domenica 31 gennaio 2010
Milan-Livorno 1-1
mercoledì 27 gennaio 2010
Milan-Udinese 0-1
lunedì 25 gennaio 2010
Inter-Milan 2-0
L’Inter esulta, e può permettersi di dimenticare le polemiche sulla direzione di gara. Se infatti il miglior arbitro è quello che non si fa notare, Rocchi non va proprio benissimo. Si capisce al 2’ che non sarà una partita facile (scivolata di Ronaldinbho su Maicon e proteste), poi l’arbitro finisce due volte per fermare i fantasisti: prima si scontra con Ronaldinho, poi fa blocco su Sneijder. L’olandese la prende maluccio e se la lega al dito. Quando gli animi si scaldano, per un giallo per simulazione a Lucio, Sneijder arriva a protestare e Rocchi gli spara un rosso in faccia. E’ il 27’, non sappiamo cosa può aver detto il numero 10, ma l’espulsione è misura estrema, e scalda ulteriormente gli animi. Poi Rocchi non vede un dubbio rigore a favore del Milan: mano di Maicon su un controllo al volo di Dinho. L’Inter protesta per un fallo di Pandev, ma stavolta la terna ci prende. La ripresa fila liscia fino al recupero: quando un tocco ravvicinato di mano di Lucio gli costa rigore e rosso.
Prima di rimanere in dieci, l’Inter domina per 25 minuti: apre Sneijder, con un tiro da fuori (palo esterno) e una occasione netta nei primi 9’. Dopo il gol di Milito (lancio di Pandev, mezzo pasticcio di Abate, diagonale preciso all’angolino), si continua con ripartenze in velocità che rischiano di essere ogni volta letali. In fase difensiva, i nerazzurri rischiano poco: funziona soprattutto la gabbia su Ronaldinho, con Zanetti e Maicon che si alternano in copertura con buona sincronia. Controllo quasi completo. triangoli offensivi e difensivi di Mourinho perdono un pezzo ed efficacia in 10. Per un quarto d’ora l’Inter si rintana dietro, barcolla, ma non molla (questa squadra non lo fa mai). Zanetti prova a fare il doppio turno, Milito alleggerisce la tensione orchestrando ripartenze, prima concluse in solitaria, poi servendo Pandev (palo al 17’). Mourinho ha pronto il cambio, al 20’, della ripresa, quando Maicon rimedia un fallo che non c'è da buona posizione: il tecnico stoppa l’entrata di Motta per far tirare la punizione a Pandev. Quando il macedone uscirà, un minuto più tardi, lo farà dopo aver esultato per il 2-0, con una punizione su cui Dida non è irreprensibile. Gran partita del macedone, come del solito Milito, dei due difensori centrali e del preziosissimo Cambiasso. Rientro positivo anche per Santon, attento in copertura come gli era stato richiesto.
Se all’andata era partito meglio il Milan, stavolta è spaccato in due: senza Nesta la difesa perde sicurezza, specie se presa in velocità, i tre davanti rientrano poco e faticano a trovare spazi, anche perché Borriello perde i duelli di testa con Lucio. Nel primo tempo si segnala solo un tiro alto di Pirlo, ma nel secondo la squadra di Leonardo cambia marcia. Con l’uomo in più, entra Seedorf per Gattuso e il palleggio ci guadagna: pronti va e Seedorf è pericoloso di testa e Ronaldinho in girata. Il Milan prende campo, Beckham inizia a piazzare cross e Borriello a dominare nel gioco aereo (alto di testa al 13’). Il pareggio sembra questione di tempo, invece Pandev blocca la carica. Che non ripartirà: poche magie di Ronaldinho, che si fa anche parare un rigore nel recupero da Julio Cesar, e che spesso finisce col rallentare l’azione. Poco filtro a centrocampo, poche discese degli esterni, pochissimi tiri in porta. Insomma, troppo poco per mettere fine al dominio della squadra di Mourinho in campionato.
sabato 23 gennaio 2010
Leo: "Penso solo alla vittoria"
Leo parla del derby senza patemi d'animo. Anzi, non vede l'ora di giocarlo: "E' la partita straordinaria per eccelenza perché ha un sapore speciale". Ma non la considera determinante. "Mancano ancora tante partite e una da recuperare. Sfide come queste lasciano sempre conseguenze positive o negative; ma la maturità della squadra ci rende tranquilli". Interessante l'analisi sul derby d'andata. Rimpianti? Giammai. Ogni cosa regala esperienza. "Sono queste partite che ti regalano qualcosa. Se non ci fosse stata quella partenza complicata forse oggi non saremmo quello che siamo. L'Inter non è quello di agosto e ottobre, è semmai l'Inter degli ultimi anni: costante. L'inter è grande, lo dicono i fatti: regolarità incredibile. E poi ha un grande pregio: l'Inter cambia tanto e tante volte inventa cose nuove durante le partite. Questa è una qualità".Non si sente l'acqua santa, come qualcuno ha detto, e non considera Mourinho il diavolo. "Tutto esagerato, siamo un po' diversi visti da vicino, ma questo fa parte del gioco. Cosa invidio a Mou? Lui ha il suo modo di fare, ha già confernato quanto è vincente. E' una persona spiritosa e intelligente; grande carattere e personalità; basta vedere le reazioni dei nerazurri nei momenti difficili. Io vivo un'altra situazione, storia diversa, sono all'inizio. Ammiro molte cose di lui". E pensa all'Inter. "A cosa dovremo fare attenzione? Hanno tanti punti di forza; ci vuole attenzione in tutti i reparti. L'Inter ha creato alternative, per questo è imprevedibile. Ma anche noi abbiamo tante varianti".
Rino Gattuso ha detto che l'importante è non perdere il derby. Firmare per un pari? "Non riesco neanche a pensarlo. Non ho mai iniziato una partita senza pensare alla vittoria" è la risposta lapidaria. E come dargli torto, con una squadra che gira a mille e regala soddisfazioni. Che anche senza Pato può contare su un Borriello che risponde a suon di gol. E Ronaldinho: "Lui ora gioca bene, fa sognare la gente".
Il gran finale di Leonardo è da applausi ed è dedicato a Mario Balotelli: "L'Italia deve imparare a vivere con le diversità" afferma a proposito del razzismo. "Certe storie non sono da massacrare ma da studiare e analizzare perché vivere da Balotelli in questa società non è facile" aggiunge. Per poi concludere: "Lo ammiro molto; non è un villano. Mario è uno che ce l'ha fatta in una situazione complicata".
giovedì 21 gennaio 2010
Gattuso: "Rispetto l'Inter"
"La classifica dice che siamo a -6 e con una partita in meno - ha detto a Sky Sport il centrocampista rossonero -, anche se il recupero a casa della Fiorentina sarà una gara molto dura. Il derby, però, non lo dobbiamo perdere: anche con un pareggio il campionato non sarebbe chiuso. Resteremmo a -6 da loro, ma con una gara da recuperare e la lotta resterebbe aperta". Il Milan sta giocando un gran calcio e rispetto al derby d'andata è una squadra molto più affidabile. "Abbiamo grande convinzione, giochiamo bene e Leonardo ha grandi meriti, ma il derby fa sempre storia a sé - continua Gattuso -. L'Inter fa paura perché va tante volte sotto, ma poi riesce a compiere recuperi incredibili: penso alla gara con il Siena o a quella del San Nicola, quando era sotto di due gol con il Bari e per poco non portava a casa i tre punti. L'Inter ha una forza e una rosa che preoccupano, ci sono Sneijder e Milito che danno grande qualità, ma pure Mourinho mi preoccupa perché è uno che di certo non dorme per trovare le soluzioni per fermarci. So che in questo momento starà vedendo tanti filmati per studiarci e vedere come limitarci".
mercoledì 20 gennaio 2010
Nesta ci sarà per il derby?
MILAN --Migliora Seedorf, che ha lavorato sia in palestra che sul campo: l'olandese ha praticamente recuperato dal malanno muscolare, e pare pronto per ritornare in gruppo. Nulla da fare invece per Zambrotta, che non ha ancora smaltito il problema muscolare al polpaccio: per lui ipotizzabile un ritorno in campo contro il Livorno. In vista del derby, l'unico vero dubbio riguarda Alessandro Nesta: il difensore, dopo gli esami di ieri, deve attendere ulteriori accertamenti, previsti nella giornata di domani. Persone vicine al giocatore assicurano che Nesta farà di tutto per esserci, e difficilmente alzerà bandiera bianca. Resto della formazione anti-Inter confermata, con Beckham al posto di Pato e Gattuso titolare a discapito di Seedorf, che non verrà schierato dal primo minuto. Thiago Silva intanto ha caricato l'ambiente in vista della sfida di domenica, dimostrando di aver compreso perfettamente lo spirito del derby. "Non so se sia una partita davvero decisiva, certamente è molto difficile. Domenica sera dobbiamo dare tutto, in questo momento quella con i nerazzurri è la partita più importante di tutte. Loro giocano bene, Milito è molto forte, dobbiamo stare attenti. All'andata abbiamo perso 4-0 e non sono proprio riuscito a dimenticare quella serata...". E su Nesta: "Spero lavori bene questa settimana e che domenica sia al suo posto, ma se non dovesse giocare abbiamo ottimi difensori nella nostra rosa in grado di sostituirlo".
domenica 17 gennaio 2010
Milan-Siena 4-0
Il Siena sa coprire molto bene il campo e con l'organizzazione lancia un chiaro messaggio al Milan. I bianconeri giocano bene e con il pressing e il raddoppio costante costringono i rossoneri ad alzare l'attenzione, sfruttando i corridoi laterali. La corsia preferita è quella di Ronaldinho, in vena evidente e sempre pronto a scatenare l'offensiva. Insomma, per il Milan non sembrerebbe affatto una passeggiata, ma dopo soli dieci minuti è proprio il Siena a facilitargli il compito. Brandao pressato da Borriello va in bambola. Per l'attaccante è elementare togliergli palla e cercare di raggirare Curci in ritardo. Il portiere commette fallo e Saccani assegna il rigore per poi mostrare il cartellino rosso al numero 1 del Siena. Malesani è quindi costretto a inserire Pegolo e rinunciare a Jajalo. Sul dischetto va Ronaldinho e l'1-0 è servito.Il Milan ringrazia, fa girare la palla e rallenta il ritmo, contenendo il 4-4-1 del Siena che non si dà certo per vinto e punta tutto su Maccarone. La punta è il terminale decisivo, ma l'errore in cui incappa al 27' è fatale. Il bianconero supera Thiago in velocità e solo davanti a Dida conclude clamorosamente oltre la traversa. E al 28', dal possibile 1-1, si passa al 2-0. Pirlo inventa per Borriello protagonista dell'ennesima impresa: una mezza girata al volo di sinistro sul primo palo imparabile.
La superiorità numerica incide e per la squadra di Leonardo tutto diventa più semplice. All'inizio della ripresa il Milan si ripresenta con Jankulovski al posto di Flamini, bloccato da un problema muscolare. Esce anche Nesta al 10', dentro Favalli: a sette giorni dal decisivo derby anche un dolorino non va sottovalutato. Nesta si perde lo straordinario numero di Ronaldimho che si beve la difesa e obbliga al miracolo Pegolo che devia in angolo un rasoterra chirurgico. Possesso palla e manovra avvolgente fanno la differenza, nonostante l'impegno del Siena. E dopo l'ingresso di Calaiò per Rossi, Ronaldinho, strepitoso e incontenibile, con un colpo di testa da ariete di razza segna il 3-0 sfruttando il cross tagliato dalla bandierina di Beckham. Un colpo alla Inzaghi che Leo inserisce al posto di Borriello per la meritata standinh ovation. Ma Gloria al Gaucho che alla fine ci prende gusto e allo scadere inventa un capolavoro, con un fendente da fermo dal limite e palla nel sette. E' la firma d'autore sul match. L'Inter è a 6 punti. Sognare non è più proibito.
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