giovedì 12 febbraio 2009

Kaladze: "Pronto e motivato"

Al ritorno a Milanello da Dublino, dove ieri sera ha giocato con la Nazionale georgiana, ecco Kala Kaladze ai microfoni di Milan Channel prima dell'allenamento pomeridiano della squadra: "Ieri sera ho fatto 90 minuti, mi spiace di aver perso una partita che non dovevamo perdere, una partita in cui siamo passati in vantaggio e in cui abbiamo giocato bene, ma sono anche contento per aver disputato la mia prima partita ufficiale dopo uno stop di un mese. Grazie al Milan, ai suoi medici e ai suoi preparatori ho lavorato moltissimo sul piano fisico nell'ultimo periodo e adesso il mio ginocchio va benissimo. Spero davvero di non avere più problemi. Per me è stato molto importante giocare ieri sera, adesso mi sento davvero a disposizione del Mister Ancelotti, sto bene e il ginocchio va bene".Poi gli altri temi, il derby, il Milan e il recupero di Sandro Nesta: "Sì, ho fatto gol nel derby nel 2006, ma adesso la cosa più importante - continua Kaladze - è vincere la gara di domenica sera. Adesso siamo in una situazione molto difficile, ma se riuscissimo a conquistare i tre punti saremmo ancora lì e molti discorsi si riaprirebbero. L'Inter comunque è una grande squadra che sta facendo molto bene, anche se è proprio contro le grandi squadre che il Milan sa esprimersi al meglio. All'andata abbiamo vinto noi, poi però abbiamo perso punti nelle gare che sulla carta apparivano meno impegnative. Anche loro scenderanno in campo per vincere, per questo pernso che sarà una partita molto combattuta e molto interessante. Nesta? Da quanto è tornato da Miami lo vedo bene soprattutto mentalmente, prima era un po' giù di morale. Del resto sono situazioni che conosco anch'io, essendoci passato personalmente. Comunque Nesta è una splendida persona, un fuoriclasse, in questo momento ci manca ma fra poco tornerà con noi".

sabato 7 febbraio 2009

Milan-Reggina 1-1

La frenata è fatale, perché il Milan pareggia 1-1 con la Reggina e si allontana dalla spietata Inter di Lecce che ora è a più 8. Un gap mostruoso a una settimana da un derby che può decidere definitivamente il destino del campionato. I rossoneri, a caccia di una dura rimonta, soffrono a dismisura subendo una bella Reggina che passa nel primo tempo con Di Gennaro e viene raggiunta nella ripresa da un rigore di Kakà. Partita fatale anche per l'infortunio dell'ex Pallone d'oro che lascia al 78' per una botta al piede destro e che rischia quindi di saltare la stracittadina, tra l'altro orfana di Bonera, diffidato e ammonito, quindi squalificato.
Ancelotti schiera dal primo minuto Ronaldinho, nei panni di trequartista alle spalle di Kakà e Pato. Più indietro l'inamovibile Beckham con Flamini e Ambrosini. La Reggina oppone un 3-5-2, votato alla difesa e al contropiede. Ma Orlandi dispone bene la squadra in campo, impegnata a chiudere gli spazi e a pressare per impedire ai rossoneri di far girare la palla, creando non pochi fastidi con Di Gennaro e Corradi sempre piazzati e motivati in fase offensiva. Perché al di là di due tiri dal limite di Flamini respinti da Campagnolo, i rossoneri inciampano sull'inutilità di alcune giocate che faranno bene agli occhi, ma che con i campi impantanati e gli avversari affamati, servono a poco.
Il primo tempo, come è accaduto a Roma con la Lazio, mette in evidenza il disagio di Kakà, invisibile e mai in partita al pari di Pato che infila numeri da giocoliere fini a se stessi. Meraviglia di più Ronaldinho che a volte sembra trascinarsi dietro tutta la Reggina, registrando sul taccuino la splendida occasione del 41', quando, dopo una serpentina, sfiora il palo dal limite. Capolavoro che arriva dopo il gol del vantaggio dell'ex Di Gennaro, bravo a infilare di sinistro alla destra di Abbiati. Un vantaggio meritato costruito correndo di più e credendoci di più. Insomma, il solito Milan poco mobile, in cui a distinguersi è ancora una volta Beckham, sempre nel vivo dell'azione e puntuale con i suoi magici cross.
La Reggina della ripresa non si chiude in difesa. Tattica che non dispiace al Milan. Ma la sterilità in attacco dei rossoneri è evidente. L'assedio improduttivo sembra divertire gli amaranto che si difendono con sicurezza, guidati dallo splendido Santos. Ma la Reggina sorprende ancora di più per la sua capacità di sfuggire in contropiede. Come Di Gennaro al 9' che manca il raddoppio sfiorando il palo dal limite. Un Milan così brutto non se lo aspettava nemmeno Ancelotti che cambia Ambrosini con Seedorf, mentre Orlandi toglie inspiegabilmente Di Gennaro per Sestu. L'olandese mette anche dentro la palla respinta al 16' dal palo sul tiro di Kakà, ma l'azione è viziata da un fallo di mano involontario che Pierpaoli ritiene decisivo. Tocca a Inzaghi dare una svolta alla partita prendendo il posto di Ronaldinho al 20'. Sarà il caso, ma appena il Gaucho lascia, Pato si invola e viene steso in area. Il rigore è netto e Kakà non lo sbaglia. Con Seedorf il Milan funziona meglio, ma per conquistare i tre punti occorrono velocità e lucidità. Ma la tegola cade sulla testa dei rossoneri al 33' quando Kakà si infortuna ed è costretto a lasciare il posto ad Antonini. In vista derby una notizia drammatica. Beckham sforna cross a profusione, ma è Corradi a mancare il clamoroso gol della vittoria al 95' con un tiro a giro che sfiora il palo alla destra di Abbiati. L'1-1 alla fine accontenta solo i calabresi. Inutile invece per il Milan che si ferma per la seconda volta consecutiva a San Siro dopo il pari con il Genoa: punti gettati al vento. Probabilmente decisivi.

Beckham: Il Milan tratta

Il Galaxy chiede tempo per Beckham, ma intanto ha avviato il dialogo con il Milan. E non è una novità da poco dopo il primo contatto diretto tra i due club, avvenuto nella tarda serata di giovedì. La cifra chiesta però è molto alta: 20 milioni di dollari, circa 15 milioni di euro. Troppo secondo il Milan per un giocatore che ha quasi 34 anni e che era arrivato al Galaxy a parametro zero. Il Milan aveva offerto 2,5 milioni di euro per il cartellino ed è disposto ad arrivare a 5, non certo a 20. La super-richiesta significa di fatto ritenere incedibile Beckham, ed è questo il reale punto di vista del Galaxy. Ora saranno necessarie ulteriori riflessioni e discussioni, ma ormai siamo entrati nel vivo di una trattativa per la quale il club di via Turati ha tempo sino al prossimo 8 marzo.
Sulle prime a Los Angeles non avevano preso bene la decisione di Beckham di restare in Italia. Tanto è vero che martedì scorso l'approccio tra i dirigenti californiani e gli avvocati dello Spice non è stato propriamente amichevole. La prima reazione è stata quella di opporre un secco no, con toni duri. Anche per questo motivo mercoledì a Glasgow David ha deciso di uscire allo scoperto e di urlare la sua voglia di Milan: per anticipare i tempi della trattativa e mettere il Galaxy alle corde.
Il club americano ha capito di dover fare una mossa, ma non si arrende all'idea di cedere la sua stella. E' vero che il Galaxy deve dare conto anche alla Mls che rivendica una parte degli introiti pubblicitari e inizialmente è stato prospettato una sorta di danno d'immagine per tutto il campionato. Ma è altrettanto vero che Beckham nella Mls è arrivato a costo zero e questo incide in situazioni di questo genere.
I rappresentanti dell'inglese premono molto sul tasto del prossimo Mondiale: l'esperienza in rossonero può aiutare Becks a conquistarsi un posto per il Sud Africa. E la leva tecnica alla fine può risultare determinante. Di sicuro a Los Angeles provano a guadagnare tempo per cercare in questo mese un sostituto all'altezza. Ed è chiaro che per i canoni statunitensi occorre un giocatore dotato tecnicamente, ma dal grande appeal.
Non a caso il manager Arena ha proposto lo scambio con Ronaldinho o Shevchenko. Per motivi differenti, però, queste due piste non appaiono praticabili. Così non è campata in aria l'idea che il Galaxy tenti il campione del mondo Fabio Cannavaro.
A scanso d'equivoci va ricordato che Beckham è già tesserato per il Milan sino al 30 giugno. Quindi l'acquisto vero e proprio verrebbe formalizzato il 1° luglio. Ed è tutto nelle regole fissate per il mercato italiano.

mercoledì 4 febbraio 2009

Glasgow Rangers-Milan 2-2

"Siamo fuori dalla Coppa Italia e pensiamo che queste amichevoli possano essere utili". Adriano Galliani avrà certamente ottimi motivi per pensarlo, anche se le indicazioni nel 2-2 di Glasgow, sono state davvero poche. Che Pato e Kakà fossero due campioni si sapeva da tempo, per il resto altri chilometri di rodaggio nel tachimetro di Thiago Silva (più ombre che luci per lui), debutto sulla fascia destra per l'altro brasiliano Mattioni, l'occasione per chi gioca poco di mettersi in mostra. Riuscita peraltro solo in parte.
Carlo Ancelotti, da tecnico preparato e uomo saggio qual è, non rischia le preziose gambe dei suoi titolari e ne propone solo due dall'inizio, Pirlo (che sarà squalificato con la Reggina) e un Beckham che si limita all'ordinaria amministrazione. Anche i Rangers, squadra dai limiti tecnici fin troppo evidenti, danno spazio ad alcune seconde linee. Shevchenko non fa più paura a nessuno, mentre Inzaghi non abbina alle motivazioni, sempre alte, una grande lucidità. Ronaldinho prova a mettersi in mostra, ma si limita a un palo esterno su punizione al 25'. L'unico lampo di un primo tempo che scivola via senza troppi scossoni.
Ancelotti nella ripresa inserisce anche Seedorf e Kakà per Beckham e Dinho. L'atmosfera si mantiene freddina, in linea col nevischio che ha accolto le squadre in campo. Ronaldinho trova la barriera su punizione e Seddorf ha il mirino sballato. Quando tutto sembra avviato verso un tranquillo 0-0 Thiago Silva e Darmian sono imperfetti nella chiusura su Beasley, che si libera in area e batte Dida. Poco dopo Pato, entrato per Sheva, non può esimersi dal segnare l'1-1 dopo una comica carambola tra i difensori dei Rangers, messi in difficoltà dalla percussione di Kakà sulla sinistra. La partita prende un minimo di tono: Inzaghi si fa murare da Alexander, prima che Kakà dia un saggio della sua classe firmando il 2-1 dopo una percussione centrale e un destro imparabile. Ultimo brivido al 36', quando Papac si infila in srea dalla sinistra e batte Dida per l'ecumenico 2-2 finale.

martedì 3 febbraio 2009

La lista Uefa

Nel segno della continuità. Ben 23 dei 25 giocatori rossoneri che erano stati inseriti nella lista Uefa all'inizio della stagione, lo scorso 1' Settembre, sono stati confermati.

La lista dell'1 Settembre 2008 era: PORTIERI: Dida, Abbiati, Kalac; DIFENSORI: Maldini, Kaladze, Zambrotta, Jankulovski, Favalli, Senderos, Bonera, Darmian, Pasini, Antonini; CENTROCAMPISTI: Emerson, Gattuso, Pirlo, Ambrosini, Flamini; ATTACCANTI: Borriello, Pato, Inzaghi, Seedorf, Kakà, Shevchenko, Ronaldinho.

Entro la mezzanotte, restando intoccabili per regolamento Maldini, Antonini, Darmian e Pasini, il Milan aveva la facoltà, esattamente come tutte le altre squadre partecipanti alle manifestazioni ufficiali Uefa, di fare al massimo tre modifiche. Questo è accaduto, anche se parzialmente visto che le modifiche apportate sono due, con Alessandro Nesta che viene iscritto ufficialmente al pari di David Beckham. Escono dall'elenco Emerson e Borriello che, in base alle scelte tecniche e al recupero fisico a seconda dei casi, potranno comunque essere impiegati in Campionato che resta il primo obiettivo della stagione rossonera.

Questa la nuova lista Uefa comunicata entro la mezzanotte dell'1 Febbraio 2009: PORTIERI: Dida, Abbiati, Kalac; DIFENSORI: Maldini, Kaladze, Zambrotta, Jankulovski, Favalli, Senderos, Bonera, Darmian, Pasini, Antonini, Nesta; CENTROCAMPISTI: Gattuso, Pirlo, Ambrosini, Flamini, Beckham; ATTACCANTI: Pato, Inzaghi, Seedorf, Kakà, Shevchenko, Ronaldinho.

A tutto David!

La stragrande maggioranza dei quotidiani italiani, sportivi e non, presenta oggi un titolo su David Beckham, a conferma della rilevanza del campione, sì sul piano mediatico ma soprattutto su quello tecnico, sportivo, di campo: con Beckham inserito nella squadra sono arrivati tre successi e due pareggi contro due fra le squadre più in forma del campionato, Roma e Genoa, con i rossoneri raggiunti soltanto nel finale. Non solo: per Beckham tanta corsa, tanta collaborazione, oltre a due gol e due assist.Ecco i titoli di oggi:

LA GAZZETTA DELLO SPORT Galliani: "Se il Galaxy vuole, il Milan è pronto a cominciare una trattativa per Beckham"

CORRIERE DELLO SPORT Re David & Milan. Beckham parlerà presto col boss americano Leiwcke

TUTTOSPORT Il club di Los Angeles lancia la campagna abbonamenti puntando sull'inglese. David in pressing sugli americani: Galliani ci prova

CORRIERE DELLA SERA Beckham manda avanti gli avvocati. David è diventato fondamentale per gli schemi di AncelottiLA REPUBBLICAGalliani: "Tenere David? C'è una speranziella"

IL GIORNALE Il caso diplomatico - Beckham chiama Los Angeles

domenica 1 febbraio 2009

Lazio-Milan 0-3


David Beckham ci ha preso gusto. Dopo i gol a Bologna e Genoa, l'inglese regala una nuova splendida prestazione confezionando gli assist per i gol di Pato e Ambrosini. Di Kakà la terza rete, dopo un primo tempo in sordina dell'asso brasiliano. Una partita che aggrava la situazione della Lazio, incapace di reagire dopo la rete di Pato. Successo che permette ai rossoneri di scavalcare al secondo posto la Juventus e di rosicchiare punti all'Inter che ora li precede di sei punti.
Delio Rossi non è al bivio; Claudio Lotito lo ha giurato. Per fermare il Milan il tecnico gioca d'azzardo: Muslera tra i pali. Si proprio l'uruguaiano che la scorsa stagione prese all'Olimpico dai rossoneri cinque pappine. Poi Matuzalem sulla sinistra del centrocampo, mentre è Meghni a fare il trequartista alle spalle di Zarate e Pandev. Carlo Ancelotti aggiusta la difesa poco prima del fischio d'inizio. Tra Zambrotta e Jankulovski è infatti Bonera a giocare centrale al fianco di Senderos. Un problema fisico ferma infatti Favalli nella fase di riscaldamento. Ma la notizia è l'ennesima esclusione di Ronaldinho che viene dirottato in panchina a favore di Seedorf che parte titolare sulla linea di Kakà. Mossa che allunga il dibattito sul brasiliano, caduto ormai in disgrazia, complice un calo di forma evidente. Beckham, che ha esordito proprio a Roma, non lo smuove più nessuno al pari di Pato, punta solitaria.
Grinta, cattiveria e attributi. Delio Rossi ha impartito ordini precisi e la Lazio risponde al limite delle sue possibilità creando affanni al Milan che pruduce con insitenza un macchinoso possesso palla. Alla Lazio molto aggressiva, i rossoneri rispondono con ripartenze lente, ma efficaci, come quella che al 7' obbliga Muslera a compiere un miracolo deviando un tiro ravvicinato di Jankulovski. Fino al gol di Pato è l'unica occasione per il Milan impegnato a fondo nella sua trequarti. La Lazio sviluppa la sua manovra centralmente, sfruttando i tagli e la velocità delle sue punte che si ricavano varchi nella difesa rossonera.
I biancocelesti cercano di fare la partita, per perdersi poi in fase conclusiva. Pandev e Zarate seminano spesso il panico. Sicuramente è del macedone l'occasione più ghiotta: una girata in area al 35' che sfiora l'incrocio dei pali. Più nitida dell'uscita spettacolare dell'ottimo Abbiati che sradica la palla dai piedi di Zarate. L'uno-due anticipa il gol, ma del Milan che sfrutta tutta l'immensa classe di Beckham. Mai un errore, mai una palla persa. L'inglese impiega poco a capire che anche questa non è serata per Kakà e si inventa rifinitore, aiuitando il centrocampo a fare diga, coadiuvato dalle illuminazioni di Pirlo. Splendido l'assist del britannico per Pato al 42', che il brasiliano infila di patto destro sul primo palo. C'è il sospetto del fuorigioco dell'inglese che subito dopo regala un'altra palla d'oro al Papero che infila di testa, ma questa volta Rizzoli annulla.
Beckham, come è successo a Bologna e con il Genoa, sale in cattedra e al 3' della ripresa, su punizione, consegna ad Ambrosini la palla perfetta per il raddoppio: colpo di testa potente del capitano milanista che Muslera non vede nemmeno. La rete spiana la strada ai rossoneri che controllano agevolmente, dedicandosi al contropiede. La Lazio viene ipnotizzata dalla capacità di far girare la palla dei rossoneri, pronti a colpire in contropiede. Kakà, magicamente servito da Pirlo, si allunga la palla del 3-0; occasione che la dice lunga sull'atteggiamento della Lazio che perde fiducia. Rossi non la manda giù e toglie Meghni per Simone Inzaghi. Ma è il Milan a sfiorare a ripetizione il 3-0. Prima con Pato che si allunga il pallone in area, poi con l'egoista Kakà che invece di servire il connazionale libero in area, spreca sul palo. Entrano Kolarov e Dabo, fuori Brocchi e Radu, ma la Lazio non ci crede più, vittima del gioco rossoneri. Il Milan cinicamente non si fa impietosire e chiude il discorso con il 3-0. Lo segna Kakà sfruttando l'assist di Seedorf: penetrazione in area e diagonale chirurgico.