mercoledì 30 dicembre 2009

Beckham: "Lo scudetto è possibile"

David Beckham è ufficialmente tornato. L'inglese si è "ripresentato" oggi a Palazzo Bagatti Valsecchi. Il Milan, dice, gli è mancato, e non vede l'ora di tornare a lavorare con umiltà per cercare di centrare dei successi. Anche partendo dalla panchina, e non solo per guadagnarsi il Mondiale con l'Inghilterra.
"Mi è mancato lo stare col Milan, con i compagni, coi tifosi. Restare sei mesi qua è stata un'esperienza speciale lo scorso anno, penso che si ripeterà. Il gruppo è molto simile a quello dello scorso anno, perché i grandi club non cambiano mai. La vera grande differenza è l'assenza di una persona come Paolo Maldini, un giocatore così importante e speciale. E naturalmente si sente anche la mancanza di uno come Kakà, uno dei migliori giocatori al mondo, nonché quella di Ancelotti. Sono grandi cambi, ma una squadra come il Milan sa gestirli e sa dare comunque il meglio".Quando ho sentito per la prima volta che ci sarebbe stata la sfida con il Manchester United ho quasi pianto, perché per me sarà una serata davvero speciale. lo United è stato per me un club importante: la città stessa è per me speciale, ho ancora tanti amici ed ho ancora tifosi, era il mio club dei sogni. Sono sette anni che non ci ritorno e farlo come giocatore del Milan renderà questo ritorno ancora più bello. Ma chiaramente non sarò felice di una vittoria dello United...".
"Il mio futuro dopo i sei mesi? Non so, vedremo. Per ora è importante sapere da subito che resterò per sei mesi, l'anno scorso la cosa era stata un po' complicata. Di sicuro sono onorato che il Milan mi abbia voluto ancora nel gruppo. Sono qui per aiutare la squadra a vincere". "Ho visto molte delle partite del Milan, lo schema è diverso da quello dello scorso anno, ma una squadra con tanti giocatori validi può farla funzionare. La mia posizione? Non ci penso, sono solo felice di essere qui, non importa dove gioco, o anche se inizio in panchina. Qualsiasi ruolo andrà bene. Sarei davvero felice di giocare in qualsiasi ruolo: difesa, centrocampo, attacco, persino portiere... Posso giocare in molte posizioni, ma davvero non mi aspetto di partire da titolare. Se lo farò, Leonardo saprà come utilizzarmi. Se sarò pronto il 6 gennaio col Genoa? Sto lavorando sulla mia forma da tre settimane, ma non è lo stesso che allenarsi e giocare con la squadra. Leonardo deciderà se sono pronto".
"Ho parlato con Leonardo che voleva sapere delle mie condizioni fisiche. Certo, dovrò inserirmi negli schemi, ma non ci vorrà molto. Se il Milan può vincere il campionato? Certo, il Milan può sempre vincere, anche se sarà difficile, perché l'Inter sta andando molto bene. La mia speranza per il 2010, comunque, è quella di vincere lo scudetto con il Milan".
"La cosa importante per la nazionale era tornare in Europa, ma non è l'unico motivo per cui sono venuto al Milan. Non è solo per andare al Mondiale che sono qui, c'è molto di più: sono in una delle più grandi squadre al mondo, so come giocano e come si allenano. Sono felice che Capello mi consideri, anche se so che non c'è nessuna garanzia. Ci sarà bisogno di un duro lavoro, che sono pronto a sostenere".

venerdì 25 dicembre 2009

Le partite più belle del 2009 rossonero


Nel corso dell'anno solare 2009 il Milan ha chiuso il campionato scorso con gli stessi punti della Juventus e con una migliore differenza reti complessiva, pur con un saldo negativo negli scontri diretti, raggiungendo la qualificazione in Champions League senza dover passare dai preliminari. Nella stagione in corso invece il Milan ha sancito la sua qualificazione agli Ottavi di finale di Champions League, grazie alle vittorie di Marsiglia e Madrid, e ha consolidato nelle ultime quattro settimanel il secondo posto in classifica: la squadra rossonera è seconda, fin dal 29 novembre quando superò 2-0 il Catania in trasferta grazie alla doppietta di Huntelaar.Un 2009 positivo, migliore rispetto al 2008, anche se non paragonabile al 2007, anno in cui la squadra rossonera ha conquistato Champions League, Super Coppa Europea e Mondiale per Club, titoli che negli ultimi dieci anni nessun'altra squadra italiana è stata in grado di conquistare. Una tripletta che non era riuscita nel 2008 al Manchester United e che è invece stata centrata, con grande brillantezza, quest'anno dal Barcellona. Nel 2009 rossonero abbiamo individuato, mese per mese, le gare più belle e importanti del Milan, a partire naturalmente dal mese di gennaio.
GENNAIO 2009: BOLOGNA-MILAN 1-4. Il Milan riscatta la sconfitta dell'andata e nel secondo tempo dà spettacolo. Kakà è irresistibile, mentre Pato e Beckham (il campione inglese va anche in gol) iniziano a costruire un'intesa importante.
FEBBRAIO 2009: LAZIO-MILAN 0-3. Il Milan si porta a meno sei dal primo posto e si insedia al secondo posto in classifica, con una prestazione molto importante. Molto bene Kakà, assist-gol di Beckham per Pato.
MARZO 2009: MILAN-ATALANTA 3-0. E' la gara della svolta. La squadra abbandona, grazie ad una tripletta di Inzaghi, il momento negativo iniziato con la Reggina il 7 Febbraio e inizia la marcia verso la Champions League.
APRILE 2009: MILAN-PALERMO 3-0. La squadra rosa, giunta a San Siro con ambizioni, viene superata da un Milan bello e concreto. La gara dei rossoneri è brillante sia sul piano tecnico che su quello fisico.
MAGGIO 2009: FIORENTINA-MILAN 0-2. Indimenticabile. Significativa la portata sportiva della vittoria, era uno spareggio per evitare i Preliminari di Champions, ma soprattutto per i saluti mozzafiato a Carlo Ancelotti, Paolo Maldini e Ricardo Kakà.
AGOSTO 2009: SIENA-MILAN 1-2. Il Milan vince e convince. Ronaldinho è in grande spolvero e la squadra tiene il campo con ottima disinvoltura.
SETTEMBRE 2009: MARSIGLIA-MILAN 1-2. Era la partita più delicata del girone e arriva subito. Le difficoltà non mancano, ma ci pensa lui, come sempre: Filippo Inzaghi.
OTTOBRE 2009: REAL MADRID-MILAN 2-3. Ci sono anche Milan-Roma, la gara della svolta, e Chievo-Milan. Ma Madrid è la grande impresa, sotto gli occhi del mondo e sul tetto d'Europa.
NOVEMBRE 2009: MILAN-CAGLIARI 4-3. Che spettacolo e che gol Pato! Il Cagliari in gran forma, lo dimostrerà sette giorni dopo battendo la Juventus, mette alla frusta il Milan. Ma i rossoneri conquistano tre punti molto pesanti.
DICEMBRE 2009: MILAN-SAMPDORIA 3-0. Una mezz'ora abbagliante, da Milan che non ti aspetti così bello e che così bello non vedi da tanto. E' la partita dalla quale, a gennaio, bisogna ripartire.

Tanti auguri di buon Natale!

Tantissimi auguri di un felice Natale a tutti voi milanisti (e perchè no? anche non) che ogni giorno visitate il mio blog. Le vostre visite sono per me un continuo stimolo a migliorare sempre di più il mio piccolo spazio sul web da dedicare solo ed esclusivamente alla nostra squadra: il Milan.

Ancora tantissimi auguri!

Francesco Meini Milan Per Sempre

mercoledì 23 dicembre 2009

Ronaldinho: 44 palleggi bendato

Mentre lo guardi ti viene da pensare: “Ma da quale pianeta è sbarcato?”. Un marziano? Poi, però, il dubbio si insinua nella mente di noi essere umani e allora diventa naturale andare alla ricerca di una spiegazione razionale di quella magia che fa stropicciare gli occhi. Da qualche giorno ormai impazza su youtube l’ultimo numero di Ronaldinho, capace di fare quarantaquattro palleggi consecutivi bendato per pubblicizzare il videogame EA Sports Fifa 10. Destro - sinistro a ripetizione e un colpo di tacco finale incoronano il giocoliere brasiliano re del “Blindfolded Keepie Uppie Challenge”, in cui stacca alla grande diversi colleghi illustri. Xavi si piazza al secondo posto, con otto tocchi e gridolini di meraviglia in sottofondo per la performance, mentre il polacco Lewandowski si conquista il terzo, riuscendo a far contare sette palleggi. L’unico italiano in gara è lo juventino Giorgio Chiellini che, all’inizio, non prende la palla neppure con le mani quando qualcuno gli serve l’assist, e alla fine riesce a fare un solo palleggio. Anche se qualche perplessità era nata a proposito della vecchia pubblicità in cui colpiva ripetutamente la traversa, nessuno ha mai dubitato effettivamente che Dinho sia un mostro con la palla fra i piedi. Che sia altrettanto creativo con la testa lo dimostra il buco nella benda che si scopre nell’ultima scena, mentre il brasiliano mostra i suoi dentoni e un sorriso impertinente sulla faccia.

sabato 19 dicembre 2009

Salta Fiorentina-Milan

Niente anticipi nella 17ª giornata di serie A: dopo Bologna-Atalanta a causa del maltempo è stata rinviata anche Fiorentina-Milan. Dopo un ultimo sopralluogo sul campo con i dirigenti di Bologna e Atalanta, l'arbitro Orsato ha deciso di rinviare, in un primo tempo a domani alle 13 e poi a data da destinarsi, la partita prevista al "Dall'Ara" alle 18. Il problema riguarda sia la messa in sicurezza degli spalti, gelati in molti punti, sia la viabilità fuori dallo stadio.
Non si giocherà nemmeno Fiorentina-Milan, in programma alle 20.45. Tecnici del Comune, uomini della Fiorentina e della Protezione civile erano al lavoro anche al Franchi per cercare di rendere agibili gli spalti per Fiorentina-Milan, ma le condizioni delle gradinate e delle strade attorno allo stadio hanno indotto la Questura a suggerire il rinvio a data da destinarsi quando sembrava profilarsi una gara a porte chiuse. Come data del possibile recupero è stato ipotizzato il 27 gennaio. Quello che potrebbe accadere domani a Udine dove si giocherà Udinese-Cagliari. La decisione verrà presa alle 15 di domani dopo un sopralluogo.

venerdì 18 dicembre 2009

Leonardo: "Con il Manchester ce la giochiamo alla pari"

Dopo il Real ecco il Manchester United. Ma Leonardo non appare spaventato in conferenza stampa, alla vigilia di Fiorentina-Milan. Anzi, l'ennesima grande sfida lo affascina e non vede l'ora. "Non esistono calcoli in questi casi. Il Manchester United è una squadra di grande tradizione, come lo è il Milan, ce la giocheremo alla pari" sostiene il brasiliano che confida nel tempo. "Comunque bisogna vedere come staremo a febbraio, mancano quasi due mesi, e tra l'andata e il ritorno ci sono 25 giorni" ha aggiunto.Un ingrediente in più della sfida sarà il ritorno di David Beckham (di nuovo in prestito al Milan da gennaio) a Manchester da avversario, che per Leonardo è suggestivo come il ritorno al passato del tecnico interista Josè Mourinho, che se la vedrà con il Chelsea, oggi guidato da Carlo Ancelotti. Leo che tiferà l'ex allenatore rossonero? "Io tifo per noi, che vogliamo arrivare in fondo e quindi battere tutti. Una caratteristica di questo Milan è che è molto concentrato su di sè".
Un pensiero va anche al patron rossonero Silvio Berlusconi. "Quasi tutta la squadra lo ha sentito, gli è stata vicina in questo episodio sgradevole. Si parla di violenza e di cose che non dovevano capitare - spiega Leonardo -. Stiamo parlando del premier non solo del nostro presidente. Sono cose enormi, a livello mondiale. Siamo stati vicini a Berlusconi, abbiamo parlato quasi tutti con lui". Osso duro la Fiorentina. Leonardo sa molto bene che un altro stop potrebbe complicare la marcia in campionato, ma si fida dei suoi e rassicura i tifosi: "Non credo che la sconfitta con il Palermo sia un risultato che possa cambiare l'umore. È stata una partita nella quale abbiamo trovato un Palermo in salute, ha fatto bene, non credo che la mia squadra abbia giocato male. Abbiamo creato situazioni e poi sono dell'opinione di essere alla guida di una squadra bilanciata".
"L’ultima volta che il Milan è andato a giocare a Firenze - ricorda Leonardo - era l’ultima gara della scorsa stagione, un momento davvero particolare. Per me era il giorno in cui iniziavo la mia avventura da allenatore e non ho pensato a quello che sarebbe potuto accadere in futuro. Ricordo perfettamente che è stata una giornata ricca di tante emozioni: il saluto di Carlo Ancelotti dentro gli spogliatoi, le sue parole e il pianto che ha suscitato quel momento in molti di noi. Il Milan aveva conquistato la qualificazione alla Champions...è stata anche l’ultima partita di Paolo Maldini, di Kakà, anche se ancora non sapevamo che Ricky sarebbe andato via. E poi è stato anche il momento in cui sono rientrati Gattuso e Nesta. Domani torneremo a Firenze e incontreremo una squadra dalla forte identità. Ha un modo di giocare molto chiaro e giocatori in grande forma perchè possiedono molte risorse e molte possibilità di gioco. Per il Milan sarà un test importante anche se ancora non so la formazione che schiererò perché ci sono molte situazioni da valutare. Ronaldinho ha avuto qualche problema, deciderò all’ultimo”.

mercoledì 16 dicembre 2009

Thiago e Seedorf in visita a Berlusconi

Quella del Cavaliere, la terza da quando è ricoverato al settimo piano dell'ospedale milanese San Raffaele, non è stata una notte tranquilla visto il riacutizzarsi dei dolori al collo. E proprio per questo Berlusconi si è risvegliato con il mal di testa. In ospedale, secondo quanto si apprende da fonti interne, il premier è ancora "sotto osservazione e sotto accertamenti" e si valuta la possibilità, diversamente da come previsto ieri, di non dimetterlo oggi. Il suo ritorno a casa potrebbe dunque slittare a domani. Un nuovo bollettino medico sulle condizioni del presidente del Consiglio sarà comunicato oggi giornalisti attorno alle 17 da Alberto Zangrillo, primario di anestesia e rianimazione al San Raffaele e medico di fiducia del premier.
"La giornata del Presidente del Consiglio è iniziata con la lettura della corposa rassegna stampa arrivata prima delle sette da Palazzo Chigi". quanto ha detto il sottosegretario Paolo Bonaiuti ai microfoni di Sky Tg24. "La notte - ha continuato il Sottosegretario - è stata un po' più travagliata, si sono riacutizzati i dolori al collo: evidentemente sono gli effetti del durissimo colpo di domenica. Ieri sera il Premier ha guardato "Ballarò" che non gli è piaciuto. Ha ricevuto la visita dei giocatori Seedorf e Thiago Silva e la telefonata di Obama che gli ha fatto gli auguri per una rapida guarigione". Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha inoltre rivelato che Berlusconi "non ha commentato il dibattito alla Camera perchè abbiamo cercato di tenerlo lontano dalla bagarre politica. Deve restare a riposo per almeno due settimane e se non cominciamo subito a tenerlo a freno poi sarà davvero impossibile".
"Desidero rinnovare al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, quanto espresso nel telegramma inviatogli all'indomani della vile aggressione subita, esprimendogli la più sincera e affettuosa solidarietà, rinnovandogli la vicinanza del mondo dello sport e inviandogli i più calorosi auguri di pronta guarigione con auspicio di un immediato ritorno alle funzioni politiche e sociali". Lo ha detto il presidente del Coni, Gianni Petrucci, nel corso del consiglio nazionale tenuto oggi a Roma.
Il gip di Milano Cristina Di Censo ha convalidato l'arresto di Massimo Tartaglia, l'uomo che ha ferito il premier Silvio Berlusconi domenica sera in piazza Duomo, e ne ha disposto la custodia cautelare in carcere. Il gip non ha dunque accolto la richiesta della difesa di trasferirlo temporaneamente, in stato di detenzione, in un ospedale psichiatrico. Tartaglia si trova ora a San Vittore nel centro di osservazione neuropsichiatrica. Secondo il gip c’è il rischio di reiterazione del reato. Per ora non c’è nessuna perizia psichiatrica. Inoltre il gip ha tenuto conto della necessità di completare le indagini tuttora in corso ed ha dunque ravvisato anche la sussistenza del rischio di inquinamento delle prove. Nel provvedimento del gip che ha convalidato l'arresto e ha disposto la custodia cautelare in carcere di Massimo Tartaglia, è stato anche ordinato il monitoraggio psichiatrico costante dell'uomo: è stato anche confermata la necessità che Tartaglia venga sorvegliato a vista.

domenica 13 dicembre 2009

Milan-Palermo 0-2

Pato in panchina per un lieve affaticamento muscolare all'adduttore; al suo posto Abate. In difesa, spazio a Favalli preferito a Kaladze nel ruolo solitamente coperto da Thiago Silva. Queste le due novità di formazione per il Milan, che si congeda per il 2009 dal pubblico di San Siro con la gara contro il Palermo. Rosanero in campo con Liverani al posto dello squalificato Migliaccio; in avanti, Simplicio, Cavani e Miccoli.
La prima vera occasione della partita è per il Palermo: al 3', servito splendidamente da Miccoli, Cavani chiude troppo il destro che si spegne di pochissimo alla destra di Dida. Pochi secondi dopo ancora i rosanero in avanti: Dida è costretto a respingere con i pugni la conclusione molto tesa dalla distanza di Bresciano. Ottimo l'avvio di partita della squadra di Delio Rossi. Ma anche il Milan è pronto ad uscire: il risultato è che sono molto intensi i primi dieci minuti di gara, praticamente senza interruzioni.
Milan vicinissimo al gol al 17': Ronaldinho serve benissimo Seedorf inseritosi in area di rigore, suggerimento palla a terra di Clarence per l'accorrente Borriello che manca l'aggancio di un soffio a due passi da Sirigu. Al 19' corpo a corpo in area tra Borriello e Kjaer, l'arbitro Bergonzi assegna un calcio di punizione a favore del Palermo. Grande opportunità per il Palermo al 29': buon lavoro di Cavani che apre sulla sinistra per Bresciano, ma il centrocampista apre troppo il diagonale: la palla finisce sul fondo. Altro pallone che esce di un niente è per il Milan al 32': Ronaldinho inventa, Borriello apre troppo il diagonale che si spegne alla sinistra di Sirigu.
Nessun cambio tra il primo e il secondo tempo. Ma il Palermo va in vantaggio subito al 4' della ripresa, con il gran tiro di destro leggermente deviato da Zambrotta: nulla da fare per Dida. E allora ecco il cambio tra le fila rossonere per cercare più incisività in area di rigore: dentro Pato per Abate. Al 7' Borriello prova a dare la scossa ai suoi: pronto al colpo di testa, Bovo lo anticipa di poco. Pochi minuti dopo dal limite mira il secondo palo ma la palla viene deviata in angolo. Al 10' occasione per i rosanero: Cassani mette in mezzo, Dida esce a vuoto disorientando Simplicio che non riesce a raccogliere il suggerimento del compagno. Ed è proprio Simplicio oggetto della prima sostituzione di Delio Rossi: al suo posto entra Pastore. Pastore che mette lo zampino nell'azione del gol del raddoppio rosanero: Miccoli salta Antonini in scivolata, appoggia per Pastore che, al momento del tiro, viene ostacolato da Ambrosini, la palla finisce tra i piedi di Bresciano che di forza insacca.
Palermo micidiale in contropiede al 21' con Cavani che riesce ad andare al tiro ma il pallone finisce di poco sul fondo. Secondo cambio per i siciliani: entra Budan, esce un particolarmente ispirato Miccoli. Ora sono due le punte "pesanti" di Delio Rossi. Leonardo risponde con Inzaghi, che entra ad affiancare centralmente Borriello, al posto si Seedorf. Ora sono quattro le punte rossonere in campo, mentre il centrocampo si alleggerisce ulteriormente.
Occasionissima per il Milan al 30': Ronaldinho al centro per Ambrosini, cross per Inzaghi che gira bene di testa indirizzando verso l'angolino basso alla sinistra di Sirigu, ma il portiere rosanero ci arriva. Ultimo cambio per il Milan: esce un ottimo Ambrosini per un più fresco Flamini. Al 40' il nuovo entrato si rende pericoloso con un bolide dalla distanza che Sirigu riesce a respingere di pugno. Ancora una buona respinta di Sirigu su Zambrotta al 43' sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Ronaldinho.
Si chiude con il Milan all'attacco e il Palermo in difficoltà il 2009 casalingo rossonero: peccato per il risultato perchè l'occasione di avvicinarsi ancora di più alla capolista poteva essere davvero importante. Milan un po' troppo confusionario ma certamente non una pessima partita per la squadra di Leonardo, che interrompe così la striscia positiva di 13 turni utili consecutivi tra campionato e Champions League. Ronaldinho e Ambrosini forse i migliori in campo tra i rossoneri.

sabato 12 dicembre 2009

Leonardo: "Non c'è gelo con i senatori"

Per le condizioni di Thiago Silva siamo felici perché non è una cosa così grave come si pensava". Leonardo lo rivela alla vigilia della sfida interna con il Palermo e ipotizza addirittura come rientro la sfida di Firenze. Una notizia che era stata anticipata in mattinata da Adriano Galliani. Sui rosanero una certezza: "E' un avversario da prendere con le molle. Affrontiamo una squadra che gioca ottimo calcio, ma ci teniamo a vincere davanti alla nostra gente. La gestione Delio Rossi? Sicuramente l'identità è la stessa; il Palermo ha giocatori duttili e versatili. Dovremo fare molta attenzione. E' squadra dinamica e veloce". Milan secondo a quattro lunghezze dall'Inter. Ma non parlategli di scudetto. "La sconfitta a Torino sinceramente non cambia tanto. Mancano troppo partite. Ma la nostra liena non cambia: concentrazione e gioco ad alto livello per non perdere il passo. Quattro punti invece che sette è meglio. Non posso negare che il fatto di essere tutti vicini dà maggiore entusiasmo e il campionato è più emozionante, ma manca ancora tanto".
Pentito per avere impiegato Ambrosini e Thiago Silva a Zurigo? Col senno di poi è troppo facile. Spiega: "Ambro ci teneva anche se aveva avuto un problema virale. Analizzando tutto avevo pochi giocatori a disposizione; anche Kaladze aveva problemi; perfino Ronaldinho e Pato. A livello psicologico è stata una partita strana contro un avversario senza obiettivi che ci aveva battuto. Per niente facile".
Aria serena, anche se il tecnico è alle prese con scelte difficili. Come con i senatori Gattuso, Inzaghi e Abbiati, che per varie motivazioni hanno trovato pochi spazi. "Gattuso non è ancora disponibile per domani ed è stato infortunato. Sinceramente non c'è niente da dire in più rispetto a quello che tutti già sanno. Il rapporto con lui, con Inzaghi e Abbiati, visto che si parla di malumore, gelo, credo che all'interno del nostro ambiente non ci sia. Chiedete a loro e vi diranno che sanno tutto quello che penso io. Abbiati è stato fuori, ha trovato prima un grande Storari, poi Dida, sta recuperando e per giocare il percorso non è ancora completo. A Inzaghi spiego tutto; sta bene, corre e dice sempre di avere grande voglia. Avrà le sue chance come gli altri compagni di reparto". Nessuna preferenza sul sorteggio di Champions: "Non so, vedremo: in teoria - risponde ironico e realista - lo Zurigo è più facile del Real Madrid...".

martedì 8 dicembre 2009

Zurigo-Milan 1-1

Uno dei Milan più inguardabili della stagione (probabilmente inferiore a quello visto a Livorno) ottiene la promozione agli ottavi di Champions League grazie a uno striminzito 1-1 con lo Zurigo, ma sopratutto al 3-1 ottenuto a Marsiglia dal Real Madrid che vince il girone. Dominati nel primo tempo e sotto di un gol, i rossoneri agguantano il pari al 64' con un rigore trasformato da Ronaldinho, assegnato per un fallo su Borriello di Rochat, espulso nella stessa azione dall'arbitro portoghese Proenca. Misteri del calcio: il Milan che conquista 4 punti su 6 con il Real, concede la stessa posta alla mediocre squadra di Challandes che nella sua umiltà mette in evidenza crepe evidenti nel gioco rossonero, forse inadatto in un palcoscenico come quello europeo. Secondo nel gruppo, ora il Milan rischia nel prossimo turno in avversario di grido. Leonardo aveva promesso faville con il suo modulo preferito e la velocità sulle fasce di Abate e Antonini. Di fronte c'era lo Zurigo. Sempre lo stesso; quello che vinse all'andata 1-0. Settimo nel campionato svizzero a dieci squadre. Ma è stato il Milan a essere diverso. DIverso da quel 30 settembre, ma anche diverso da quello ammirato sabato contro la Sampdoria. E' infatti insospettabile il primo tempo dei rossoneri che partono con passo disinvolto e un ritmo inadatto per un torneo come la Champions League. L'atteggiamento del Milan è un pugno nello stomaco. Improbabile e sprovveduto che al 20' deve anche fare i conti con l'infortunio di Thiago Silva, impareggiabile spalla sinistra di Nesta. Entra Kaladze.
Dopo avere cercato il gol con Pato, il Milan per poco non subisce quello dello Zurigo con Nikci: bel sinistro di poco a lato. I rossoneri si fanno imbrigliare dalla pochezza delll'avversario che con il passare del tempo prendono coraggio e provano a spventare cotanto avversario. Lo sconcerto è tale perché, eccetto Dida e Nesta e il tentativo di Abate e Antonini di cercare spazi sulle fasce, la squadra di Leonardo è assente a centrocampo. Seedorf non riesce a dialogare con Ronaldinho, mentre Ambrosini, evidentemente non al meglio, fatica e perde molte palle. Troppo gli errori in fase di rimessa e per lo Zurigo tutto diventa facile. Incredibile la capacità del Milan di trasformare lo Zurigo in Barcellona; sorprendente la facilità con cui gli svizzeri arrivano davanti a Dida. Al 25' Alphonse spreca malamente in tribuna solo davanti a Dida, mentre Kaladze arranca alle sue spalle. Segnale evidente, sirene spiegate. Il gol infatti arriva puntuale al 30'. Su punizione: un capolavoro di Gajic che si infila nel sette alla destra di Dida. Meritatissimo. E potrebbero essere due, perché al 35' Okonkwo libero al limite obbliga Dida alla prodezza. E dilagano le paure. Pareggiare potrebbe anche non bastare e con l'eliminazione che penzola come una spada di Damocle sulla sua testa il Milan prova a rialzarla nella ripresa che inizia senza cambi.
Con quattro giocatori in difesa e cinque a centrocampo, lo Zurigo chiude le porte al Milan che però guadagna molti metri. Al 5' potrebbe anche pareggiare, ma Leoni in tuffo allunga la mano e dice di no al bellissimo tiro angolato di Ronaldinho. Ma è evidente, pur dominando nel possesso palla, l'assenza di lucidità e continuità nel gioco. I rossoneri poi sono costretti a rinunciare ad Ambrosini, vittima nei giorni percedenti al match di una colica. Il capitano molla il colpo e lascia a Flamini. Triste, anche se costantemente in attacco, il Milan trova il pareggio al 19'. Borriello che si appresta a tirare dall'altezza del dischetto, viene steso da Rochat. Rigore ineccepibile e cartellino rosso per lo svizzero. Ronaldinho implacabile infila alla sinistra di Leoni. La superiorità numerica potrebbe spalancare le porte ai rossoneri, ma la stanchezza non gioca a favore del Milan. Con le orecchie tese su Marsiglia, Leonardo regala gli ultimi minuti a Inzaghi che rileva Borriello, poco incisivo, ma allo stesso tempo decisivo in occasione del rigore. Il 3-1 di Cristiano Ronaldo al Velodrome riappacifica gli animi e con le certezza degli ottavi in tasca i rossoneri concludono al piccolo trotto. Agli ottavi servirà ben altra prestazione.

domenica 6 dicembre 2009

Pato: "Abbiamo fatto una grande partita"

Alexandre Pato è un ragazzo felice. Il suo Milan da spettacolo e lui in coppia con il grande amico Ronaldinho segna e fa sognare. Alla vigilia della partenza per Zurigo il bomber rossonero commenta così il bel momento rossonero:
"Il nostro segreto è il grande gruppo, siamo tutti molto legati. Quando arrivai al Milan mi dissero che entravo in una grande famiglia ed oggi posso realmente dire che tutto questo è vero. Siamo uniti e formiamo una grande squadra e abbiamo tutti voglia di dare qualcosa. Prendete il mio amico Antonini, ieri contro la Samp ha fatto una grandissima partita, ad inizio stagione aveva sofferto, adesso deve darci una mano anche contro lo Zurigo. In Svizzera giochiamo una partita fondamentale ma sono sicuro che questo gruppo parte per vincere e con la voglia di fare una grande prestazione".

Alexandre Parla poi della sfida con la Sampdoria:
"Abbiamo fatto una grande partita, nel primo tempo siamo stati micidiali e abbiamo colpito l'avversario con tre gol in grandissima velocità, poi nel secondo tempo abbiamo amministrato bene la gara con un ottimo possesso palla. Mister Leonardo ci aveva spiegato bene come affrontare l'avversario consigliandoci di giocare larghi vicino alla linea. Ci siamo allenati benissimo per tutta la settimana e nella partita abbiamo raccolto i frutti del nostro lavoro. Io segno e sono felice, esultare davanti ai nostri tifosi è incredibile, una grande emozione. Noi giochiamo anche per loro perchè sappiamo che se il loro sostegno sarà sempre maggiore noi stessi faremo grandi cose. Dove preferisco giocare? In questo Milan non fa differenza, io voglio solo giocare e se lo faccio a sinistra o a destra non cambia nulla. In questo Milan mi diverto e sono felice".

sabato 5 dicembre 2009

Milan-Sampdoria 3-0

Dieci partite utili consecutive; cinque partite vinte di fila. Cosa deve fare di più il Milan per sperare in un clamoroso aggancio al primo posto? Non ditelo a Leonardo. L'allenatore rossonero ama il basso profilo e mantenere il passo. Giocare e divertirsi: i conti si fanno alla fine. Sarà, ma il 3-0 con cui i rossoneri fanno fuori, o sarebbe meglio dire annientano, la Sampdoria, è l'eloquente manifesto del Milan-fantasia. Sulla sfida di San Siro pesa l'inconsistenza dei liguri; impalpabili quanto irriverenti. Chissà, magari soggiogati da un Milan che si diverte da matti e non perde mai la concentrazione, anche quando la partita è chiusa. Senza Palombo la Sampdoria perde intellligenza tattica e guida saggia. Lugi Delneri lo sostituisce con Tissone, confidando in una serata di grazia di Cassano, leggermente arretrato rispetto a Pazzini. E' la variante fondamentale dei blucerchiati, contro un Milan che non cambia profilo: Seedorf sempre alle spalle di Pato, Borriello e Ronaldinho e Antonini piazzato alla sinistra della difesa, con spostamento a destra di Zambrotta. Lo sbilanciamento è a favore del Milan che nello spazio dei primi 23 minuti si trova in vantaggio di tre gol. Lo sconcerto è totale, perché la prima zampata arriva dopo 62 secondi. I rossoneri divorano con velocità e tecnica la blanda opposizione blucerchiata. Splendido il gesto di Antonini che sradica la palla nella sua trequarti e lancia Ronaldinho. Il Gaucho si invola e inventa un assist geometrico per Borriello che infila di testa.
Tutto frutto di un entusiasmo che all'indomani del derby sembrava fantascienza. Spettacolare e costruttivo, il Milan guidato da un Pirlo stratosferico e un Ronaldinho che sembra volare su cuiscinetti d'aria raddoppia al 21' con Seedorf. L'assist è ancora di Dinho che pesca l'olandese al limite. Il piatto sinistro sotto la traversa dell'orange è sublime. Samp stramazzata al suolo. Nemmeno il tempo di respirare e arriva il 3-0 di Pato: l'assist questa volta è di Borriello; stop di petto del "Papero" che si vede respingere da Castellazzi, per poi ribadire in rete. Arrendevoli e senza un minimo di personalità, Cassano e compagni subiscono il Milan che ovviamente abbassa il ritmo e fa girare la palla, esaltando le sue qualità. E' come giocare sul velluto. Attaccare sulle fasce è come passare la lama del coltello nel burro; mirare in porta un gioco da ragazzi. Inutile la mossa Lucchini al posto di Mannini per dare più copertura, mentre nel Milan Ronaldinho cede il posto ad Abate per un lieve problema muscolare; mossa precauzionale in vista della delicata trasferta di Zurigo. Ma utile anche in vista di martedì, perché con Zambrotta squalificato, sarà padrone delle fasce con Antonini.
Che fine ha fatto la Samp di inizio campionato? Sfilacciata e praticamente allo sbando, subisce il torello del Milan che abbassa il ritmo e tende a non infierire. Delneri cerca di scuotere il gruppo inserendo Semioli per Padalino, ma Il 3-0 trasforma inevitabilmente la ripresa in un allenamento, anche se il poker viene sfiorato a più riprese ed evitato da Castellazzi. C'è spazio anche per Flamini e Huntelaar; comparsate, niente di più. La notizia? Il primo tiro della Samp verso la porta rossonera lo effettua Tissone al 38'. Basta e avanza. E il Milan vola.

venerdì 4 dicembre 2009

Galliani: "Il Milan non è un albergo"

"Non mi risulta che Gattuso voglia andare via; si sta curando. Il Milan non è un albergo dove si fa il chek-out e poi si va via". A parlare è Adriano Galliani in Lega. L'a.d. rossonero insomma non le manda a dire. "Non mi risulta che il Manchester City sia interessato a lui. Ho anche parlato con Ancelotti e Rino non è nei suoi piani. Gennaro lo sa, lui vuole guarire. Poi ha due strade: o allungare con il Milan o partire e quindi prendere una decisione tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio" aggiunge. Galliani preferisce concentrarsi sulla sfida di domani a San Siro: "Con la Samp dobbiamo prendere i tre punti e poi Juve e Inter facciano quel che vogliono". Leonardo è ottimista. Dei botta e ruisposta tra il gicoatore e il dirigente ha una sua teoria. "Non vedo problemi; è normale che ci sia dialettica. Voglio che rimanga, è una risorsa importante. Ma credo che debba recuperare e trovare tranquillità. Al momento giusto l'argomento verrà affrontato. Ma noi vogliamo che il rapporto vada avanti". Ma c'è Milan-Sampdoria. Per Leonardo la tentazione è grande, ma la continuità non ha prezzo. Il brasiliano non avrebbe mai immaginato il 4 di dicembre di trovarsi al secondo posto in campionato, con gli ottavi di Champions a portata di mano e cinque prime donne da gestire in attacco. Il tecnico rossonero, con Inzaghi squalificato, domani con la Samp avrà un problema in meno da gestire, anche se è quasi certo che tra Pato e Ronaldinho verrà confermato Borriello, nonostante la doppietta di Klaas Jan Huntelaar a Catania. Ma l'olandese, al pari di Thiago Silva, è da valutare. Un piccolo problema fisico che sarà esaminato in giornata. Ma ben venga l'abbondanza: "La cosa bella è avere l'alternativa - sostiene -. Tutti e cinque possono trovare bene".
Leo non guarda la classifica. "Dobbiamo mantenere sempre lo stesso profilo. Abbiamo fatto un filotto importante di rusiltati, ma la classifica è corta; tra noi e il decimo posto ci sono pochi punti. Ripeto, i conti li facciamo alla fine. Noi dobbiamo restare in zona per lottare". Sull'Inter solo elogi: "Ha avuto pochi cali, pochi risultati negativi. E' una squadra solida. Noi abbiamo fatto punti e siamo migliorati. Dobbiamo restare aggrappati alla nostra posizione e arrivare così alla fine e se ci sarà da lottare ci proveremo"
La Samp (senza Palombo) in crisi? Leo non ci crede: "Per me ha voglia di ritrovarsi, niente meglio che con noi. Mi aspetto una partita difficile, perché quella di Delneri è una squadra ben organizzata". Poi tutti davanti alla tv a vedere il big-match. "Io tifare Juve? Giuro, non ci penso tanto, perché credo che non sarà determinante. Determinate sarà semmai il nostro gioco, la nostra mentalità". Dopo la Samp la sfida decisiva in Champions con lo Zurigo. Leo deve fare i conti con gli infortuni. "Siamo un po' contati. Zambrotta sarà squalificato in Coppa; spero di recuperare almeno uno fra Jankulovski e Bonera. Dovrò fare molti calcoli". Leonardo parla anche di Antonio Cassano in merito al tormentone sulla convocazione in Nazionale e in riferimento ad alcune dichiarazioni del c.t. Marcello Lippi. "Se Galliani mi dicesse prendiamo Cassano? Chiunque vorrebbe un giocatore con così tanta classe e personalità. È bello avere a che fare con campioni del genere, belli da vedere quando giocano".
Leo non si sbilancia; preferisce tenersi dentro tutto. E già pensa a come far giocare Beckham, "potrebbe dare contributi importanti in tanti ruoli; non in difesa, ma lì vicino". E anche al Brasile: "Io commissario tecnico? Non è un obiettivo, ma pensare al Mondiale del 2014 a casa mia...non faccio progetti; gli ultimi accadimenti al Milan lo testimoniano".

giovedì 3 dicembre 2009

Galliani a Gattuso: "Resta"

Adriano Galliani, ospite ieri alla presentazione della nuova campagna pubblicitaria della Gazzetta, da una parte rincuora Gennaro Gattuso, dall'altra gli rimette la palla sui piedi. "La stima del Milan nei suoi confronti è tale che è pronto per lui un rinnovo contrattuale, in modo che possa chiudere la carriera da noi. Non ha ancora risposto alla nostra offerta, ci incontreremo ancora, mi auguro che accetti". Se al momento Gattuso è infortunato, Massimo Abrosini è fra i protagonisti dei ritrovati fasti rossoneri: "Non c'è bisogno di sbandierare l'obiettivo. Non ci si nasconde se uno non ne parla, se sei il Milan vai in campo sempre per vincere". Parole di Massimo Ambrosini, che commenta l'ottimo momento del Milan e le ambizioni dei rossoneri, secondi e staccati di 7 punti dall'Inter ma in netta crescita. "Siamo consapevoli di vivere un momento molto positivo, ma altrettanto consapevoli che per provare ad avere la meglio sull'Inter dovremo migliorare ancora. Secondo me - continua il capitano rossonero in un'intervista rilasciata a Sky Sport 24 - questa squadra ha delle potenzialità che non sono state espresse e ampi margini di miglioramento". Dopo un avvio difficile, complicato dall'addio di Kakà e dall'approdo in panchina di un tecnico giovane e inesperto come Leonardo, il Milan sta ingranando la marcia giusta, ma per Ambrosini "se vogliamo competere con Inter, Juve e tutte le squadre che lottano per il titolo dovremo migliorare tanto. L'Inter ha una mentalità che le permette di essere al vertice da tanto tempo, e anche quello che stanno facendo quest'anno è da squadra che vuole vincere il campionato. Bisogna sperare di vincere quanto loro e sperare anche che loro ne perdano qualcuna...". Al di là dei propositi tricolore, il Milan adesso diverte il suo pubblico: Leonardo ha trovato la formula giusta, sicuramente spregiudicata con Seedorf, Ronaldinho, Pato e Borriello contemporaneamente in campo, ma fin qui efficace. Non si spiegano altrimenti i 19 punti conquistati nelle ultime 7 partite. "In questo momento - concorda Ambrosini - questa squadra può divertire, giocare bene o male, rischiare, prendere 3 gol col Cagliari e farne 4. È un pò più viva, c'è un modo diverso di giocare rispetto al passato e il modulo è cambiato". Cambiato il modulo ma anche il modo di stare in campo dei vari giocatori, Ambrosini compreso. «Quel che mi viene richiesto è diverso, ma Leonardo aveva in testa di giocare così già a inizio campionato. Poi l'abbiamo un pò accantonata ma l'idea era quella, eravamo positivi e volevamo applicarla. Il nuovo modulo - conclude - è stato riproposto a stagione in corso e ne abbiamo beneficiato tutti. Il cambiamento ha ridato energia alla squadra".

martedì 1 dicembre 2009

Messi pallone d'oro

Lionel Messi ha vinto il Pallone d'oro 2009. Il fuoriclasse del Barcellona e della nazionale argentina si è aggiudicato il trofeo, che premia il miglior giocatore in attività, conquistando 473 punti sui 480 possibili. Secondo, con 233 punti, Cristiano Ronaldo e terzo Xavi, il centrocampista anche lui del Barcellona, con 170 punti. Quarto Iniesta. Quinto Samuel Eto'o, primo classificato tra i giocatori in attività nel nostro campionato mentre nessun italiano si è piazzato nei principali 30. Messi corona una stagione da favola che lo ha visto trionfare in Champions League e realizzare complessivamente 38 gol tra Liga, Coppa del Re e Champions.Onestamente sapevo di essere tra i favoriti - ha dichiarato l'argentino dopo l'ufficializzazione della scelta -, perché il Barcellona ha avuto un anno pieno di risultati nel 2009. Ma non mi aspettavo certo di vincere con un margine così ampio. Il Pallone d'oro è molto importante per me: tutti i giocatori che l'hanno conquistato erano dei grandi e ci sono stati anche grandi campioni che non l'hanno mai vinto". E' il sesto giocatore del Barça a conquistare il trofeo ed è il terzo più giovane dopo il brasiliano Ronaldo e Michael Owen. Messi succede così a Cristiano Ronaldo, battuto domenica nel "clasico" tra i catalani e il Real Madrid.
"Questo premio per me è un grande onore e il fatto di essere il primo argentino a vincerlo mi emoziona molto - ha èproseguito Leo -. Dedico questo successo alla mia famiglia che mi è sempre stata vicina nel momento del bisogno. Adesso il difficile è confermarsi, non sarà facile ripetere il 2009". Ultima battuta per la sua Argentina che disputerà i Mondiali del Sudafrica dopo una qualificazione molto sofferta. "E' stata dura - ha ammesso -, abbiamo avuto molte difficoltà ma eravamo convinti che avremmo comunque ottenuto la qualificazione".

Galliani: "Mai paragonato Huntelaar a Van Basten"

E dopo i salti di gioia è giunto il giorno delle precisazioni. Adriano Galliani è infatti tornato a parlare dell'insoddisfazione di Rino Gattuso e di Klaas Jan Huntelaar, protagonista a Catania. Capitolo pirmo, il centrocampista rossonero. "Non entriamo in nessun mercato per Gattuso, che credo resterà al Milan perché questa è la mia speranza e la convinzione della società - ha ribadito l'amministratore delegato rossonero -. È chiaro che i calciatori soffrono a non giocare, ma bisogna avere una rosa importante per affrontare le coppe europee, ed è evidente che c'è un certo turn-over". I malumori di Gattuso suonano come nota stonata in un periodo decisamente positivo per il Milan: a Catania si è sbloccato anche Klaas Jan Huntelaar, autore di una doppietta nel recupero della gara. "Confidavamo nelle qualità di questo ragazzo, che sono esplose l'altra sera e benissimo. Però - precisa Galliani - non ho mai detto che Huntelaar è come Van Basten, ho soltanto detto che il secondo gol, bellissimo, è un gol alla Van Basten". E la chiosa è eloquente: "Per arrivare a Marco ce ne vuole molto...".

lunedì 30 novembre 2009

Galliani: "Grande Milan ma straordinaria Inter"

Neanche dopo la vittoria di ieri sul Catania e la conquista del secondo posto Adriano Galliani si lascia andare all'entusiasmo: "Il Milan ha un buon rendimento, ma davanti c'è un'Inter straordinaria. Abbiamo sogni, come tutti. Ma non siamo l'anti di nessuno. Non siamo l'anti-Inter". Intervistato a "La politica nel pallone" su GR Parlamento, il vicepresidente del Milan ha fatto il punto sul momento della sua squadra, tornata a livelli d'eccellenza dopo un tormentato avvio di stagione. — "Nelle ultime 7 gare abbiamo vinto 6 partite e ne abbiamo pareggiata una senza recuperare punti. Non abbiamo tormenti, pensiamo solo alla nostra squadra. I nostri 28 punti, come i 27 della Juve, sembrano pochi perché davanti c'è un'Inter straordinaria. Abbiamo perso occasioni all'inizio del torneo? Abbiamo avuto buona sorte in altre circostanze. Ieri abbiamo segnato due gol dopo il 90', a Napoli ne abbiamo subiti 2 nel recupero. Il nostro campionato è diviso in due parti: 9 punti nelle prime 7 partite, 19 nelle seconde 7". Ma la giornata di sabato potrebbe costituire segnare una svolta: il Milan ospiterà la Samp, reduce da un derby tutt'altro che brillante, ma soprattutto a Torino andrà in scena una Juventus-Inter che potrebbe riaprire la stagione: "Dopo la nostra gara con la Sampdoria, se potessi sedermi tranquillo davanti alla tv tiferei Juventus". Una stagione a due volti, quella del Milan, capace di risalire la china dopo una partenza problematica. Il merito di questa trasformazione, secondo il dirigente rossonero, è da attribuire tutto a Leonardo: "Ha cambiato completamente la pelle di questo Milan. Credo che quest'estate abbiamo avuto coraggio. È la prima volta che una big del calcio europeo sceglie come allenatore una persona che non era mai stata in panchina nemmeno nel settore giovanile. Ieri quando è entrato Huntelaar abbiamo cominciato a giocare con un 4-1-1-4. In settimana Leonardo mi ha detto che aveva visto molto bene questo ragazzo, mi fa molto piacere". Parte del merito va anche a due brasiliani, il ritrovato Ronaldinho e Pato: "Ronaldinho gioca con continuitá e sta dando un buon contributo. Non è ancora al massimo ma è un buon Ronaldinho. Pato è incedibile. Ha 20 anni, è molto richiesto. Abbiamo perso Kakà, non possiamo perdere altri giocatori. Abbiamo venduto Kakà al Real Madrid ma siamo andati a vincere al Santiago Bernabeu: una storia molto bella". Tra i pali inoltre è tornato a brillare un altro brasiliano, Nelson Dida: "È fortissimo mentalmente. Può superare qualsiasi cosa, ha una psicologia particolarissima. Con lui abbiamo fatto 3 finali di Champions League vincendone 2: è uno de giocatori che resterà nella nostra storia". Durante l'intervista radiofonica, Galliani ha parlato anche dei recenti episodi di razzismo negli stadi: "Non siamo un paese razzista. Nei nostri stadi si sentono cori di ogni genere contro chiunque, c'è molta maleducazione. C'è una piccola frangia di stupidi, più stupidi che razzisti secondo me". L'altro dibattito tema del momento è quello degli arbitri, soprattutto dopo il clamoroso fallo di mano di Henry costato la qualificazione al Mondiale all'Irlanda di Trapattoni: "Qualcosa va fatto, ci sono troppi errori perché l'occhio umano è così. Siamo esseri umani e non abbiamo venti telecamere. Personalmente sono per la moviola in campo, sono appassionato di basket e sappiamo che c'è l'instant-replay. Nel rugby abbiamo visto che hanno fermato per vedere le azioni. Non capisco perché non possa avvenire tutto questo nel calcio. Mettiamo almeno un arbitro dietro le porte. Avrebbe visto di sicuro il fallo di mano di Henry in Francia-Irlanda".

domenica 29 novembre 2009

Catania-Milan 0-2

Il calcio è follia. Catania-Milan basta e avanza. Mentre i rossazzurri già pregustano la conquista di un punto d'oro con i rossoneri, in pieno recupero, nella più brutta partita della quattordicesima giornata, Klaas-Jan Huntelaar, inserito all'84' al posto di Flamini, infila una doppietta da favola catapultando così la formazione di Leonardo al secondo posto, a sette lunghezze dall'Inter. Fino a quel momento erano prevalsi ritmo blando e tatticismo; viatico per il classico 0-0 che ai padroni di casa avrebbe fatto molto comodo. Gianluca Atzori e Leonardo sono stati compagni di scuola al master di Coverciano per diventare allenatori. Del calcio hanno la stessa visione: velocità applicata alla manovra offensiva. Poi dipende dai giocatori che hai in mano. Ma il tecnico del Catania, pur con molte precauzioni, non si fa spaventare dal colosso e schiera un tridente con Morimoto avanzato rispetto a Mascara e Martinez. L'ordine è chiaro: correre e sfruttare il più possibile il contropiede. Il Milan va invece sulla sua strada: il solito 4-2-1-3 con le varianti Abate e Flamini: il primo in difesa al posto di Oddo, il francese per Pirlo, squalificato.
Tema ben chiaro quello della partita. Il Catania in tutti i primi 45 minuti cerca di mantenere la difesa alta per bloccare alla fonte la manovra rossonera, ma nonostante la frizzante partenza dei rossoneri, ben presto si adegua al ritmo pacato del Milan. Mancano i tempi di Pirlo, le sue verticalizzazioni, i suoi cambi di gioco e a risentirne è la tanto decantata fase offensiva in cui a funzionare sono solo Borriello, sempre pronto a scalare in difesa con successo, e Ronaldinho, che regala numeri incredibili, ma purtroppo fine a se stessi. Pato invece non incide: avulso dalla manovra come è già successo con il Marsiglia. E' il Milan statico che non piace a Leonardo che cerca il gol con conclusioni dalla distanza. Il Catania ha il pregio di coprire bene, diretto da un Carboni irresistibile: autentico direttore d'orchestra della squadra di casa. Ma non bastano le magie di Dinho; nemmeno i recuperi di Ambrosini, tantomeno le flebili intuizioni di Mascara. Catania-Milan sprofonda nella noia. E si riparte con lo stesso ritmo nella ripresa, anche se il Catania cerca di sorprendere un Milan poco tonico. I rossoneri cercano di far valere classe ed esperienza ma senza mai creare problemi ad Andujar. Insomma, catanesi prudenti oltre ogni misura, perché il Milan non sembra in serata di grazia. Primi cambi: nel Catania Izco per Llama, tra i rossoneri Antonini per Zambrotta. La sostituzione fa bene ai siciliani che provano ad alzare il ritmo e ad aumentare il pressing. Nulla di trascendentale, anche se al 25' Spolli si ritrova una palla da trasformare uin oro: la deviaione di testa è troppo debole. Al 29' Inzaghi prende il posto di Borriello, con il compito di creare più profondità. E ci riesce. Ad alzare il tasso qualitativo ci prova anche Huntelaar che rileva Flamini. Ecco quindi una sorta di 4-2-4. Atzori lancia invece Potenza al posto di Mascara per rinforzare la difesa. Ma il vento gira quando meno te lo aspetti. Al 93' Inzaghi appoggia al limite per l'olandesino che di sinistro batte Andujar, beffato un minuto dopo da uno splendido pallonetto ancora dell'orange. L'oggetto misterioso si è tolto finalmente la maschera.

venerdì 27 novembre 2009

L'incontro Gattuso-Galliani

L'atteso incontro Galliani-Gattuso c'è stato. Oggi. Il centrocampista della Nazionale voleva chiarimenti circa il suo futuro. Attualmente è acciaccato, ma nel nuovo modulo di Leonardo, con due soli centroampisti "bassi", Pirlo e Ambrosini, rischia di non trovare spazio. E invece lui vuole giocare con continuità per garantirsi un posto tra i 23 di Lippi per Sudafrica 2010. Non ci sono dichiarazioni ufficiali, ma fonti interne alla società riferiscono di un incontro cordiale e costruttivo. Del resto i due si stimano, non da oggi. Non sono state prese decisioni immediate, e quindi i tifosi del Milan non rischiano di veder partire Ringhio in prestito a breve. Galliani e Gattuso hanno deciso di rivedersi quando l'infortunio del mediano rossonero sarà smaltito completamente. Allora, magari tenendo presente la realtà dei fatti, cioè delle future decisioni tecniche di Leonardo, decideranno insieme quale strada intraprendere nell'immediato futuro. Insomma, se per Gattuso potrà essere ancora rossonero, o meno.

giovedì 26 novembre 2009

Gattuso medita l'addio

Mi chiamo Gattuso e da undici anni sono una colonna del Milan. Come dire, esigo rispetto. Rino la pensa così. Questa mattina il centrocampista rossonero si è lasciato andare e ha risposto a 360 gradi, evidenziando un disagio ormai netto. "Fin quando non ritorno in campo le chiacchiere se le porta via il vento. Spero di far parlare il campo e di recuperare in fretta. Sarei bugiardo se dicessi di essere contento, non lo sono né per il poco utilizzo né per l'infortunio". Questo si chiama malumore. Rino osserva da fuori gli accadimenti, a cominciare dal nuovo modulo che sta portando risultati importanti e che non gli permetterebbe il posto fisso sulla linea mediana. Ergo: meglio migrare, perché a giugno c'è il Mondiale. Non ho parlato con Galliani, ho parlato con Leonardo. Il Milan fino a tre mesi fa era casa mia, lo è ancora - ha esclamato -. Undici anni non si dimenticano. Io mi ritengo una persona vera e quindi è giusto che tiri fuori i miei malumori. Rancore? Il Milan mi paga profumatamente e non ho nessun rancore". Insomma, nessuna voglia di fare polemiche o di far diventare un caso quello che è un suo problema. "Ci dovremo sedere per parlare meglio di me, ma adesso ci sono gare importanti a cui pensare. Quando ci saranno novità lo saprete, prima devo parlare con Galliani" ha aggiunto. E subito l'a.d. rossonero ha comunicato che a breve incontrerà il giocatore.
Tra le possibili destinazioni si era anche parlato di un approdo al Chelsea dell'amico Ancelotti: "Mi sento spesso con lui, ma parliamo della nostra salute e basta. Il mio rapporto con Leonardo? Ho avuto un grande rapporto con tutti gli allenatori perché fa parte del mio carattere, con Leonardo non ho alcun problema, non ho mai litigato, lui deve fare le scelte e lui si 'gioca il culo' ogni partita. Ho un grande rispetto verso di lu". Gattuso rivendica giustamente il suo passato glorioso, ma anche presente e futuro. "Io sono Gattuso e non l'ultimo arrivato. Non devo aspettare che qualcuno giochi male o che qualcuno si faccia male prima di essere utilizzato. Penso di essere ancora forte per giocare a calcio. I Mondiali? Mi sento spesso con Lippi e questo mio stato d'animo non dipende dai Mondiali. Ne ho sentite di cotte e di crude, ma il c.t. mi ha assicurato che mi porterà anche se dovessi giocare poco". E Pirlo e Ambrosini? Sono gli amici e compagni di sempre, anche se in questo momento sono ghli intoccabili titolari. "Stanno giocando molto bene, ho grande rispetto per loro ma io devo confrontarmi con il mio stato d'animo e ci devo convivere. Io mi sento ancora forte e mi spiace non poterlo dimostrare" ha concluso Ringhio.

mercoledì 25 novembre 2009

Milan-Marsiglia 1-1

Un punto solo, mentre il Real Madrid vola a dieci ipotecando la vittoria nel girone. Il Milan non va al di là dellì1-1 contro il Marsiglia rimandando notizie sulla sua qualificazione all'8 dicembre quando affronterà fuori casa lo Zurigo. Risultato a conti fatti da accettare senza rimpianti, dopo il finale al fulmicotone dei francesi che sfiorano la vittoria con tanto di palo. Un risultato che è figlio dell'impostazione voluta da Leonardo con giocatori che sanno garantire la loro efficacia solo in fase offensiva, rischiando poi l'inverosimile in quella difensiva. Squadra folle e vincente infatti non si cambia. Leonardo si sta divertendo. L'ossessione del Brasile '82 ormai si è così impossessata di lui da non poterne più fare a meno. Al Marsiglia di Didier Deschamps oppone la stessa formazione che ha battuto il Cagliari, ma con una variante fondamentale: Nesta al posto di Kaladze. Per i francesi un avversario ben diverso da quello che vinse al Velodrome con una doppietta di Inzaghi. Ma Deschamps non bada a spese e rilancia con gli stessi crismi: velocità, pressing, raddoppi. Squadra alta e spesso sbilanciata, affida le sue giocate a un 4-3-3 con un tridente composto da Abriel, Brandao, Niang. Ma ad aprire le danze al 6' è il Milan con un'azione devastante. Bella la proiezione in area di Zambrotta che incontra sulla sua strada Mandanda; sulla respinta arriva Boriello, ma Diawara devia in angolo il violento tiro del centravanti. Bel biglietto da visita dopo alcuni minuti dedicati allo studio degli avversari. E' il Milan che piace a Leonardo. Così offensivo e sfacciato da trovare sull'onda dell'entusiasmo il gol del vantaggio. Borriello, che sembrava destinato alla panchina per lasciare posto a Inzaghi, irrompe in area al 10', si mangia Heinze e di piatto sinistro infila fra le gambe di Mandanda. Lo splendido gol meriterebbe ben altra considerazione da parte dei compagni rossoneri che, ben presto, spezzano l'equilibrio fra attacco e difesa. Chiedere a Niang: una saetta. Apre i corridoi; ci si infila dentro che è una bellezza; arma letale per la fragile retroguardia rossonera. L'allarme lo lancia e al 16', dopo avere saltato Oddo, spara dentro. Dida devia come può, ma sui piedi di Lucho che sfonda e pareggia. Al 19' ancora Lucho cerca la prodezza dalla distanza. Alto di pochissimo. E al 24' Dida para in due tempi il botto di Niang. Insomma c'è più Marsiglia, mentre il Milan ha l'affanno e deve anche sostituire Oddo per infortunio. E' il 28', tocca ad Abate. Abili le mosse di Deschamps che piazza i suoi come pedine su una scacchiera. Pato e Ronaldinho non trovano spazi, anche se Thiago Silva mette sui piedi di Borriello una palla strepitosa che va a sbattere su Mandanda, senza dimenticare al 38' il pallonetto di Pato che sfiora la traversa con la porta vuota. Stessi uomini. E cuore in gola. Il Marsiglia può permettersi di attendere e sfruttare le sue ali veloci nel contropiede, sfruttando la mancanza di collegamento fra i reparti rossoneri. Il Milan che ha bisogno dei tre punti come il pane per conquistare la leadership in classifica, alza il baricentro e affida il suo destino ai piedi di Ronaldinho. Il Gaucho macina gioco, dispensa palle, ma avrebbe bisogno dell'aiuto di altri solisti. Ma non è serata per Seedorf, tantomeno per Pirlo: flosci e poco ispirati. Magico al 16' il tacco splendido di Dinho che pesca Borriello: sinistro radente, ma poco potente che si perde a lato. E' il momento migliore dove occorre capitalizzare. Ma il Marsiglia impiega poco a capovolgere il fronte e al 20' sfiora il vantaggio con Brandao che scheggia la traversa da posizione ravvicinata. Deschamps al 21' cambia: dentro Konè per Lucho; mentre al 28' scocca il minuto di Ben Arfa (fuori Niang). Leonardo non si adatta e sbaglia. Il Marsiglia ci prova e spaventa San Siro. Il Milan invece è più sporadico, ma al 37' getta via la palla del 2-1. Al 38' il cross del solito Ronaldinho viene smorzato di testa dall'ariete per eccellenza Borriello; un errore pazzesco. Dietrofront ed è Abate a fare il miracolo spedendo in angolo la palla che Koné sta per calciare a rete. Ma arriva anche il palo di Diawara, a dimostrazione di quanto sia facile arrivare a Dida. Ma finisce 1-1. A Zurigo servirà usare la testa.

domenica 22 novembre 2009

Leonardo: "Poco equilibrio ma tanto carattere"

L'Inter? Di un altro pianeta. Leonardo non fa fatica ad ammetterlo. Ciò che conta è mantenere il passo, anche se il gap dai nerazzurri, nonostante i 16 punti conquistati nelle ultime 6 partite, è rimasto intatto. "L’Inter è forte - afferma con molto realismo - e il Milan viaggia a livelli altissimi". Ma aggiunge che "il campionato è molto competitivo e la classifica è corta". Il tecnico comunque gongola, anche se non dimentica l'equilibrio: quello che permetterebbe alla squadra di non soffrire maledettamente a ogni partita e che eviterebbe di subire molti gol. Lo ammette: "Se avessimo equilibrio saremmo perfetti; noi giochiamo sempre nello stesso modo in ogni situazione. Hanno segnato tutti e quattro gli attaccanti. E’ vero che abbiamo avuto difficoltà a difendere e a coprire, ma è una cosa che sappiamo. Questa è una squadra che ha imparato a soffrire e a recuperare lo svantaggio velocemente". "Abbiamo ribaltato il risultato velocemente, e di questo sono contento. Il Cagliari vinceva da quattro partite e non prendeva gol da tre. È sempre una specie di gioco a scacchi, e oggi è venuta fuori una partita straordinaria" aggiunge. A Leonardo è piaciuto molto il gol di Pato: "È stato meraviglioso, non solo per il gran tiro, ma anche per l'azione, sul corto, contro una difesa schierata in un momento molto difficile della partita". Elogi anche a Ronaldinho: "Sta giocando molto bene per tanti motivi, anche per la posizione che ha in campo. L'equilibrio in fase offensiva lo fa rendere al meglio. Sul piano della disciplina fa tutte le cose che sono richieste e questo è molto bello da vedere". Leonardo infine esclude le voci sulla presunta volontà di Gattuso di lasciare il Milan: "Parlo sempre con Rino, e non credo che sia vero, mi auguro che recuperi dall'infortunio il più velocemente possibile. Se fosse vera sarebbe difficile mantenere sopita la notizia, ma credo proprio che non sia vera".
Squilibrati ma spettacolari e felici. Del resto, come osserva Adriano Galliani, "è l'ultimo che dà il cazzotto a vincere. E noi abbiamo vinto. Non ci sono alternative a questo modulo: concediamo ma poi puniamo, preferisco soffrire così".
Anche Ronaldinho è realista sull'Inter: "Pensiamo a noi, loro sono fortissimi e ci sono tanti punti di differenza" ammette con dignità. Al Gaucho interessa i numeri. "Pensiamo a fare bene, a mantenere i piedi per terra. Adesso, avremo un'altra grande partita". Il brasiliano è ormai un giocatore ritrovato: "Cosa è cambiato? Non lo so. Ho avuto due settimane per lavorare bene, mi sento benissimo fisicamente e gioco in un ruolo nel quale sono abituato a giocare perché l'ho fatto tanti anni a Barcellona. Posso anche giocare mezza punta, posso fare l'attaccante, ma in questo ruolo mi trovo bene, e non bisogno di tempo per adattarmi".

Milan-Cagliari 4-3

Paradiso, inferno, paradiso. A caccia di quella stella lassù (l'Inter) il Milan conquista l'ennesima vittoria in campionato e ben 16 punti su 18 nelle ultime sei gare, e balza alle spalle dei nerazzurri, in attesa del posticipo bianconero. Lo fa battendo 4-3 un bel Cagliari che non si dà mai per vinto. Salgono in cattedra i brasiliani, ma anche i giovani irriducibili di Allegri e lo spettacolo è garantito. Apre Seedorf, pareggia Matri, allunga Lazzari, poi piombano Borriello e Pato. Nella ripresa Ronaldinho segna dal dischetto e Nenè regala inutili speranze ai suoi.Chi è più offensivo tra Milan e Cagliari? Entrambe. Questioni di schemi: 4-2 e fantasia come lo chiama Galliani quello rossonero; 4-3-1-2 il modulo rossoblù. Seedorf alle spalle di Pato, Borriello e Ronaldinho da una parte, Nenè e Jeda davanti a Lazzari. Ma il segreto di un buon attacco è la difesa, capace di coprire e garantire sicurezza. Vale per i sardi, compatti e organizzati. Un po' meno per il Milan, che soffre a dismisura l'assenza dello squalificato Nesta. Eppure la partenza dei rossoneri con rete del vantaggio al 5' sembra presagio di goleada. Azione splendida, un triangolo tra Seedorf e Borriello che restituisce all'olandese in mezzo all'area: piattone imparabile e rete gonfia.
Ma Massimiliano Allegri, che ha le "phisique du role" (per allenare il Milan) sempre secondo Galliani, ha insegnato ai suoi a giocare bene al calcio. Il Cagliari ha personalità e crede nel suo gioco; ha qualità, attacca senza timori ed è esemplare la ricerca immediata del pareggio. Azione insistita e voluta. Matri, che poco prima aveva subito un'uscita discutibile di Dida, sfrutta l'immobilità di Kaladze e batte il portiere brasiliano nell'angolino. Il Milan va in tilt e i rossoblù, che tengono bene il campo e corrono molto di più, danno spettacolo. Dida, non fa più notizia, diventa super dicendo di no prima a Jeda poi a Matri. Nulla però può al 30' sull collo pieno di Lazzari da distanza ravvicinata. L'analisi sulla difesa rossonera è spietata: corridoi e spazi liberi; una vera manna per chi sente a distanza il profumo del gol. Lo schiaffone è salutare. Il Milan rialza la testa e accelera. I punti di riferimento sono Ronaldinho e Pato, su cui è sistematico il raddoppio. Tatticamente rischioso perché apre corsie laterali ai rossoneri. Zambrotta sfrutta un varco e conquista un angolo. Pirlo mette in mezzo dove Pato vola più di tutti e colpisce di testa; Marchetti respinge ma su Borriello che ribadisce in rete per il 2-2. L'adrenalina carica il MIlan che trova subito il gol del vantaggio. Magie brasiliane, come l'assist dalla sinistra per Pato che infila da fenomeno sotto l'incrocio dei pali.
Tutte le lucine del Milan tornano a funzionare; Ronaldinho (soprattutto) e Pato fanno i numeri. Ma di fronte c'è un Cagliari splendido che non molla la presa e cerca il pareggio. I rossoneri il gol lo mancano in un paio di occasioni. Dinho, in formato Barcellona, regala perle di rara bellezza: stop, finte, colpi di tacco, palle da spingere in rete. Spettacolo puro che precede la rete del 4-2. Borriello, anche lui rinato, con il suo movimento allarga la manovra del Milan e catalizza l'attenzione dei difensori del Cagliari. Come capita al 17' ad Astori, costretto a stendere in area l'attaccante. Rigore ineccepibile che Ronaldinho trasforma con un tiro angolato. Allegri non si arrende e regala ancora più muscoli all'attacco: fuori Biondini, dentro Nené. Cambio azzeccato, perché il portoghese accorcia al 24' sfruttando il più classico dei contropiede. L'illuminazione è di Jeda che pesca centralmente il nuovo entrato, abile a infilare Dida con un rasoterra tagliente. Leonardo lo aveva predetto: troppo sbilanciati per non subire. Così toglie Seedorf per Abate, mentre Pisano rileva Canini. E c'è chi ha speso davvero tanto come Borriello; Inzaghi ne prende volentieri il posto. L'ultimo quarto d'ora è un affare rossoblù, perché la squadra di Allegri ne ha di più e attacca sperando in un black out rossonero. La difesa del Milan non è granitica e se non ci fosse Thiago Silva sarebbero dolori. Nel Cagliari entra anche Larrivey per Matri, mentre Strasser sostituisce Pato, vittima di un problema muscolare. Insomma, Leo si chiude lasciando Inzaghi solitario in attacco. Con un limitato peso offensivo è il Milan ad attendere e subire. Larrivey al 41' manca il pari con un colpo di testa in tuffo. Ma i rossoneri riescono a contenere i rossoblù e incassare la terza vittoria consecutiva in campionato e un secondo posto virtuale in attesa del posticipo Juve-Udinese.

sabato 21 novembre 2009

Leo: "Dinho recupera"

"Ronaldinho ha recuperato totalmente, ieri ha avuto la febbre, ma domani sarà in campo". Leonardo tranquilliza il popolo rossonero e annuncia alla vigilia della sfida con il Cagliari che nel tridente con Pato e Borriello il Gaucho avrà il suo posto. E vai quindi con il "4-2 e fantasia", come lo ha chiamato Adriano Galliani. Non ci sarà Nesta, squalificato, (Kaladze è pronto) ma Leonardo è convinto che ci sarà lo stesso entusiasmo.
In conferenza stampa il tecnico puntualizza spesso questo concetto. Resta da capire se la sosta è servita o se esiste il rischio di un rilassamento. "Le risposte si danno in ogni partita - spiega -. Ci deve essere la concetnrazione assoluta in quello che stiamo facendo. Con il Cagliari dobbiamo scendere in campo con lo stesso spirito e la stessa concentrazione di due settimane fa".
Leo, semmai, ama esaltare le qualità del gruppo: "Mi piace l'atteggiamento dei ragazzi; sono sempre pronti e umili. Entrano a partita in corso e subito si adattano al gioco con una disponibilità assoluta. E' successo a Kaladze quando è entrato a Napoli al posto di Nesta, è accaduto a Inzaghi e Zambrotta. Questo è un Milan con grande entusiasmo; i ragazzi sono coinvolti: se andiamo avanti così possiamo pensare in grande". Leonardo parla di "metamorfosi ambulante"; cioè quella capacità di adattarsi al momento. "E' possibile quando c'è lo spirito. Poi il risultato deve essere lo stesso: la squadra deve sempre avere voglia di fare male".
Leonardo augura a David Beckham di vincere la finale di Mls e quando gli chiedono del fallo di mano di Henry si fa cupo. "Stiamo andando verso qualcosa di diverso; non esiste un regolamento che possa permettere all'arbitro di essere più incisivo in certe situazione. Oggi va così, è complicato. Ripetere la partita è impossibile, ma prima o poi accadrà qualcosa, come la moviola in campo".
Teme il Cagliari, ma lo affronterà con la consueta mentalità offensiva. Fa il punto della situazione. "Flamini nion ci sarà per un problema alla caviglia, ma ci sarà per la Champions. Gattuso va verso la guarigione; non voglio mettergli fretta". Questione portieri: "Se ci sarà Dida in porta?. Ho parlato con Abbiati: è guarito. Ma ora deve tornare in forma; troveremo qualche partita dove utilizzarlo, magari con la Primavera". Insomma, Nelson sarà tra i pali. Infine a chi gli chiede di lanciare un appello per la campagna bis risponde: "L'appello sarà il gioco; noi siamo il riflesso di quello che abbiamo. Se ci crederemo i nostri tifosi ci penseranno da soli".

martedì 17 novembre 2009

Pato: "Sono felice"

Si riparte. E l'obiettivo è condiviso da tutti: batte il Cagliari per non mollare l'Inter. Pato la mette giù dura: "Cominciamo oggi una settimana importante perché domenica ci aspetta una partita contro una grande squadra". Il brasiliano punta al gol; l'ultimo lo ha segnato alla Lazio prima della pausa. Voglia di strafare: "Nella settimana di sosta ho lavorato tanto per cominciare al meglio questa settimana e poter giocare bene domenica" confessa a Milan Channel. Pato ha già segnato 7 gol in campionato: ben 5 in più rispetto alla passata stagione. La conferma che la posizione pensata da Leonardo funziona. "Sì, mi trovo bene nel ruolo in cui sto giocando, sono molto contento - ammette -. Forse sono più tranquillo perché Leonardo mi ha dato serenità e perché ho imparato tante cose rispetto all'anno scorso. Posso dire che giocare a destra mi piace molto e posso anche aiutare i miei compagni nella fase difensiva". Adesso è necessario mantenere il ritmo per non perdere contatto dall'Inter e dalla Juventus. "Abbiamo fatto bene in molte partite, dobbiamo fare ancora di più per raggiungere il primo posto e poter tornare a disputare la Champions League il prossimo anno. Dobbiamo solo essere concentrati per giocare bene e vincere, poi vedremo alla fine cosa accadrà".
Dopo il Cagliari il Milan affronterà a San Siro il Marsiglia per la decisiva sfida di Champions League. "Devo prima pensare al campionato, poi dovrò giocare bene per trovare gli stimoli giusti per fare bene contro il Marsiglia": batterlo significherebbe conquistare gli ottavi di finale con un turno di anticipo. Guai a mollare la presa, quindi. Un messaggio che trasmette al gruppo, Huntelaar compreso. L'olandese che non sboccia preoccupa la società rossonera, ma Pato è ottimista: "Tutti hanno visto che lui è stato il migliore giocatore in Olanda e ha fatto tanti gol quando giocava all'Ajax. Ha fatto bene al Real Madrid e sono sicuro che anche qui riuscirà a dare il suo contributo al Milan. Noi siamo con lui e siamo qui per aiutarlo, sono felice di vedere che in allenamento fa molto bene". E ricorda: "Anch'io quando sono arrivato trovavo difficoltà nel parlare l'italiano e sia in campo che fuori non riuscivo a comunicare con gli altri, avevo paura di sbagliare. Sono sicuro che lui darà tanto al Milan".
Ma Pato protegge tutti. Anche un marpione come Inzaghi, utilizzato col contagocce da Leonardo. "Pippo ha fatto tanti gol in Champions League e in campionato, credo che farà ancora tanti gol con la maglia del Milan perché lui nell'area di rigore è il numero uno, quando ha la palla riesce sempre a segnare - spiega -. L'ho visto realizzare tanti gol qui al Milan e siamo felici che lui sia con noi, speriamo che resti per tanto tempo".

sabato 14 novembre 2009

Milan-Milan Primavera 2-0

Dopo la doppia seduta di giovedì, il Milan è tornato al lavoro ieri pomeriggio presso il centro sportivo rossonero di Milanello.
I ragazzi di Leonardo hanno affrontato in amichevole i giovani della Primavera. Dopo il classico riscaldamento pre-partita, il calcio d'inizio è stato fischiato da Mauro Tassotti alle ore 15.30 sul campo centrale del centro sportivo di Carnago.

Questa la formazione schierata da Leonardo nel primo tempo: Abbiati; Abate, Kaladze, Favalli, Antonini; Ambrosini, Flamini; Pato, Seedorf, Ronaldinho; Borriello.

Dall'altra parte, questi i giovani schierati da Giovanni Stroppa a cui si è unito Marco Storari tra i pali: Ghiringhelli, De Vito, Romagnoli, Pedrocchi, Meregalli, Oduamadi, Novinic, Gaeta, Merkell e Schenetti.

Il primo tempo si è chiuso sul risultato di 2-0 a favore della prima squadra grazie alla doppietta realizzata da Alexandre Pato al 1' e al 18'.
Nella ripresa Leonardo ha inserito Inzaghi al posto di Borriello mentre per la Primavera rossonera quattro le sostituzioni effettuate da Stroppa: Motta per De Vito, Di Lauri, Aquilante per Oduamadi e Scampini al posto di Novinic.
Nel secondo tempo tanto possesso palla per i ragazzi di Leonardo. Da sottolineare un palo colpito da Filippo Inzaghi.
La gara è terminata sul risultato di 2-0.

mercoledì 11 novembre 2009

La scomparsa di Robert Enke: il cordoglio di Milan per Sempre

L'intero sito si unisce al dolore che ha colpito i congiunti, gli amici, i dirigenti e i compagni di squadra di Robert Enke. Il 32enne portiere dell'Hannover, scomparso ieri sera, è stato avversario leale del Milan in occasione dell'amichevole disputata con i tedeschi lo scorso 21 gennaio all'AWD Arena di Hannover.

Robert Enke, il portiere della nazionale tedesca e dell'Hannover suicidatosi ieri gettandosi sotto un treno, era affetto da una profonda depressione. E' stato rivelato stamattina in una commovente conferenza stampa indetta dal club tedesco, cui hanno partecipato la vedova Theresa e lo psicoterapeuta Valentin Markser che lo aveva in cura. Particolarmente commovente la testimonianza della vedova, che ha ricordato come la depressione fosse comparsa in lui dopo gli insuccessi sportivi a Barcellona ed ad Istanbul: "Quando era nella fase acuta di depressione sono stati momenti molto difficili, perché gli mancava ogni motivazione e speranza". Già nel 2003 Enke si era rivolto allo specialista, dopo alcuni mesi sembrava guarito, ma negli ultimi tempi la depressione era ritornata a farsi sentire profondamente. Soprattutto dopo la sua non ancora chiarita infezione batterica, che lo aveva tenuto lontano dal calcio per molto tempo: "Il calcio per lui era tutto - ha detto la moglie - e ora temeva di perderlo a causa della depressione e di perdere anche la nostra figlioletta adottiva Leila, quando avesse capito di avere un padre depresso". Teresa ha aggiunto di aver fatto di tutto per stargli vicina, per convincerlo che il calcio non era tutto nella vita. Il dottor Markser, dopo aver precisato che il portiere aveva recentemente rifiutato l'invito a farsi ricoverare per un trattamento specifico in clinica, ha anche aggiunto che nella lettera di addio il giocatore si scusava "per avere consapevolmente ingannato tutti, per poter portare a compimento il suo piano di suicidarsi". Questa mattina in segno di lutto il c.t. Loew ha annullato il previsto allenamento. E nel pomeriggio è stato deciso di rimandare l'amichevole di sabato sera a Colonia tra la Germania e il Cile. "La squadra è sotto shock - ha spiegato il presidente federale Theo Zwanziger - non c'è tempo di rielaborare il lutto in queste condizioni non è possibile giocare". E Oliver Bierhoff, team manager della Nazionale, ha commosso tutti mettendosi a piangere durante la conferenza, incapace di proseguire dopo aver spiegato "che mai avevamo avuto sentore che la situazione potesse essere così grave". Tutta la squadra è stata messa in libertà: il ritiro riprenderà domenica, dopo che i giocatori avranno partecipato ai funerali di Enke. All'indomani dei festeggiamenti per il ventennale della caduta del Muro di Berlino il Paese si è risvegliato questa mattina con un senso di dolore e di angoscia generale. Anche la Cancelliera Angela Merkel, si è voluta unire al cordoglio del Paese, inviando una lettera alla vedova di Robert Enke in cui ha espresso il suo sgomento per la morte del portiere. Lo ha detto oggi a Berlino il vice portavoce del governo, Christoph Steegmans, sottolineando che si tratta di una "lettera molto privata, che deve rimanere privata".
Dopo che i notiziari della tarda serata di ieri avevano già dato il tragico annuncio ai tedeschi, tutti i telegiornali della mattinata di ieri hanno aperto con le citazioni dei numerosi attestati di dolore e cordoglio, da parte di personalità del calcio, dello sport, della politica. Attonito Franz Beckenbauer, il vate del calcio tedesco: "Provo un dolore senza fine, quando si riceve una notizia del genere, tutti i gli altri problemi diventano piccolissimi". Profondo il dolore, accanto all'incredulità, ad Hannover, la città nella cui squadra Enke giocava. I tifosi si sono radunati già nella tarda serata di martedì, subito dopo che la triste notizia era stata diffusa, davanti alla sede della società. Mano a mano sono stati deposti mazzi di fiori, accese candele, le cui fiammelle hanno formato sulla strada un grande numero "96", quello che fa parte del nome ufficiale della squadra, ricordando la sua data di fondazione, il 1896. Anche stamattina numerosi tifosi erano davanti alla sede del club. In una prima conferenza stampa della polizia di Hannover, già nella tarda serata di martedì, sono stati resi noti alcuni dettagli che hanno confermato, come ribadito dagli inquirenti stessi, il suicidio. Il calciatore, dopo aver lasciato nella tarda mattinata il campo dove aveva regolarmente effettuato un allenamento con il preparatore dei portieri dell'Hannover, Joerg Sievers, non è tornato a casa. Il suo procuratore, Joerg Neblung lo ha cercato a lungo al cellulare, ma non ha avuto risposta: "Abbiamo avuto paura - ha detto - ho mandato sua moglie Theresa a cercarlo in giro ed ho allarmato la polizia". Evidentemente anche chi gli stava più vicino sapeva che Robert stava attraversando un momento poco felice. Secondo il quotidiano Bild il giocatore, figlio di uno psicologo, da qualche tempo si stava sottoponendo ad una psicoterapia: "Un paio di giorni fa abbiamo parlato molto insieme - ha riferito il medico della squadra, Wego Kregehr - gli ho detto che dopo l'infezione batterica che l'aveva colpito ormai tutto era tornato a posto. Non mi ha mai detto o fatto capire di avere problemi psicologici". Oggi in conferenza stampa si è presentata la moglie Theresa, visibilmente scossa, con lo psichiatra che aveva in cura il portiere. Theresa ha confermato i problemi psicologici: "Era molto depresso. Non lo sapevano in molti, ma era in cura da uno psichiatra da tempo". Enke non è tornato a casa. Ha diretto la sua Mercedes fuoristrada verso una stradina ai lati della ferrovia, vicino alla stazione di Elvese, ad un paio di chilometri dalla sua casa, nel paese di Empede, vicino ad Hannover. Su uno dei sedili dell'auto il portiere ha lasciato il suo portafogli e non ha chiuso a chiave le portiere, prima di allontanarsi per raggiungere la linea ferroviaria e percorrere a piedi qualche decina di metri lungo la massicciata. Alle 18.47 è stato travolto dal regionale che da Brema andava ad Hannover, ad una velocità di 160 km orari. Il macchinista si è accorto, ma ovviamente troppo tardi, che una persona, pochi metri davanti la sua cabina, si stava gettando sui binari. Vigili del fuoco e polizia sono stati allertati subito e in pochi minuti hanno raggiunto il treno, che nel frattempo aveva frenato la sua corsa. La polizia ha subito avvertito la moglie Theresa, che si è recata sul luogo della tragedia e non ha resistito allo choc dopo aver visto il corpo del marito, tanto che è stata subito soccorsa da una equipe medica. "Prima che uno venga portato a una situazione che può diventare ancora più infelice, è meglio darci un taglio definitivo": queste parole di Rober Enke, ricordate dal sito del settimanale Focus, risalgono al 2003 e suonano, adesso, come un tragico presagio. Enke e sua moglie Theresa, nel 2006 avevano perso la loro figlioletta Lara, due anni, dopo un calvario di operazioni per una malattia cardiaca. Nello scorso maggio i coniugi avevano adottato Leila, che oggi ha otto mesi. Ma forse il dolore per la perdita della prima figlia era rimasto incolmabile. Il luogo dove Enke si è tolto la vita è a breve distanza dal cimitero ove è sepolta la piccola Lara

Galliani: "Il Milan riapre la campagna abbonamenti"

"La cosa che mi dispiace molto è aver perso 16.000 abbonati rispetto all'anno scorso". Lo dice Adriano Galliani con molto rammarico dopo anni di autentico splendore. Il dirigente annuncia: "Voglio scrivere loro, che sono innamorati delusi, e annunciare che faremo un abbonamento speciale a partire dalla prima partita del girone di ritorno. Voglio scrivere non tanto per qualche milione di euro in più, ma perché non è possibile vedere solo 40.000 spettatori a San Siro per Milan-Roma". L'amministratore delegato del Milan lo afferma sulla scia del buon momento della squadra, rilanciata in campionato dopo la conquista del terzo posto, applaudita in Champions League, dove ha sottratto al Real Madrid 4 punti su 6. Risultati che sono la conseguenza del gioco spregiudicato e divertente voluto da Leonardo. Spiega Galliani: "Con quattro giocatori d'attacco questo Milan rischia molto e concede parecchio agli avversari, ma facciamo molto anche noi. E Berlusconi è entusiasta di questo modo di giocare".
Poi parla con soddisfazione dei singoli, da Thiago Silva ("è un grande giocatore, appena avrà fatto 4/5 finali di Champions ne parleremo") a Nelson Dida: "Mi viene un po' da ridere perché fino a due mesi fa ero quello che aveva sperperato il denaro facendo il contratto a Dida. Di contratti non ne voglio più parlare". Così per Inzaghi ("Il Milan farà la sua politica, andrà avanti e i tifosi giudicheranno"), mentre a gennaio non sono previste sorprese in uscita. "Huntelaar? È confermatissimo come tutti i giocatori della rosa". Infine la domanda fatale: "Meglio uno scudetto sul filo di lana su Inter e Juve o l'ottava Champions?", Galliani non ci pensa un secondo: "Non ci sono dubbi in proposito, in nessuno sport del mondo il titolo di campione d'Italia vale più di quello di campione d'Europa".
Anche Gianluca Zambrotta si allinea a Leonardo e dimostra grande fiducia nelle risorse del Milan. "Stiamo bene fisicamente e le cose ci girano bene - ha detto il terzino della Nazionale in conferenza stampa alla Borghesiana dove si trova in ritiro -. Il cambio di modulo ci ha giovato, anche se con tanti giocatori offensivi corriamo sempre dei rischi, come è accaduto nei secondi tempi contro Napoli e Lazio. È cambiata però anche la nostra testa e ciò è di buon auspicio per lottare per i primi posti".

martedì 10 novembre 2009

Leonardo: "Crediamo nello scudetto"

Ha ragione Leonardo dopo la sesta vittoria del Milan, terza fuori casa, quando afferma che il Milan ha imparato a soffrire. "Abbiamo vinto una partita difficile che però abbiamo approcciato nel modo giusto - spiega l'allenatore rossonero -. Non è stato facile affrontare una Lazio che soprattutto nel secondo tempo ha fatto benissimo". Inevitabilmente sono riapparsi i fantasmi di Napoli, quel 2-0 diventato negli ultimi minuti un 2-2. Analisi precisa: "Il rischio c’è. Nelle scorse partite è mancato l’equilibrio dopo essere passati in vantaggio, c’è un calo di concentrazione. Oggi però il Milan ha dimostrato che ha imparato a soffrire". E' il tema fondamentale di questo nuovo Milan che non si nasconde più. "La parola scudetto nello spogliatoio c'è, ci proveremo anche quest'anno, ma la strada è quella dell'umiltà e della disponibilità".Adriano Galliani invece preferisce non parlare di scudetto perché "porta male" farlo. Di modulo alla brasiliana sì: "Questo schema piace tantissimo, soprattutto al nostro allenatore: lui, da quando andai a prenderlo nel Paris Saint-Germain, mi ha sempre parlato di questo mito del Brasile di Tele Santana dell'82. Noi siamo riusciti finalmente a giocare con quattro attaccanti, come Ronaldinho, Pato, Borriello e Seedorf" sottolinea soddisfatto. E sulla mancata convocazione di Pato nel Brasile afferma: "Lui sta facendo molto bene e Dunga può chiamare chi vuole". Leonardo si gode il momento e benedice l'abbondanza, anche se ammette: "È difficile fare delle scelte, dovere lasciare qualcuno fuori, da non dormirci la notte...". Ma ciò che conta è lo spirito di sacrificio, forse il vero fiore all'occhiello del gruppo. "Mi piace l'atteggiamento della squadra; mi piace come sta rispondendo e la disponibilità mostrata da chi entra volta per volta". Ora occorre trovare il giusto equilibrio per eviatre fibnali di partita con il cuore in gola. Spiega Leonardo: "Nel secondo tempo la Lazio con un attaccante in più spingeva tanto, ma il nostro primo tempo è stato straordinario. Nella ripresa abbiamo sofferto la pressione della Lazio, ma con i cambi ci siamo assestati. La squadra si propone di giocare un certo tipo di calcio, dobbiamo trovare ancora più equilibrio, ma siamo sempre propensi ad attaccare".
Poi Ronaldinho: ancora un assist perfetto e ancora una buona prestazione. "La mia vita calcistica non è mai stata quella di un goleador - sostiene il brasiliano -, non sono uno che fa gol tutte le partite, ho sempre fatto più assist che gol. Sono felice perché adesso tutto va bene e voglio continuare così per aiutare la squadra". "Ronaldinho è un uomo che sa fare la differenza - ha intanto ammesso l'allenatore del Brasile Carlos Dunga. - ma dipenderà solo da lui se vorrà far parte dei 23 che andranno in Sudafrica".

domenica 8 novembre 2009

Lazio-Milan 1-2

E' un Milan ancora molto offensivo, che ripropone lo stesso modulo e gli stessi interpreti della partita contro il Real Madrid, quello che si presenta all'Olimpico per la sfida contro la Lazio. Marco Borriello ancora preferito a Inzaghi; alle sue spalle Seedorf, Pato e Ronaldinho. Tra i biancocelesti Rocchi, e non Cruz, con Zarate in attacco e Matuzalem trequartista. Partita delicata per il tecnico Ballardini, momento difficile per l'intero ambiente laziale. C'è invece entusiasmo in casa Milan per gli ottimi risultati dell'ultimo mese, sia in Italia sia in Europa.
Il Milan fa girare molto il pallone nell'attesa di trovare lo spazio per affondare, ma è la Lazio ad avere la prima palla gol della partita, al 2' del primo tempo, con Rocchi che in solitudine prova il sinistro a girare, ma la palla finisce di poco a lato. Dopo un avvio molto tattico e accorto, al 21' arriva il vantaggio del Milan con la bella punizione battuta da Pirlo sul primo palo e la deviazione a rete di testa di Thiago Silva, al suo primo gol ufficiale con la maglia rossonera. Ma non è finita: è un Milan in crescita, tonico e concentrato, quello che al 35' trova il raddoppio con lo splendido assist dalla sinistra di Ronaldinho e il colpo di testa di Pato. Sesto assist per il Gaucho, quinto gol in campionato per il Papero (settimo stagionale) che si conferma sempre più bomber decisivo.
Nessun cambio per il Milan tra il primo e il secondo tempo, mentre Mister Ballardini decide di inserire un altro attaccante, Cruz, al posto di Mauri. Ed è proprio il nuovo entrato, da due passi, a creare subito un pericolo per la porta difesa da Dida: sulla sua pressione Thiago Silva sfiora l'autogol, con la palla che sfiora la traversa. Passano i minuti e la Lazio scesa in campo nella ripresa sembra molto più determinata, ma il Milan si difende bene. Al 19' i biancocelesti concretizzano il loro buon momento con il tiro di Zarate, che viene deviato da Thiago Silva alla destra di Dida: 1-2. Il Milan risponde con un destro potente di Pato dalla distanza ma la palla finisce di poco sopra la traversa. La Lazio insiste: Meghni crossa dalla sinistra e Rocchi conclude a lato di testa. Al 38' e al 47' due autentici miracoli di Muslera: il primo è la deviazione in angolo dello splendido tiro al volo di Flamini, il secondo su un missile di Pato.
Si chiude così Lazio-Milan: ottimo primo tempo dei rossoneri, un po' più di sofferenza nella parte centrale della ripresa, 3 punti che valgono oro a conclusione di un ciclo terribile. Standing ovation per risultati, prestazioni e per il 3° posto conquistato in classifica.

sabato 7 novembre 2009

Leonardo ritrova Christian Abbiati

C'è anche Christian Abbiati fra i venti convocati del Milan per il match di domani all'Olimpico contro la Lazio. Il portiere rossonero era assente dal 15 marzo scorso, quando si infortunò al ginocchio destro, subendo una distorsione con interessamento dei legamenti a causa di uno scontro fortuito con Favalli durante Siena-Milan. Il 30 marzo fu poi operato ad Anversa dal professor Martens per la ricostruzione del legamento crociato anteriore. Una convocazione psicologicamente importante, anche se Abbiati guarderà la partita dalla tribuna: "L'ho convocato come terzo portiere" ammette Leonardo in conferenza stampa. "Ora chi sta meglio è Dida; non si può fare turnover in porta". Nessun problema anche per Ronaldinho, bloccato ieri da un affaticamento: domani scenderà regolarmente in campo. Soddisfatto Leo perché fra i pali ritrova un punto di riferimento rossonero e tira un sospiro di sollievo sulle condizioni del brasiliano, che ieri si era sottoposto a massaggi e terapie varie saltando l'allenamento, mentre oggi è apparso in spolvero. Dinho quindi immediatamente recuperato e schierato con Pato all'Olimpico, giocatore essenziale. "Pato si sente sempre dire dai compagni e dalla gente che lo circonda che può diventare il migliore del mondo e che può vincere il Pallone d'oro - spiega il tecnico -; è normale che queste cose può cominciare anche a pensarle lui. Il talento e l'esplosività che ha possono portarlo veramente in alto". Ma chi sarà il terzo attaccante? Borriello potrebbe rifiatare nel più classico dei turnover e cedere il posto a Inzaghi che non ha ancora digerito l'esclusione di martedì contro il Real Madrid. E Huntelaar? Mistero sempre più fitto. Leonardo fa un po' di luce e afferma: "L'amichevole Italia-Olanda potrebbe rilanciare Klaas. Ha pagato un inizio difficile; è partito male e ha pagato un po' il giudizio su di lui. Ma sono sicuro, ripeto: dimostrerà il suo valore".Sulla Lazio ha idee molto chiare. Non sarò un momento positivo per la Lazio, ma Leonardo non si fida. "Ha un potenziale incredibile e giocatori di grandissimo spessore - spiega -. Sarà una bellissima partita per loro e per noi". Sul Milan mantiene il basso profilo: "Nelle ultime partite ha sempre aggiunto qualcosa dopo il difficile inizio stagione. Vedo un entusiasmo che ci dà tanto ottimismo per mantenerci a un certo livello". E l'Inter che sempra imprendibile? "Il campionato non è chiuso: loro giocano bene, dimostranlo forza, ma è lunga e mancano troppe partite. Dal secondo al quinto posto, possono tutte puntare allo scudetto. Per una società come il Milan comunque è impossibile non pensarci, è nel nostro Dna - spiega Leo -. Io penso a migliorare e a mantenere un certo livello di gioco, poi dentro di noi entriamo sempre in campo per vincere". Poi una pausa di riflessione e la conclusione che a Galliani piace tantio: "L'obiettivo societario è molto chiaro ed è la Champions, il resto va valutato poco alla volta".

venerdì 6 novembre 2009

Galliani: "Il Milan di Leo fa impazzire Berlusconi"

Il vento sta girando dalla parte giusta: il Milan sembra avere trovato una sua identità e i risultati arrivano. Il progetto Leonardo piace e non mancano gli apprezzamenti a cominciare da quelli del patron rossonero. Lo rivela Adriano Galliani: "La doppia sfida con il Real non lo porta a fare proclami, ma il modulo 'spagnolo' della squadra piace molto al presidente Berlusconi: abbiamo sempre avuto una vocazione offensiva e abbiamo un allenatore che ci fa giocare bene al calcio". E sorride Galliani, perché finalmente può affermare dopo un lungo periodo di mugugni, che il Milan "sta giocando bene al calcio". Arrivando in Lega Calcio questa mattina, l'amministratore delegato approfondisce: "Sono molto contento del lavoro di Leonardo che ha trovato un bell'assetto tattico", con Seedorf alle spalle del tridente; molto simile alla Roma di Luciano Spalletti: "Infatti a me - confessa Galliani - piaceva Spalletti come allenatore e continua a piacermi. Mi piacciono quelli che hanno vocazione offensiva". Poi gli elogi a Leonardo: "È stato molto bravo ad avere l'idea. Ma qualche tempo fa anche Dunga mi aveva detto che Pato poteva giocare a destra e Ronaldinho a sinistra. Tutti e due sulla sinistra si pestavano un po' i piedi, adesso va benissimo". Una soddisfazione enorme avere quindi puntato su Leonardo. "Credo che il presidente e il sottoscritto abbiano scelto in maniera intelligente - rivendica Galliani -: non c'è bisogno di aver fatto una grande sperienza precedente prima di allenare una grandissima squadra. Sacchi non aveva mai fatto una panchina di A, Capello stava facendo il manager e Leonardo pure. È una speranza per tutti i manager di poter diventare allenatore del Milan...". Galliani esalta il tridente formato Leo. "E' bellissimo. Uno sta a destra, l'altro a sinistra e in mezzo Pippo, Borriello o Huntelaar. Ma l'altra mossa buona di Leonardo è Seedorf centrale e non esterno". Galliani infine si sofferma sull'ormai certo acquisto del giovane ghanese Adiyah. "È qui da due giorni. Lui è un ragazzino che sta zitto, fa quello che dicono i suoi procuratori. Prima chiedevano troppo per cui abbiamo rotto le trattative, poi sono ritornati e hanno accettato l'offerta del Milan. Oggi - spiega - il ragazzo sta facendo le visite mediche, se le supera stasera o domattina firmerà i contratti con validità due gennaio. È un'opportunità. È un ragazzo che ha ancora tutto da dimostrare. Abbiamo pensato che il costo del cartellino e quello dello stipendio erano un'operazione fattibile. Se per la terza volta il capocannoniere del Mondiale Under 20 fosse un nuovo Aguero o Messi sarebbe 'troppa grazia Sant'Antonio'".