranza di fare di lui il nuovo Cafu che, nel frattempo, aveva lasciato la Capitale proprio per raggiungere il Milan dove avrebbe vinto lo scudetto 2003-2004. Intanto Mancini ricambia la fiducia datagli dall'allenatore giallorosso Fabio Capello e si rende uno dei protagonisti di una stagione molto importante per la Roma, sostituendo più che egregiamente Cafu e segnando un bellissimo gol di tacco nel derby contro la Lazio.
Nei due anni successivi, una serie di infortuni gli impediscono di essere continuo, ma Mancini nella seconda parte della stagione 2005-2006 torna ad esprimersi su livelli ottimi, riuscendo a reintegrarsi nella formazione della Roma alla perfezione e a segnare gol decisivi. Col tempo diventa una delle colonne portanti del centrocampo romanista e una pedina essenziale del gioco di Spalletti.
Nella stagione 2006-2007 vince la Coppa Italia con la maglia giallorossa e il 19 agosto successivo la Supercoppa italiana ai danni dell'Inter di Roberto Mancini. In quella stagione Amantino si fa notare anche per un gol segnato negli ottavi di UEFA Champions League contro il Lione, finalizzando un'azione di contropiede iniziata da Francesco Totti con una serie di doppi passi in area che sorprendono il difensore Réveillère: gol all'incrocio dei pali. Nella stagione 2007-2008 il bilancio di Mancini è: 46 presenze totali e 13 gol (8 in serie A, 2 in Champions League e 3 in Coppa Italia).Il 15 luglio 2008 l'Inter ufficializza l'acquisto del giocatore dalla Roma. Mancini segna la prima rete in maglia nerazzurra il 16 settembre 2008 nella trasferta di Atene in Champions League contro il Panathinaikos, terminata 2-0. Con la Nazionale brasiliana, Mancini ha vinto la Coppa America del 2004.Con Amantino Mancini, in questo momento, sono cinque i brasiliani della rosa rossonera. Lui con Dida, Thiago Silva, Ronaldinho e Pato. In carriera contro il Milan ha segnato un gol decisivo, nell'ultima gara di andata del torneo 2005-2006: era il gennaio 2006 e la rete di Amantino nell'1-0 a favore della Roma segnò l'inizio di una grande rimonta in campionato da parte della formazione giallorossa.