Due gol di Borriello, uno nel primo tempo e l'altro nel recupero(nella foto), regalano al Milan la vittoria sul Parma e torna ad annusare il profumo di Champions con il momentaneo quarto posto. Successo nel complesso meritato, l'undici di Guidolin è apparso lontano dalla bella squadra vista mercoledì sera contro il Bari, ma nella vittoria dei rossoneri non sono da dimenticare due fondamentali interventi di Dida, che nel primo tempo ha salvato prima su un gran tiro di Dzemaili, poi su un colpo di testa da distanza ravvicinata di Bojinov. Nel Milan c'è il rientrante Gattuso, che fa coppia in mezzo al campo con Pirlo; in difesa l'infortunato Nesta è sostituito da Kaladze, mentre sulla sinistra Leonardo concede un turno di riposo a Zambrotta schierando Antonini; Borriello torna al centro dell'attacco, supportato da Pato, Seedorf e Ronaldinho. Tante novità nel Parma: Guidolin preferisce Dellafiore a Paci nel cuore della difesa, completano il reparto Zaccardo a destra, Panucci al centro e Lucarelli a sinistra; centrocampo a quattro con Morrone, Dzemaili, Lunardini e Galloppa, mentre in attacco confermatissimi Bojinov e Paloschi. L'avvio degli ospiti è incoraggiante: al 10' Dzemaili ci prova con un gran destro dalla lunga distanza, Dida vola sulla sinistra e tocca con la punta delle dita deviando il pallone sulla traversa. Passano due minuti e il Milan trova il vantaggio: il Parma perde palla sulla trequarti avversaria, Pirlo lancia Ronaldinho in contropiede, il brasiliano si invola sulla sinistra sotto lo sguardo impaurito di Dellafiore, vede l'inserimento al centro di Borriello e lo serve con il contagiri, per l'ex genoano è un gioco da ragazzi battere Mirante. C'è una vita per recuperare, ma la reazione del Parma non è delle migliori: troppi velleitari tentativi dalla distanza, squadra lunga, Galloppa è molto attivo sulla sinistra ma tende ad accentarsi troppo lasciando praterie sulla destra per le sgroppate di Oddo, che però al cross ne azzecca poche. Al 23' il Parma va vicino al pareggio: cross dalla sinistra di Galloppa, testa di Bojinov e gran respinta di Dida, che toglie letteralmente la palla dalla linea di porta. Bojinov riesce a liberare il suo pericoloso sinistro al 29', ma la palla è a lato. Al 32' Oddo centra il suo primo traversone, ma Pato liberissimo in mezzo all'area riesce solo a sfiorare. Non accade più nulla fino al riposo: Leonardo rientra sereno negli spogliatoi, Guidolin scuro in volto e meditabondo. Il gioco riprende con un giallo, anzi due, quelli che l'arbitro Russo commina a Gattuso e Panucci nel tunnel che riporta le squadre campo: i due si prendono a male parole, il direttore di gara passa da quelle parti e per scongiurare la rissa ammonisce entrambi. Il Parma cerca di alzare il ritmo, ma non riesce a sfondare: la squadra resta lunga, i tanti (troppi) traversoni dalla tre quarti sono prevedibili per Thiago Silva e Kaladze. Il Milan, che perde Antonini per un problema alla coscia (al suo posto Zambrotta) controlla senza grattacapi e si fa vedere in contropiede: al 13' è Seedorf a impegnare Mirante con un destro da posizione angolata che il portiere gialloblù respinge di piede. Guidolin ci prova con le tre punte, inserendo Amoruso al posto di Dzemaili, poi cerca di ravvivare la manovra offensiva gettando nella mischia Lanzafame per Bojinov. Episodio dubbio al 24': Pato in contropiede entra in area, passa in mezzo a Lunardini e Lucarelli che si stringono e lo buttano giù, sembra rigore ma l'arbitro fa proseguire. Due minuti dopo il Parma ha la più ghiotta occasione per pareggiare: Morrone lancia Paloschi in contropiede, l'attaccante di scuola rossonera si ritrova solo davanti a Dida ma calcia alto. Poi ci prova Lanzafame con un tiro dalla lunga distanza indirizzato all'angolino alto alla destra di Dida, che blocca in due tempi. Viste le difficoltà degli ospiti, il Milan potrebbe fare qualcosa di più in contropiede, ma i rossoneri sembrano non credere troppo in quest'arma. Nel finale Leonardo manda in campo Ambrosini per Gattuso e Flamini per Seedorf per rinfrescare e rafforzare il centrocampo. Nei cinque minuti di recupero il Milan chiude in bellezza: numero di Ronaldinho sulla sinistra, il brasiliano supera due difensori, mette al centro per Borriello che in sforbiciata raddoppia. Due a zero e tutti negli spogliatoi. Il Milan ne esce rilanciatissimo (tredicesimo punto in quattro partite, tre vittorie e un pareggio), mentre il Parma, ridimensionato, domani rischia di essere scavalcato anche da Genoa (o Palermo) e Fiorentina.sabato 31 ottobre 2009
Milan-Parma 2-0
Due gol di Borriello, uno nel primo tempo e l'altro nel recupero(nella foto), regalano al Milan la vittoria sul Parma e torna ad annusare il profumo di Champions con il momentaneo quarto posto. Successo nel complesso meritato, l'undici di Guidolin è apparso lontano dalla bella squadra vista mercoledì sera contro il Bari, ma nella vittoria dei rossoneri non sono da dimenticare due fondamentali interventi di Dida, che nel primo tempo ha salvato prima su un gran tiro di Dzemaili, poi su un colpo di testa da distanza ravvicinata di Bojinov. Nel Milan c'è il rientrante Gattuso, che fa coppia in mezzo al campo con Pirlo; in difesa l'infortunato Nesta è sostituito da Kaladze, mentre sulla sinistra Leonardo concede un turno di riposo a Zambrotta schierando Antonini; Borriello torna al centro dell'attacco, supportato da Pato, Seedorf e Ronaldinho. Tante novità nel Parma: Guidolin preferisce Dellafiore a Paci nel cuore della difesa, completano il reparto Zaccardo a destra, Panucci al centro e Lucarelli a sinistra; centrocampo a quattro con Morrone, Dzemaili, Lunardini e Galloppa, mentre in attacco confermatissimi Bojinov e Paloschi. L'avvio degli ospiti è incoraggiante: al 10' Dzemaili ci prova con un gran destro dalla lunga distanza, Dida vola sulla sinistra e tocca con la punta delle dita deviando il pallone sulla traversa. Passano due minuti e il Milan trova il vantaggio: il Parma perde palla sulla trequarti avversaria, Pirlo lancia Ronaldinho in contropiede, il brasiliano si invola sulla sinistra sotto lo sguardo impaurito di Dellafiore, vede l'inserimento al centro di Borriello e lo serve con il contagiri, per l'ex genoano è un gioco da ragazzi battere Mirante. C'è una vita per recuperare, ma la reazione del Parma non è delle migliori: troppi velleitari tentativi dalla distanza, squadra lunga, Galloppa è molto attivo sulla sinistra ma tende ad accentarsi troppo lasciando praterie sulla destra per le sgroppate di Oddo, che però al cross ne azzecca poche. Al 23' il Parma va vicino al pareggio: cross dalla sinistra di Galloppa, testa di Bojinov e gran respinta di Dida, che toglie letteralmente la palla dalla linea di porta. Bojinov riesce a liberare il suo pericoloso sinistro al 29', ma la palla è a lato. Al 32' Oddo centra il suo primo traversone, ma Pato liberissimo in mezzo all'area riesce solo a sfiorare. Non accade più nulla fino al riposo: Leonardo rientra sereno negli spogliatoi, Guidolin scuro in volto e meditabondo. Il gioco riprende con un giallo, anzi due, quelli che l'arbitro Russo commina a Gattuso e Panucci nel tunnel che riporta le squadre campo: i due si prendono a male parole, il direttore di gara passa da quelle parti e per scongiurare la rissa ammonisce entrambi. Il Parma cerca di alzare il ritmo, ma non riesce a sfondare: la squadra resta lunga, i tanti (troppi) traversoni dalla tre quarti sono prevedibili per Thiago Silva e Kaladze. Il Milan, che perde Antonini per un problema alla coscia (al suo posto Zambrotta) controlla senza grattacapi e si fa vedere in contropiede: al 13' è Seedorf a impegnare Mirante con un destro da posizione angolata che il portiere gialloblù respinge di piede. Guidolin ci prova con le tre punte, inserendo Amoruso al posto di Dzemaili, poi cerca di ravvivare la manovra offensiva gettando nella mischia Lanzafame per Bojinov. Episodio dubbio al 24': Pato in contropiede entra in area, passa in mezzo a Lunardini e Lucarelli che si stringono e lo buttano giù, sembra rigore ma l'arbitro fa proseguire. Due minuti dopo il Parma ha la più ghiotta occasione per pareggiare: Morrone lancia Paloschi in contropiede, l'attaccante di scuola rossonera si ritrova solo davanti a Dida ma calcia alto. Poi ci prova Lanzafame con un tiro dalla lunga distanza indirizzato all'angolino alto alla destra di Dida, che blocca in due tempi. Viste le difficoltà degli ospiti, il Milan potrebbe fare qualcosa di più in contropiede, ma i rossoneri sembrano non credere troppo in quest'arma. Nel finale Leonardo manda in campo Ambrosini per Gattuso e Flamini per Seedorf per rinfrescare e rafforzare il centrocampo. Nei cinque minuti di recupero il Milan chiude in bellezza: numero di Ronaldinho sulla sinistra, il brasiliano supera due difensori, mette al centro per Borriello che in sforbiciata raddoppia. Due a zero e tutti negli spogliatoi. Il Milan ne esce rilanciatissimo (tredicesimo punto in quattro partite, tre vittorie e un pareggio), mentre il Parma, ridimensionato, domani rischia di essere scavalcato anche da Genoa (o Palermo) e Fiorentina.venerdì 30 ottobre 2009
Leonardo a gennaio avrà Beckham
Leonardo a gennaio avrà David Beckham, anche se per lui non se n'è mai andato via. Giocatore importante, ma da qui al 2010 dovrà centellinare il turnover. Intanto, dopo la delusione del San Paolo, il tecnico del Milan ha pensato a ricompattare il gruppo. L'obiettivo? Battere domani sera il Parma: squadra da non sottovalutare con elementi di spicco. Inevitabile tornare al pari di Napoli. Leo è sincero: "Non è normale subire due gol così, ma l'espulsione di Abate inevitabilmente ci ha condizionati.Il Milan è una squadra costruita per provarcì sempre, quindi può lasciare qualche spazio. Quando abbiamo perso Abate per espulsione, all'85', il Napoli sembrava rassegnato. Poi lo stadio ha cominciato a spingere e a tifare, il Napoli ha accorciato le distanze con un gol straordinario. Noi siamo andati un po' in confusione ed è successo il resto". Ma avvisa: "Il 2-2 comunque non ha cambiato il nostro umore. La squadra è consapevole di ciò che può fare". Giusta l'analisi sugli avversari: "Il Parma rappresenta l'andamento di questo campionato, dove succede di tutto. Loro arrivano in un momento di forma importante: sarà un'occasione per entrambi. Ma dovremo fare molta attenzione. Paloschi lo conosciamo bene: si ispira a Inzaghi, ha fiuto del gol; così come dovremo badare a Bojinov: piedi buoni e grande tecnica". E a chi sostiene che il risultato con la squadra di Mazzarri potrebbe avere influito negativamente risponde: "L'autostima c'è sempre ed è molto forte. Siamo convinti di quello che stiamo facendo. Mi piace tutto della mia squadra; soprattutto la capacità di sacrificarsi". Pato, Seedorf, Pirlo, Nesta, ma alla fine il discorso cade su Ronaldinho, il genio e la sregolatezza. "Amore e odio? Non c'è nessun problema, anzi c'è molto amore. Il mio rapporto con lui è speciale. Per tanto tempo si è detto che tutti aspettavano Ronaldinho. Adesso lui c'è e vuole fare la sua parte. Io voglio che lui dia il massimo, perché se lo fa può garantire un contributo importante". Ma alla domanda se giocherà domani sera risponde: "Vorrei mantenere la mia linea, anche se un po' dovrò cambiare". Intanto Alessandro Nesta non ci sarà: "Ha un piccolo problema che dobbiamo verificare, ma l'obiettivo è di recuperarlo per il Real".Ma torniamo a Beckham. "Sarà anche quest'anno David il primo acquisto dei rossoneri al mercato di gennaio. Forse prima, se oggi la Lega prenderà una decisione nel senso di anticiparla al primo gennaio. L'altro dovrebbe essere l'attaccante ghanese Dominic Adiyiah. Lo ha confermato al suo arrivo in Lega Calcio l'a.d. dei rossoneri Adriano Galliani. "Per quanto riguarda il Milan - ha detto Galliani - arriva David Beckham. Fra qualche ora noi e il Galaxy annunceremo questo accordo. Aspettiamo gli ultimissimi documenti per ufficializzare il prestito". Secondo Galliani "è evidente che deve essere anticipata la finestra di mercato perchè la data del 7 si riferiva all'anno scorso quando il campionato ricominciava. L'11 dopo la pausa. Ricominciando quest'anno il 6 sarà senz'altro anticipato il mercato che peraltro in tutti gli altri paesi europei si apre l'1 o il 2 gennaio". Alla domanda se vi saranno altre operazioni, Galliani ha lasciato intendere che non potrebbe essere così. "Il mercato finisce là...Più o meno". Il più o meno si riferisce al ghanese Dominic Adiyiah, 20 anni, capocannoniere del Mondiale Under 20 vinto dalla sua Nazionale con 17 gol in 16 gare. "Per il ghanese vedremo", ha tagliato corto Galliani. In realtà i contatti con l'entourage del giocatore proseguono e il Milan potrebbe chiudere l'accordo nelle prossime settimane.
giovedì 29 ottobre 2009
Leonardo: "La squadra è in salute"
Queste le dichiarazioni rilasciate da Mister Leonardo al termine di Napoli-Milan 2-2:“Sono soddisfatto della prestazione della squadra di questa sera. il risultato ci lascia un gusto un po’ amaro, ma siamo scesi in campo bene, siamo partiti bene con il giusto spirito e l’idea era proprio quella di capitalizzare il più possibile. Nonostante il pareggio del Napoli nel finale, siamo stati bravi a gestire la partita, soprattutto nel primo quarto d’ora del secondo tempo. Poi è arrivato questo pareggio incredibile, ma sono episodi, come quello dell’espulsione di Abate. L’umore resta comunque alto perché ho visto la squadra in grande salute.”
mercoledì 28 ottobre 2009
Napoli-Milan 2-2
Bastano due acuti, quando il Napoli non ne ha più, per agguantare il Milan; quando ormai tutto sembra perduto. Annichiliti dopo soli cinque minuti di gioco per i gol di Inzaghi e Pato, gli azzurri ricuciono lo strappo, attaccano più con il cuore che con le gambe e dopo l'espulsione per doppia ammonizione di Abate all'86' raccolgono i frutti di una gara sofferta, accorciando prima con Cigarini al 90' e pareggiando al 93' di Denis.L'autostima del Napoli si riconosce nell'entusiasmo di Walter Mazzarri che modella la squadra a piacere. C'è il Milan? Ecco quindi un più prudente 4-2-3-1, perché una punta sola (Quagliarella) non dà riferimenti e tre piedi buoni come quelli di Maggio, Lavezzi e Hamsik sanno fare tanto male. Per ostacolare senza limiti i rossoneri, piazza davanti alla difesa Pazienza e Gargano, uomini di rottura. L'autostima convince invece Leonardo a insistere sul 4-3-3, con quattro varianti rispetto a Verona: Abate per Oddo, Zambrotta per Antonini, Ambrosini al posto di Flamini e Inzaghi preferito a Huntelaar. E' la partita a scacchi ipotizzata dal tecnico rossonero che si riserva di correggere in corsa.
Ma le vie del calcio sono infinite e imprevedibili. Basta in fatti poco al Milan per cucirsi addosso la partita e pochi secondi a Inzaghi per infilare De Sanctis. Bravo Seedorf a tagliare verticalmente la distratta difesa del Napli e servire Inzaghi, pronto come un avvoltoio a raccogliere al limite, penetrare in area e battere di sinistro De Sanctis. Un pugno nello stomaco a cui si aggiunge il gancio destro micidiale di Pato quando scatta il 6'. Inzaghi allunga di testa dalla linea del centrocampo per lo straordinario "Papero" che fugge via: scatto bruciante e testa alta per metà campo, poi il bolide sicuro che incide il 2-0 sul tabellone. San Paolo ammutolito e Napoli che prima di riprendersi impiega una decina di minuti.
La volontà non manca. Mazzarri predica velocità e la squadra applica i consigli, ma regna troppa confusione nonostante l'impegno di Hamsik e Maggio. Il Milan, senza Nesta dall'8' per un problema all'adduttore della gamba destra, si difende e riparte, ma senza esagerare, badando semmai a rallentare il ritmo. A funzionare, e questa è la nuova idea, è la posizione di Seedorf nel vertice alto del centrocampo. L'olandese recupera palla e si sacrifica, alla stregua di Ronaldinho, il cui fuoco predicato da Leonardo è però ancora un'immagine allegorica. Il Napoli ci mette il cuore, ma si perde negli ultimi metri per mancanza di lucidità e distrazione.
Dopo il riposo il Milan in possesso palla congela il gioco perché capisce che il Napoli ha polmoni e passione per andare in gol. Gli azzurri sono treni che volano sulle fasce e a ripetizione Dida deve esaltare il suo garnde sopessore. Prima respingendo due volte su Lavezzi e Maggio al 2', poi chiudendo la strada all'11' Gargano, Hamsik e ancora Lavezzi. Leonardo corre ai ripari per non rovinare la festa e abbabndona il 4-3-3 per un compatto 4-4-2. Il sacrificato è Ronaldionho per l'interditotrere Flamini; il Gaucho non ci sta e manda a quel paese Leonardo. Mazzarri dal canto suo rivoluziona tutto: dentro Cigarini, Datolo e Denis, fuori Pazienza, Campagnaro e Quagliarella. Ma il passare del tempo coincide con il calo fisico degli azzurri che attaccano a folate, ma senza incidere. Il Milan ci mette poi del suo frammentando il ritmo con un possesso palla sapiente. Quello che poi fa ripartire l'azione e al 21' potrebbe regalare il 3-0 se Inzaghi, dopo avere evitato De Sanctis non alzasse troppo oltre la traversa. Al 40' è invece Grava ad anticipare Borriello al momento del tiro.
Dal 41' il Milan gioca in dieci per l'espulsione di Abate (doppia ammonizione) e l'uomo in più paga. Al 45' arriva infatti il gran gol di Cigarini: botta dalla distanza nel sette. E' proprio vero: le vie del calcio sono infinite e imprevedibili, perché al 48' arriva lo splendido colpo di testa di Denis a fil di palo su cui Dida non può nulla. Giustissimo per il Napoli e Mazzarri; velenoso e difficile da digerire per il Milan e Leonardo.
martedì 27 ottobre 2009
Leonardo: "Al San Paolo sarà una partita a scacchi"
Tre vittorie in otto giorni? Leonardo ci crede eccome, anche se non fa previsioni sul risultato come Aurelio De Laurentiis (3-2 per il Napoli). Anche con il 4-3-3: rischiosissimo al San Paolo. Soprattutto quando si ha a che fare con una squadra allenata da Walter Mazzarri, abituato a schierare un centrocampo a 4, spesso a 5. Leo ci ripenserà? Ipotesi difficile dopo le tre straordinarie rimonte all'insegna del tridente. Il 4-3-3, si sa, è sempre stato il pallino del tecnico rossonero, ma funzionale e micidiale quando si comanda la gara. Serviranno fiato, muscoli e tecnica. Leonardo non nasconde i suoi timori, perché il Napoli "è in forma e gioca con entusiasmo, tipico della piazza; basta poco per riaccandere la sua passione". "Dovremo fare attenzione - aggiunge -; sono versatili e impongono il ritmo. Troveremo un Napoli gasato".Il modulo di Mazzarri, con la superiorità numerica a centrocampo, può mettere seriemente in pericolo il Milan, ma Leo non cambia idea: "Adattarci al Napoli? Potrebbero essere anche loro a modificare l'assetto in campo" sostiene con sicurezza. Quella del San Paolo la definisce una partita a scacchi. Teme fra tutti l'intelligenza tattica di Hamisk, ma anche la capacità di inserimento di Quagliarella. Inutile chiedere lumi sulla formazione, anche quando ammette che potrebbe modificare qualcosa sulle fasce: il suo punto fermo; la benzina del suo gioco. Sottolinea l'impegno dei giocatori, così esperti da non avere bisogno nemmeno dei suoi consigli. Che interpretano bene i loro ruoli, perché "il Milan appartiene ai giocatori". Ma attenzione: "Non c'è euforia generale - sottolinea -; c'è consapevolezza e allegria Si, viviamo un momento di allegria". Il segreto? Non fare drammi se le cose vanno male e non gasarsi troppo se vanno troppo bene: "La buccia di banana è sempre dietro l'angolo"
Leonardo cita il miracolo di Nesta e la sua ulteriore crescita. Quello di Dida che si inceppa a Madrid e poi diventa un mostro a Verona. E Antonini: "Ha giocato pochissimo e poi guardate che perstazione col Chievo". E poi il mistero Huntelaar, che sembra sempre di più un dilemma. Sospira: "Oggi il giudizio è scontato, ma basta poco. Il gol è fondamentale per un attaccante; ma questo modulo lo favorisce, avrà le sue opportunità. Non è un problerma, conosco il suo modo di giocare. Il gol arriverà". Lo difende, anche se ha davanti agli occhi i risultati del tridente con Pato, Boreriello e Dinho. Insomma, per Leo l'alternanza è la costante: Borriello, per esempio, ha caratteristiche che aiutano qualsiasi squadra, ma non ha ancora i 90' nelle gambe. Scudetto? "Viviamo per vincere ma io insisto: dobbiamo ragionare passo dopo passo". Ronaldinho? "Con Pato interpreta bene i meccanismi della squadra, ma Dinho può fare di più: mi aspetto di più. Gli manca ancora il fuoco; ci sono momenti in cui potrebbe fare più male perché ce l'ha dentro. Ora è ottimo, può diventare eccellente". Il mercato? "E' lontano. Beckham? E' come se fosse già qui. Come se non fosse mai andato via". E su Silvio Berlusconi che chiede di dare un taglio alla sofferenza risponde: "Non rinuncerei un secondo a queste emozioni".
Nel gennaio 1998 il Milan vinse la sua ultima partita al San Paolo. Il gol della vittoria lo segnò Leonardo. Un segno del destino?
lunedì 26 ottobre 2009
Galliani: "Obiettivo Champions"
E' un Adriano Galliani a tutto Milan quello che si concede ai microfoni dopo la consegna nella sede della Gazzetta del Premio Facchetti. Si comincia con gli obiettivi in campionato dopo la vittoria in extremis nel posticipo di ieri a Verona: "Vogliamo arrivare tra i primi posti. Questo non significa che vogliamo arrivare terzi... La qualificazione alla Champions League è imprescindibile per un club come il nostro. E poi, ovviamente, vogliamo fare più strada possibile in Champions".Galliani però diffida dei facili entusiasmi: mercoledì il Milan è atteso da un impegnativo test a Napoli: "Una delle squadre più in forma, c' è tempo per gustarsi la striscia positiva". Su gli elogi al Milan ritrovato: "Questo è il calcio, ogni giorno si sentono mille voci, ma l'importante è non farsi condizionare. Milan meglio nel secondo tempo? Anche ieri alla fine del primo tempo speravo che ci fosse una reazione come contro la Roma e il Real". Galliani parla anche del portiere brasiliano, protagonista contro il Chievo. "Non sono parole mie, chiedete a William Vecchi. Dice che in allenamento è straordinario e anche contro il Real non ha coommesso un errore tecnico ma semplicemente voleva lanciare Pato e nella foga la palla ha sbattuto sul suo ginocchio. Con Dida serviva pazienza e noi lo abbiamo dimostrato dandogli fiducia anche dopo la partita con il Real". Parole al miele anche per Nesta, autore tra l'altro delle due reti contro il Chievo. "Uno dei più forti difensori centrali al mondo, è guarito dal problema fisico abbiamo ritrovato una persona migliorata anche come uomo".
L'ad rossonero conferma l'arrivo di David Beckham nella sessione invernale del mercato: "Non ho mai parlato di acquisti a gennaio. Arriverà un centrocampista inglese che si chiama David Beckham, è sicuro quasi al 100%. Se pensate a lui bene. Attaccanti esterni? Abbiamo Pato e Ronaldinho, poi abbiamo un giovane che si chiama Verdi, Abate, Seedorf, Di Gennaro che possono fare gli esterni, questa è l'assoluta realtà. Non mi pare di aver detto che ne carcavamo uno, se l'ho fatto mi scuso". Su Huntelaar: "Resta qui, non sarà sul mercato".
berlusconi — Così su Berlusconi: "Il presidente era felice per il terzo successo consecutivo. Mi ha detto che lo abbiamo fatto soffrire troppo ma era contento per la vittoria. Gli ho detto che cercheremo di farlo soffrire meno in futuro..."
domenica 25 ottobre 2009
Chievo-Milan 1-2
Seedorf e Pirlo lavorano il doppio: si sacrificano in difesa e fanno ripartire l'azione ed è proprio sui piedi dell'olandese la grande occasione che sfuma sulla doppia parata di Sorrentino. Poi un'infinita sequenza di cross senza buon fine, che sottolinea semmai una certa incompatibilità fra lo spento Huntelaar e Pato. Alla fine ha la meglio l'organizzazione del Chievo, mentre il Milan mette in archivio l'ennesimo incomprensibile primo tempo. Eppure Leonardo conferma l'olandese anche all'inizio del secondo tempo, in cui il Milan schiaccia il Chievo nella sua trequarti mancando a più riprese il gol. Nitide le occasioni capitate a Huntelaar, chiuso da Morero, e a Ronaldinho, il cui tocco ravvicinato viene miracolosamente respinto sulla linea di porta da Sorrentino. E' un altro Milan, ma incapace di metterla dentro. Così al 15', alla ricerca disperata di un finalizzatore, Leonardo è costretto a sostituire Huntelaar con Borriello che, come a Madrid, regala consistenza in attacco. Il pressing è a tutto campo, ma i rischi sono dietro l'angolo. Cosa spreca, infatti, Pellissier al 17', quando in fuga solitaria si impappina in area e viene sopraffatto da Nesta. Il Chievo accusa un calo fisico, ma riesce ugualmente a frenare la pressione rossonera che punge con Borriello. Ma è ancora una volta Sorrentino a compiere il miracolo su Seedorf al 31'. Magico il tocco dell'olandese, strepitosa la deviazione in angolo del portiere. Ma l'ottimo numero 1 di Di Carlo capitola 36'. Borriello colpisce la traversa con un colpo di testa. Sulla respinta raccoglie Nesta che ribadisce in rete. Il Milan pressa e potrebbe ribaltare il risultato, ma sul colpo di tacco ravvicinato di Inzaghi c'è ancora una volta uno straordinario Sorrentino. Il recupero è un thriller pazzesco. Al 46' Dida si guadagna il suo stipendio cancellando la papera di Madrid con una parata che ha dell'incredibile sul colpo di testa da due passi di Granoche. Non sbaglia invece Nesta, ancora lui: inzuccata da bomber puro al 47' dal vertice dell'area piccola. Sorrentino è ancora battuto. Il progetto di Leonardo prende il volo.
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