L'A.C.Milan comunica l'arrivo in prestito nella squadra rossonera del calciatore David Beckham. Accordo raggiunto e ufficiale: il campione inglese sarà rossonero a partire dal 7 Gennaio 2009, giorno di apertura delle liste.
venerdì 31 ottobre 2008
Ufficiale: David è nostro!
L'A.C.Milan comunica l'arrivo in prestito nella squadra rossonera del calciatore David Beckham. Accordo raggiunto e ufficiale: il campione inglese sarà rossonero a partire dal 7 Gennaio 2009, giorno di apertura delle liste.
giovedì 30 ottobre 2008
Galliani: "Noi ai vertici? Siamo il Milan"
"Il sorpasso sull'Inter dopo tre anni? Ma io non sono sicuro che siano tre anni, dovrebbe essere dal 2006 ma lasciamo stare questi discorsi... Diciamo che da un po' di tempo non accadeva". L'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, a margine della conferenza stampa sulla tessera del tifoso "Cuore Rossonero", torna con un pizzico di ironia, chiaro il riferimento a Moggiopoli, al tanto sospirato sorpasso in classifica ai danni dei cugini nerazzurri. "Questo però non ci dà nessuna soddisfazione particolare - ha aggiunto - perché ha ragione Mourinho, conta dove si è non adesso ma nel mese di maggio. Dobbiamo stare calmi perché noi siamo il Milan e non ci si deve stupire se ci troviamo nelle zone alte della classifica".Galliani ha ricordato che "abbiamo dato quest'anno priorità chiarissima a società e giocatori a luglio, il Milan deve giocare e lottare per vincere lo scudetto, poi si può vincerlo o non vincerlo, ma l'importante è lottare sino all'ultimo e tenere un rendimento diverso in campionato rispetto a quello dell'anno scorso. Nella stagione scorsa, sognando Yokohama, tra Bergamo e Siena avremmo fatto un paio di punti e io sono convinto che la cosa che conta è la motivazione". "L'obiettivo - ribadisce l'a.d. rossonero - è il campionato e i giocatori vengono 'bombardati' su questo tutti i giorni. Per farvi capire cosa è cambiato quest'anno, ieri sera, prima della partita, i giocatori mi hanno chiesto di non far uscire, durante il match contro il Siena, i risultati delle altre squadre, questo per rimanere concentrati il più possibile sul match".
mercoledì 29 ottobre 2008
Milan-Siena 2-1
Cinico e tosto. E perché no, fortunato. Il Milan batte il Siena soffrendo, con il sudore e con il sacrificio; proprio come era successo a Bergamo con l'Atalanta. E forse è questa la novità: incerottato e stanco, si rimbocca le maniche e porta a casa il risultato. Finisce 2-1. Pippo Inzaghi apre le marcature con un gol doc, sul "suo" filo del fuorigioco. Ma Vergassola nella ripresa segna l'1-1, ribaltato poco dopo da un rigore di Kakà. Poi è muro sulle folate del Siena che dimostra di avere assimiliato bene l'intelligenza calcistica di Giampaolo. I rossoneri resistono e mettono in cassaforte una prima soddisfazione: il sorpasso sull'Inter.Il Siena aveva già fatto vedere di che pasta è fatto con il Catania. Il suo gioco frizzante e la capacità di spingere in attacco con buone geometrie dilatano le caratteristiche mollicce del Milan che nell'approccio alla gara latita spesso. Carlo Ancelotti, fra infortunati e bisognosi di riposo, schiera una squadra anomala con una difesa rivoluzionata. In fila, Antonini, Bonera, Favalli, Zambrotta. Poi Emerson al posto di Ambrosini, ma non chiedete al brasiliano di fare il Pirlo. Il compito, semmai, spetta a Gattuso, straordinario protagonista della partita. E' lui che detta i tempi. E' lui che fa salire la squadra e la frusta dopo un avvio soporifero. Il Siena, che schiera in porta Manitta al posto di Curci e deve rinunciare anche a Ficagna, si muove a suo agio e conta sulle doti della coppia Frick-Ghezzal in attacco.
Le palle piovono davanti a Manitta che deve fare gli straordinari, ma se una volta è il palo a salvarlo sul colpo di testa di Pato, nulla può su quel diavolo di Inzaghi. Pippo è in agguato, quasi fiutasse la giocata brasiliana di Gattuso: assist millimetrico alla Pirlo; Inzaghi scatta sul filo del fuorigioco e con il destro fulmina Manitta. Gol fatto, il Milan rallenta il ritmo. E qui sale in cattedra l'interdizione di Emerson, in splendida forma, che domina il centrocampo con Gattuso. Ma non sfigura il Siena. Anzi, la squadra di Giampaolo produce buon calcio, mentre i rossoneri sembrano non possedere un'idea ben precisa di gioco.
La partenza dei toscani all'inizio della ripresa mette subito in difficoltà i rossoneri e dopo un paio di prove generali, arriva il pareggio, me-ri-ta-to, di Vergassola. Complice la bambola della difesa rossonera; del tipo "prendi tu o prendo io?". Tant'è che il centrocampista ne approfitta per battere imparabilmente Abbiati. E' il momento giusto per far entrare Rossi al posto di Zuniga e Galloppa per Jarolim. Proprio quando il Milan accelera e trova di nuovo il gol. Su rigore. Il penalty nasce da un cross teso dalla destra di Kakà; Inzaghi manca, Pato pure, ma su Pippo c'è fallo di Portanova. Celi indica il dischetto. Batte Kakà: palla alla destra di Manitta che sfiora. Tanta provvidenza, ma soprattutto così tanto Siena, convince Ancelotti a passare al 4-4-2. C'è da soffrire, insomma. Ambrosini entra al posto dell'ottimo ma stanco Emerson: servono muscoli e grinta. Il Siena, infatti, penetra bene e per poco non pareggia con Galloppa: tiro superbo dal limite a cercare il palo più lontano dove Abbiati copre bene e devia in angolo. Ma Gattuso, che non è Pirlo, straripa e manca anche il 3-1. Il colpo di testa ravvicinato è sicuro, ma Vergassola salva sulla linea.
Si cambia ancora: dentro Maccarone, fuori Frick, mentre Inzaghi lascia il posto a Shevchenko. Ma quanta sofferenza nel finale, in cui il Siena cerca il gol disperatamente. Regge però la diga rossonera e il Milan conquista tre punti. Con il Napoli alle porte e a una lunghezza di distacco sono davvero d'oro. Le reti sono state segnate da Inzaghi al 31', Vergassola al 54' e da Kaka al 65'.
lunedì 27 ottobre 2008
Billy allenatore del Mantova
Una carriera da calciatore nel Milan e nella nazionale che parla da sola. Ora Alessandro Costacurta ha scelto il Mantova per la sua prima esperienza di allenatore ed è stato presentato nel primo pomeriggio alla stampa. Il presidente Lori ha spiegato le ragioni di questo cambio alla guida tecnica: "Mi dispiace per Brucato - ha detto - e lo ringrazio per tutto ciò che ha fatto a Mantova. Sarebbe stato più facile prendere questa decisione dopo la partita di Rimini, ma ho preferito così perché a mio parere è meglio iniziare fin da subito un nuovo capitolo. Con Costacurta ci siamo messi subito d'accordo e il tecnico ha sottoscritto un accordo biennale, segno che la Società crede in lui e nel progetto che vogliamo portare avanti assieme". Ed ecco le prime dichiarazioni del nuovo allenatore virgiliano: "Il Mantova - spiega - è una Società che mi ha sempre affascinato, il presidente è giovane e ambizioso. Lo ringrazio molto per questa opportunità perché non è facile affidare una squadra di B a un esordiente. Sono pieno di entusiasmo e ottimista, questo Mantova ha la possibilità di lottare per qualcosa di importante, per questo sono convinto della mia scelta. Sul modulo tattico dico che in generale mi piace giocare con la difesa a quattro e il 4-2-3-1 è un modulo che potrebbe andare bene. La cosa fondamentale è che la squadra giochi con intensità e aggressività, recuperando la mentalità vincente. Ad ogni modo quelle tattiche sono tutte scelte che valuterò nei prossimi giorni. Tra i giocatori conosco Locatelli, con cui ho giocato nel Milan e Notari che è cresciuto nel vivaio rossonero".
A Maldini il Premio Facchetti
L'"affetto intramontabile". Così ha definito Candido Cannavò l'amore per Giacinto Facchetti. Lo stesso che tutti nutrono per Paolo Maldini. Niente enfasi; dimenticate la retorica: tutto spontaneo. Paolo Maldini insignito del Premio Facchetti, giunto alla terza edizione. Lo hanno sottolineato nella Sala Buzzati della Gazzetta: "Paolo è il figlio calcistico di Giacinto" ha affermato Cannavò. "Il premio approda per virtù spontanea" ha aggiunto. Perfetta anche la considerazione di Antonio Matarrese, presidente della Lega: "Paolo è stile, carisma e fedeltà". Esattamente come Facchetti. "Regole di sport e di vita". E quindi la sintesi: "Maldini è il manifesto della bellezza del calcio".C'è tutto il gotha del pallone in via Solferino. Perché c'è da festeggiare il mito. O, come lo ha definito semplicemente L'Equipe", "L'icona del calcio". Con il direttore della Gazzetta, Carlo Verdelli, ci sono il presidente del Coni Gianni Petrucci, il numero uno federale Giancarlo Abete. Poi la famiglia Facchetti in una perfetta simbiosi con quella di Paolo. Quindi il vicepresidente del Milan Adriano Galliani e il presidente dell'Inter Massimo Moratti. Infine, soprattutto Paolo. Ancora una volta sorpreso, nonostante il record sia la costante della sua vita. "Facchetti? - dice -. Ho capito la sua grandezza. Mi sono ispirato a lui". Paolo a cui tutti vorrebbero chiedere nuove imprese. Ma lui, uomo di parola, non cambia idea: "Mi ritiro, sono certo. Ho avuto talmente tanto da non poter chiedere di più".
Incredibili le similitudini delle due storie. I due filmati proposti poco prima della premiazione, hanno desritto carriere parallele, anche se vissute in epoche diverse. I trioinfi in Italia, in Europa e nel mondo e quelli in nazionale. Entrambi numeri 3, stesso modo di giocare, propensione alla fase offensiva. Ma, soprattutto, l'attaccamento alla maglia. Due giocatori che "non hanno mai tradito il senso del dovere" come ha sottolineato il direttore della Gazzetta, Carlo Verdelli.
FIFPRO: Kaka c'è

Proprio così, c'è il fuoriclasse brasiliano del Milan, unico a rappresentare il nostro campionato, nel World XI, ovvero la formazione con i migliori 11 calciatori della scorsa stagione votati dai membri della FIFPro, la Federazione internazionale dei calciatori professionisti. Portiere - Casillas (Spagna/ Real Madrid); Difensori - Sergio Ramos (Spagna/ Real Madrid), Terry (Inghilterra/ Chelsea), Puyol (Spagna/ Barcelona) e Rio Ferdinand (Inghilterra/ Manchester United); Centrocampisti - Gerrard (Inghilterra/ Liverpool), Xavi (Spagna/ Barcelona) e Ricardo Kaka' (Brasile/AC Milan); Attaccanti - Messi (Argentina/ Barcellona), F.Torres (Spagna/ Liverpool), e Cristiano Ronaldo (Portogallo/ Manchester United).
domenica 26 ottobre 2008
Atalanta-Milan 0-1

Chi si aspettava lo stesso Milan bello e spumeggiante delle ultime due uscite a San Siro contro la Samp e a Heerenveen in Coppa Uefa, difficilmente potrà dirsi accontentato. Ma nel campionato italiano la differenza la fanno i punti conquistati nella gare un po' così. Dove magari non sei brillantissimo, dove fatichi ma poi, improvvisamente, ti ritrovi, anche più bello di come sei. Sul difficile campo di Bergamo, dove nelle ultime due annate il Milan aveva rimediato due sconfitte, la squadra rossonera riesce a portare a casa il bottino pieno, soffrendo non poco, soprattutto nel primo tempo. Gambe un po' pesanti e idee poco lucide per un Milan affaticato ma che ha il merito di restare in partita fino alla fine, senza prendere gol. E quando il gol non lo si subisce, spesso poi lo si fa. E' quanto succede al 35' del secondo tempo, quando Borriello accende la luce e Kakà dimostra che non si tratta solo di un fuoco di paglia. Al Milan basta una sola azione da Milan per fare la differenza, in una ripresa che comunque aveva interpretato molto meglio fin dall'avvio: Maldini fa iniziare l'azione, Pato di testa appoggia per Borriello; Marco, grandissimo, cerca e trova Ricky che, con il sinistro, infila Coppola per un centro da tre, fondamentali, punti. Alle assenze di Kaladze, Nesta, Senderos e Pirlo, si aggiunge quella di Clarence Seedorf che, seppur convocato, non riesce nemmeno ad andare in panchina a causa di un problema muscolare. A Carlo Ancelotti però le alternative non mancano e il tecnico rossonero schiera dal primo mnuto Flamini, in un centrocampo che vede anche la presenza di Ambrosini e Gattuso. In difesa rientra Maldini, a riposo giovedì ad Heerenveen, a sinistra Jankulovski parte dal primo minuto. In avanti, dall'inizio, Ronaldinho e Kakà alle spalle di Marco Borriello. Del Neri, dal canto suo, recupera Manfredini e Talamonti e li schiera titolari. L'attacco, con Vieri ancora out, è sulle spalle e nei piedi di Doni e Floccari, apparso in grande spovero nell'amichevole infrasettimanale, nella quale ha realizzato quattro gol. Stadio tutto esaurito e accoglienza speciale per l'Atalanta, con lo spettacolo coreografico dei suoi tifosi. La formazione nerazzurra aggredisce subito i rossoneri, facendo capire loro che non avranno certo, nemmeno oggi, vita facile. Non a casa dopo un minuto la squadra di casa è già pericolosissima quando Padoin chiama all'inserimento Doni che, in area, conclude centralmente, Abbiati è attento. Primi dieci minuti davvero difficili per il Milan che fatica a prendere le misure agli avversari, bravi nel pressing e nelle ripartenze. Con lo scorrere del tempo, la squadra di Carlo Ancelotti argina con maggiore attenzione gli spunti orobici ma, dopo un tentativo a vuoto di Borriello, in fuorigioco sul lancio di Kakà, serve un recupero straordinario di Flamini nell'area piccola per negare la rete a Doni. E' proprio il francese a dover abbandonare anzitempo il terreno di gioco: il centrocampista accusa un fastidio alla coscia sinistra che gli impedisce di andare avanti. Al suo posto entra Emerson che si posiziona al centro. Poco dopo l'uscita del numero 84, l'Atalanta punge sulla sinistra; si sviluppa da qui l'azione che porta al tiro Guarente dal limite, Abbiati non si fa sorprendere. I bergamaschi legittimano il loro miglior approccio alla gara nel primo tempo al 35': Manfredini, defilato sulla destra, sorprende la difesa milanista ma, tutto solo, al posto di concludere indisturbato, cerca l'appoggio di testa per un compagno, Maldini recupera. Ed è sempre il capitano, un minuto dopo, a fermare con mestiere l'incursione di Floccari, bravo a superare Bonera e a presentarsi in area.Dopo ancora un buon avvio dell'Atalanta, con il tentativo di Garics e soprattutto il tiro pericoloso di Ferreira Pinto parato da Abbiati, il secondo tempo vede un Milan un po' più attento e determinato, anche se sempre leggermente in difficoltà nel piano della manovra. Gli spazi però aumentano e in un paio di occasioni Ronaldinho riesce ad inserirsi bene. Al 7' la sua apertura sulla sinistra per Borriello porta l'attaccante a provare la conclusione dalla distanza. Traiettoria insidiosa ma non precisa. La formazione di Del Neri aggredisce con meno continuità, complice anche un po' di stanchezza, ma non rinuncia ad attaccare e al 20' si butta nuovamente in avanti con Doni che impegna centralmente Abbiati. Al 23' Ronaldinho conclude la sua partita con una punizione alta sulla traversa. Il brasiliano lascia quindi il posto a Pato, inserito da Ancelotti allo scopo di velocizzare una manovra un po' macchinosa. Al 27' l'Atalanta perde Cigarini: singolare il suo infortunio, il giocatore si è fatto male commettendo un fallo su Pato che gli costa anche il giallo. Entra al suo posto De Ascentis. Da registrare al 33' il giallo per Jankulovski: il ceco, diffidato, salterà la partita contro il Siena. Quando poi le emozioni sembrano ormai finite, il Milan accende la luce e con una grande azione, nata da Maldini, trova il gol. Di testa Pato apre per Borriello che trova il passaggio perfetto per Kakà. Il brasiliano con il sinistro infila Coppola. Immediata la reazione bergamasca, Abbiati si difende con i pugni. E il Milan dopo due stagioni torna a vincere, cinico e tosto, a Bergamo, portandosi ad un punto dalla vetta della classifica. La rete è stata segnata da Kakà al 79'.
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